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Tiziano Terzani, eterno viaggiatore...

30 Agosto 2021

Per noi che amiamo il viaggio, Tiziano Terzani rappresenta l’ideale di viaggiatore che ha dedicato tutta la vita all’incontro tra culture diverse, e all’esaltazione del viaggio come strumento di conoscenza del mondo.

Terzani ha trascorso la sua vita viaggiando per il mondo, come giornalista, reporter di guerra, scrittore, semplice viandante sulle strade dell’Asia. Ha esplorato il mondo cercando di entrare in contatto con popoli e culture sempre nel rispetto della diversità, fonte inesauribile di bellezza.

Nato a Firenze il 14 settembre 1938, da un’umile famiglia, il padre Gerardo aveva un’officina e la madre Lina lavorava in un negozio di sartoria. Tiziano si diplomò al liceo classico Galilei nel 1957 e già nel 1955 Tiziano collaborava con “Il Giornale”.

Diventai giornalista perché alle corse podistiche arrivavo sempre ultimo. Ero studente in un liceo di Firenze e mi ostinavo a partecipare a tutte le campestri che si tenevano alle Cascine. Non avevo alcun successo tranne quello di far ridere i miei compagni. Una volta, alla fine di una di quelle corse in cui ero davvero arrivato quando il pubblico stava già andando via, venne da me un signore sui trent’anni con un taccuino in mano e mi disse qualcosa come: «Sei studente? E allora, invece di partecipare alle corse, descrivile!». Divenni così a sedici anni cronista sportivo al «Giornale del mattino».

Giovane talento fu ammesso al collegio Medico-Giuridico della Scuola Normale di Pisa, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza e proprio in quel periodo incontrò Angela Staude, la donna che avrebbe cambiato la sua vita, sua futura moglie. Terzani si laureò nel 1961 con un’impegnativa tesi in Diritto Internazionale e dopo una breve esperienza di studi all’Università di Leeds, rientrato in Italia accettò la proposta della Olivetti, grazie alla quale iniziò a viaggiare in tutto il mondo.

Inizialmente in Europa e poi sempre più frequentemente in Oriente per giungere, nel 1965, in Giappone. Terzani si innamorò profondamente dell’Asia e dopo il suo primo viaggio nel continente visitò Hong Kong e poi la Cina.

Tiziano Terzani si definiva un esploratore che amava girare il mondo per scoprire luoghi segreti, culture, tradizioni e usanze nuove che lo affascinavano. Nei suoi numerosi libri traspare l’emozione e l’enfasi prima di ogni partenza e il sentimento che lo animava nel diventare anonimo e irreperibile ogni volta che si mischiava alle popolazioni locali.

I viaggi per conto dell’Olivetti proseguivano. In Sud Africa, a Johannesburg, Terzani arrivò alcuni giorni dopo l’assassinio del Primo ministro Verwoerd. In un clima di forte tensione politica, vestì il ruolo del giornalista e raccolse materiale, interviste e fotografie sufficienti a realizzare il suo primo reportage: Natale negro. Rapporto sulla segregazione in Sud Africa pubblicato il 25 dicembre 1966 dalla rivista L’astrolabio. I viaggi si susseguirono ancora e ancora, mentre il suo lavoro all’Olivetti iniziò a non soddisfarlo più. Uno stage al New York Times lo aiutò a dedicarsi di più al mestiere del giornalista.

Durante i suoi studi alla Stanford University imparò il cinese e approfondì la storia del comunismo cinese. Terzani aveva sempre sognato di conoscere a fondo la Cina e si convinse di voler verificare di persona ciò che da anni aveva appreso nei libri e giornali. Nel 1969 fu iscritto all’Ordine dei Giornalisti come giornalista pubblicista e ad agosto nacque il suo primogenito Falco. Terzani lasciò il lavoro all’Olivetti e cercò appieno un impiego come giornalista.

Il Giorno lo assunse a marzo del 1971 e, proprio lo stesso anno, nacque la figlia Saskia. Terzani lavorò per il settimanale amburghese Der Spiegel nel ruolo di reporter per il sud-est asiatico. Il giornalista si stabilì a Singapore dove pubblicò il suo primo vero reportage per il settimanale e, nello stesso periodo scrisse, Pelle di leopardo. Diario vietnamita di un corrispondente di guerra 1972-1973il suo primo libro. Alla fine del 1975 si trasferì con tutta la famiglia a Hong Kong.

Anche se lontano dall’Italia, Terzani continuò a collaborare con La Repubblica, Il Messaggero e molti altri. Quest’esperienza lo aiutò ad affermarsi ancora di più come giornalista. Trascorse molti anni anche in India e sull’Himalaya. Un tumore all’intestino, che lui definiva “il viaggio più difficile” e lo sforzo nell’affrontarlo, combatterlo e cercare di sconfiggerlo, lo ha strappato troppo presto alla vita il 28 luglio 2004.

In Un altro giro di giostra, uno degli ultimi libri, Tiziano racconta la sua malattia e l'approccio della medicina occidentale e orientale ad essa. La malattia, descritta come un viaggio alla ricerca della pace interiore, lo aiutò a vedere la morte come il compimento del suo giro della giostra: "Mi parve che tutta la mia vita fosse stata come su una giostra: fin dall’inizio m’era toccato il cavallo bianco e su quello avevo girato e dondolato a mio piacimento senza che mai qualcuno fosse venuto a chiedermi se avevo il biglietto. No. Davvero il biglietto non ce l’avevo. Tutta la vita avevo viaggiato a ufo! Bene: ora passava il controllore, pagavo il dovuto e, se mi andava bene, magari riuscivo anche a fare… un altro giro di giostra".

Negli ultimi anni, il ritiro spirituale in India, aumentò la saggezza e la riflessione sulla vita del grande viaggiatore, giornalista e scrittore. Terzani infine si rifugiò a Orsigna, nella casa di famiglia nella campagna pistoiese, dove trascorse i suoi ultimi giorni di vita.

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