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Hokkaido - III

Diario di viaggio nell'isola più selvaggia del Giappone
09 Maggio 2020

 

... segue

 

Giorno 6°/ Furano e Biei/ Asahikawa / Sapporo

Sveglia alle 7:00, nella sala dedicata dell’hotel troviamo un buffet con vari piatti; in particolare ci colpiscono lo yogurt e il latte fresco di ottima qualità. Il tempo non ci risparmia, è una leggera pioggerellina cade mentre andiamo verso il Momijidani Hike, un sentiero di trekking abbastanza semplice, adatto anche ai non troppo organizzati. Dopo circa 40 minuti di camminata in salita, dove ammiriamo il paesaggio attorno a noi (e riprendiamo fiato), arriviamo alla cascata Momiji-no-taki, una meravigliosa ricompensa per un po’ di fatica e un po’ di fango sulle scarpe. A dieci minuti in macchina, la tappa successiva ci porta ad altre due cascate, anche queste nella classifica delle 100 cascate più belle del Giappone: Ginga-no-taki e Ryusei-no-taki, rispettivamente la “Cascata della Via Lattea” e la “Cascata della stella cadente”. Per le 10 ci lasciamo Sōunkyō alle spalle, ci aspettano 100 km e due ore di strada per raggiungere Biei e Furano, due delle zone più rinomate dell’Hokkaidō per la loro produzione di fiori e i bellissimi paesaggi. Purtroppo, il tempo non è migliorato e alla pioggia si è aggiunto il vento, non il clima ideale per ammirare i campi di fiori, ma non ci siamo lasciate abbattere.

 

La "Cascata della Via Lattea" - Copyright Pianeta Gaia

 

Abbiamo prima visitato un campo di fiori misti, molto pittoresco e variegato; poi ci siamo dirette ad una delle coltivazioni di lavanda più visitate di Furano, una piccola Provenza giapponese: Farm Tomita. Il miglior periodo per poter ammirare la lavanda è dagli inizi di luglio agli inizi di agosto; noi siamo arrivate troppo tardi e la lavanda era stata già raccolta, ma abbiamo comunque potuto ammirare la fioritura di altri fiori estivi, comprato qualche souvenir e mangiato un ottimo gelato - rigorosamente alla lavanda. Come tappa finale nella zona, ci dirigiamo al Aoiike (lett. “Lago azzurro”) chiamato così per il suo caratteristico color celeste, dato dall’alluminio presente nelle sue acque e che riflette l’azzurro del cielo. Per una volta la pioggia si è rivelata nostra amica; ha infatti smosso le particelle di alluminio nell’acqua accentuandone il colore. Prima di dirigerci a Sapporo, Vittoria ed io decidiamo di fare un breve detour ad Asahikawa e assaggiare il suo ramen tipico. Troviamo una piccola stradina piena di locali ed izakaya e ci fermiamo in un ristorante specializzato in ramen: rustico e semplice, il locale è pieno di gente. Ordiniamo due shio ramen (ramen con brodo a base di sale) e chashuu (fettine di pancetta di maiale brasate). Particolarità: possiamo scegliere la densità e la sapidità del brodo, io e Vittoria optiamo per il futsu, quella base. Finita la cena recuperiamo la nostra macchina e imbocchiamo la strada verso Sapporo, dove pernotteremo la notte. Dopo circa tre ore di viaggio, arriviamo finalmente in hotel distrutte.

 

I coloratissimi campi della Farm Tomita - Copyright Pianeta Gaia

 

Giorno 7°/ Sapporo/ Lago Toya

Sveglia alle 7:30, usciamo per cercare un posto carino dove fare colazione. Il cielo è abbastanza limpido e non fa troppo freddo, così approfittiamo per fare una breve passeggiata a Nakashima Park. Alle 8:30 siamo le prime ad entrare alla Penguin Bakery, una panetteria/pasticceria famosa per i suoi panini dolci decorati con un pinguino. Scegliamo alcuni dolcetti da provare e ordiniamo un caffè; dopo aver finito la nostra colazione, non resistiamo e compriamo alcune delle loro produzioni salate per un pranzo al sacco (delle focacce soffici soffici). Nonostante sia stato un breve incontro, salutiamo Sapporo alla volta del Lago Toya. Arriviamo alle 12:30, in perfetto orario per un pranzo in riva al lago, dove finalmente il sole ci accoglie a braccia aperte. Il punto panoramico in cui ci fermiamo ha una piccola pagoda ed è vicino ad un campeggio in riva al lago. Dopo aver mangiato le nostre focacce, ripartiamo verso il Kompirayama Walking Trail, un percorso di facile difficoltà (40 minuti) lungo il quale troviamo il Memorial Park della zona distrutta dalle eruzioni vulcaniche del 1977 e del 2000. Gli edifici semidistrutti, ormai quasi riconquistati completamente dalla natura, ci raccontano una storia triste e riusciamo ad osservarli per poco, preferendo continuare il percorso.

 

Le acque azzurre del Lago Aoiike - Copyright Pianeta Gaia

 

Prima di fare check-in nel nostro ryokan, andiamo in macchina fino al primo cratere (quello del 1977) da dove è possibile ammirare anche parte del lago dall’alto (l’ingresso al punto panoramico è di 500¥ a persona). Alle 17:30 circa, arriviamo in hotel e decidiamo di immergerci nelle onsen prima di cena, che viene servita per le 18:30. Tutto l’albergo è alquanto vecchio, decadente quasi quanto gli edifici del Memorial Park, ma ha un suo fascino suggestivo e non ci facciamo troppo caso. Tornate in camera dalla cena, troviamo stranamente tutto come l’abbiamo lasciato, senza futon preparati per la notte. Divertite e un po’ confuse, prepariamo i futon da sole, chiedendoci se stiamo facendo le cose nel modo giusto. Mentre ci rilassiamo in camera, siamo sorprese dal rumore di fuochi d’artificio. Scopriamo infatti che sul lago, ogni settimana per tutta l’estate, vengono sparati i fuochi d’artificio. C’è anche la possibilità di ammirarli da una crociera sul lago, 1600¥ il costo per adulto. Prima di tornare in camera, decidiamo di fare un giro della cittadina e troviamo delle onsen per i piedi gratuite e non possiamo resistere dal provarle! L’acqua è torbida, ma il colore è dato dai minerali e le particelle che rendono quest’acqua benefica. Piccola fermata al Seven Eleven e per le 23 siamo a letto.

 

La deliziosa cucina giapponese - Copyright Pianeta Gaia

 

continua...

 

Hokkaido - I

Hokkaido - II

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