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Barbieri del mondo
Curiosità
23 Febbraio 2019

Avendo ormai una certa età, come la maggioranza dei miei coetanei, da ragazzino andavo a farmi tagliare i capelli dal barbiere. Il barbiere era immancabilmente un uomo, così come uomo era il suo assistente, se ne aveva uno. Il suo negozio era un “ambiente virile”: arredamento non troppo curato, calendari con prosperose (e spesso scostumate) signorine alle pareti, tavolino per chi attendeva il proprio turno che aveva riviste di sport e gossip in cima ma argomenti più piccanti in quelle che stavano in fondo. Anche il resto era senza fronzoli: si usciva dal negozio pagando poco, anche se non sempre veniva emesso l’obbligatorio scontrino, operazione preceduta da una fugace sbirciata per verificare che non ci fossero uniformi nei paraggi.

 

Il taglio dei capelli tradizionale presso i Basha, minoranza della Cina meridionale - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Un mondo che è quasi sparito dalle mie parti. Ora io per primo vado da un parrucchiere, anche se ultimamente nel mondo occidentale, con l'esplosione della moda della barba lunga, c’è un ritorno dei barbieri tradizionali, anche se quelli attuali di norma sono estremamente più curati dei loro predecessori: look da hipster e braccia ipertatuate, lavorano in eleganti negozi dal sapore vintage. Alcuni, soprattutto nelle metropoli anglosassoni, si contendono i clienti anche attraverso l’offerta di caffè di qualità o birre e whiskey pregiati.

 

Barbiere di strada a Nuova Delhi, India - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Nei paesi in via di sviluppo le cose invece sono rimaste come una volta. Spesso i barbieri hanno negozi dotati di tutto l’arredamento del caso, dai grandi specchi alle caratteristiche poltrone ma sovente sono più semplici: non di rado lavorano letteralmente per strada, con lo specchio appeso alla meno peggio su un muro, a volte nemmeno quello. Può capitare che tali negozi offrano anche “servizi aggiuntivi”: è risaputo che in alcuni paesi asiatici all’interno dei negozi di barbiere si celi la prostituzione. Addirittura in Corea del Sud, la classica insegna da barbiere a spirale contrassegna anche i bordelli. Sarà forse per questo che i barbieri sono dei naturali conoscitori delle maschili debolezze e quindi dei naturali confessori, degni di essere resi partecipi di fatti privati e piccoli e grandi segreti.

 

In mezzo alle motociclette parcheggiate, Vietnam - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Sono questi i personaggi (e la colpa è in gran parte del mio attuale barbiere/parrucchiere, che alcuni miei scatti li ha fatti stampare per poi affiggerli nel suo negozio) che da alcuni anni, nel corso dei miei viaggi, fotografo quando li trovo, e se non li trovo finisce che vado a cercarne qualcuno. Eccovene una bella carrellata, destinata a crescere: https://www.robertocornacchia.com/barbieri

 

 



Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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