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Isole Faroe: L'isolata Mykines

Il piccolo paradiso dell'avifauna nelle Isole Faroe
10 Agosto 2021

Mykines è la più piccola e la più occidentale delle 18 isole maggiori che formano le Isole Faroe o Faroer. La sua caratteristica principale è la difficoltà nel raggiungerla: trovandosi sul lato più esposto dell’arcipelago, quello sferzato dai forti venti provenienti dall’America, il traghetto che la collega giornalmente con la vicina isola di Vagar funziona solo nel ristretto periodo estivo tra il 1° maggio e il 31 agosto di ogni anno, sempre se le condizioni del mare lo consentono, cosa che si verifica non di rado al punto che questa escursione viene consigliata all’inizio del viaggio per avere eventualmente modo di poterla recuperare in caso di annullamento. Per il resto dell’anno, l’unico mezzo per raggiungere l’isola è l’elicottero, utilizzato anche per portarvi i viveri necessari alla sopravvivenza.

 

Pulcinelle di mare - Copyright Pianeta Gaia

 

L’isola ospita un unico villaggio, omonimo, abitato perennemente solo da 11 persone, ma che possono diventare 40/50 persone nel periodo estivo in cui è collegato col traghetto e nell’isola giungono i turisti, nella maggior parte dei casi con un’escursione giornaliera. Diverse delle case del villaggio sono vuote e disponibili per essere affittate, cosa che una minoranza dei visitatori fa. Non vi sono supermercati e c’è un solo bar, aperto nel periodo estivo. Ciò che spinge i turisti fin qua è la possibilità di ammirare diverse specie di avifauna marina tra cui gabbiani, cormorani e sule ma soprattutto le pulcinelle di mare, animali che potrebbero essere inseriti a breve nella lista di quelli a rischio di estinzione ma che qui si raggruppano ancora in una numerosa colonia che li rende più facilmente avvistabili e avvicinabili che in altri luoghi.

 

Le casette dell'unico villaggio dell'isola - Copyright Pianeta Gaia

 

Questi buffi uccelli, dal becco colorato che può contenere contemporaneamente anche 18 pesciolini e dal battito d’ali frequentissimo dovuto alle dimensioni ridotte delle stesse, si scorgono già a poche centinaia di metri dal villaggio. Ovviamente non vanno disturbate ma sono abbastanza abituate ai visitatori, al punto che, muovendosi con lentezza e tenendo una posizione a terra o comunque bassa, si può giungere a un paio di metri senza che si alzino in volo. Le pulcinelle di mare sono monogame: mantengono lo stesso compagno per tutta la vita e si alternano nella protezione del nido e nella pesca del cibo per l’unico pulcino allevato di volta in volta, con il ruolo di cacciatrice più spesso svolto dalla femmina che si tuffa in acqua e sfruttando le ali come pinne – come fanno anche i pinguini – può rimanere in immersione per due minuti e raggiungere la profondità di 60 metri.

 

L'eliporto dell'isola - Copyright Pianeta Gaia

 

Il periodo in cui l’isola è raggiungibile via nave coincide, non a caso, con quello di permanenza di questi simpatici pennuti sull’isola per la nidificazione sul terreno (che concimano copiosamente col suo guano), con tane scavate nella terra nei pressi di scogliere rocciose fino a quasi un metro di profondità, dove gabbiani, falchi e volpi non riescono a giungere. Nella piccola isola sono possibili dei brevi trekking, il più interessante dei quali è quello che conduce al faro, raggiungibile percorrendo un ardito ponte pedonale, lungo 40 metri e costruito a 30 metri da terra, che collega Mykines con Mykineshólmur, l'isolotto che punta verso il mare aperto. All'epoca del mio viaggio era chiuso per manutenzione e, comunque, la nebbia talmente fitta - evento non raro come ben sanno tutti quelli che conoscono le Isole Faroe - ne avrebbe sconsigliato ugualmente la visita.

 

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