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Mondi in bilico: I Vecchi Credenti - I

La nascita del movimento religioso che nel Seicento diede vita allo scisma dalla Chiesa Ortodossa Russa
23 Febbraio 2021

I Vecchi Credenti sono una comunità religiosa scismatica della chiesa ortodossa russa, sparsa in varie ramificazioni in diversi paesi del mondo. Ad oggi ne ho visitate tre: i Vecchi Credenti di Kolkja e dintorni in Estonia, i Molokan di Fioletovo in Armenia e i Duchobory di Gorelovka nella Georgia meridionale e mi sto approntando a visitarne una quarta, i Lipoveni dislocati in Romania, nel Delta del Danubio. Sono fragili pezzi di un mondo antico in via di estinzione, storicamente piuttosto chiusi e quindi non facili da avvicinare. Per questo ancora più affascinanti.

 

La croce ortodossa a 8 punte in un cimitero di Vecchi Credenti in Estonia - Copyright Pianeta Gaia

 

La loro genesi ebbe inizio a metà del Seicento, quando il patriarca greco ortodosso di Gerusalemme giunse a Mosca per chiedere aiuti economici. Durante quella visita, sottolineò le differenze liturgiche tra la chiesa russa e le altre chiese ortodosse, bollandole come eretiche e invitando il clero russo a eliminarle. Lo Zar Alessio I, molto pio e desideroso - come tutti gli zar prima di lui - di essere considerato un riferimento per tutto il mondo ortodosso e quindi legittimo successore dello scomparso Impero Bizantino, diede pieno appoggio al patriarca Nikon che cominciò la sua opera di riforma. Questi consultò i prelati greci più famosi e giunse alla conclusione che i testi di riferimento russi erano pieni di errori di traduzione (in realtà, i trascrittori russi erano partiti da testi diversi da quelli in uso presso i greco-ortodossi).

 

Due ragazzine Molokan, dai tratti somatici inequivocabilmente russi - Copyright Pianeta Gaia

 

L’opera di revisione portò ad alcune modifiche che oggi potrebbero apparire quasi insignificanti ma che diedero vita ad accesissime discussioni. Fra queste la più facilmente individuabile era quella relativa al segno della croce, che prima veniva compiuto con due dita (secondo l’antica iconografia) e che dopo la riforma andava fatto con tre dita, a rappresentare il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Una modifica molto significativa fu quella che prevedeva che il nome di Gesù, dapprima trascritto Ісусъ (pronunciato "Isus") divenisse Іисусъ (pronunciato "Iisus"). Oltre allo smarrimento creato, soprattutto per il volgo, dall’avere per anni pregato un nome diverso, l’aggiunta della “и” diede origine a interpretazioni secondo le quali tale lettera rappresentasse la negazione del Cristo e che pertanto chi pregava il suo nome in realtà invocava l’Anticristo. Altre variazioni riguardarono l’aggiunta di singole parole, ad es. nel Credo il “Vero Signore” venne sostituito da un più semplice “il Signore” oppure nell’Alleluja, la parola andava ripetuta tre volte invece che due. Bazzecole, si potrebbe pensare, eppure cose del genere letteralmente cambiarono il mondo. Anche le processioni mutarono direzione: prima della riforma andavano effettuate andando verso il sole, dopo allontanandosene.

 

La sede della comunità dei Duchobory in Georgia - Copyright Pianeta Gaia

 

Quelli che divennero pertanto noti come i Vecchi Credenti, interpretando l’opera di Nikon come frutto dell’azione dell’Anticristo sceso sulla terra, si opposero a queste modifiche e diedero vita a uno scisma. Decisero quindi di mantenere il rito ortodosso il più puro e antico possibile, continuando a utilizzare solo la croce a otto punte (con due barre orizzontali e una terza in basso obliqua) e vietando i canti liturgici che non fossero a una sola voce, quando i canti polifonici avevano già preso piede presso la corrente dominante. Poiché nessun vescovo aderì allo scisma - ad eccezione di Pavel di Kolomna che fu giustiziato – si pose il problema dell’ordinazione dei sacerdoti. 

 

 

continua...

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