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Kumbh Mela, il più grande pellegrinaggio del mondo

Un viaggio nel cuore della religiosità dell'India
23 Marzo 2021

Nel febbraio 2019 ho scelto di fare un viaggio in India, non un classico tour del Rajasthan o del Kerala o di altre zone conosciute dell’India, ma per partecipare al pellegrinaggio sacro: il Kumbh Mela.Il Kumbh Mela del 2019 è stato uno dei più grandi. Svoltosi ad Allahabad, chiamata anche Prayagraj, l’Ardh Kumbh Mela, nel 2019, ha raggiunto 120 milioni di hindu devoti presenti.


Cos'è 
La domanda che molti mi hanno posto, dopo essere tornata dal viaggio, è stata su come si svolge il Kumbh Mela e che emozioni mi avesse suscitato. Lo svolgimento di questo di questo pellegrinaggio di massa durante il quale il devoto hindu si immerge nel fiume Gange è assai complicato. Bisogna percorrere circa tra i cinque e sette km prima di arrivare al luogo delle abluzioni posto sulle rive del Gange e il tutto ha un ordine ben preciso e soprattutto ognuno ha un punto ben preciso dove praticare l’abluzione. Le zone dipendono anche dal Sadhu che si è scelto di seguire nella propria vita.

 

Un santone nella folla - Copyright Pianeta Gaia


I Sadhu

Chiamati anche Santoni, sono dei rinuncianti, troncano ogni legame con la loro famiglia, non possiedono nulla o poche cose, si vestono con abiti lunghi, una tunica - di color zafferano per gli shivaiti, gialla o bianca per i Viṣṇuiti - che simboleggia la santità, e talvolta con qualche collana fatta di fiori principalmente. Non possiedono nulla e passano la loro vita a spostarsi sulle strade dell'India e del Nepal, nutrendosi dei doni dei devoti. Alcuni assumono posizioni strane e si ritirano sulle montagne. Nella loro ricerca dell'assoluto, i Sadhu praticano recitazioni di mantra, rituali magici, yoga che servono a unificare il corpo e l'anima. Praticano astinenza sessuale, voto di silenzio, meditazione o mortificazioni, quelle mortificazioni che Buddha rifiuterà come illusorie per definire la sua vita terrena. La pratica delle recitazioni dei mantra, chiamati tapas, e l’astinenza dalla vita sessuale tendono ad aumentare la loro energia spirituale, permettendogli di raggiungere uno stato di semi-divinità. I Sadhu shivaiti cospargono il loro corpo con la cenere, simbolo di morte e di rinascita. A immagine e somiglianza di Shiva, portano i capelli estremamente lunghi.

La devozione dei Sadhu a Shiva o a Vishnu si riconosce dai segni tradizionali che portano sulla fronte e talvolta dal colore dei loro vestiti. In occasione del loro arrivo al Kumbh Mela si creano numerosi problemi, dato che ciascuno di loro pretende di raggiungere per primo le acque sante.

 

Folla di fedeli al tramonto - Copyright Pianeta Gaia

 

Accanto al desiderio di ricerca spirituale, le ragioni primarie che spingono a scegliere la vita di Sadhu possono essere molto diverse: sfuggire dalla propria casta, poiché i santi uomini non le riconoscono, scappare da una situazione familiare insostenibile o scappare da una situazione economica disperata.

 


L'incontro
Vederli dal vivo è stato molto “strano”: il loro sguardo, il loro porsi, anche qualcuno molto aggressivo: non posso nascondere che durante il Kumbh Mela arrivavano degli schiaffi, ma il fatto era giustificato dall’uso, di alcuni, di droghe. Alcuni Sadhu, importante sottolinearlo, vivono in condizioni estreme. Alcuni di loro arrivano a vivere anche dormendo su una gamba, o con un braccio legato a un albero: tutto questo perché credono che ciò li porti alla santità. Durante il mio percorso al Kumbh Mela ho avuto l’onore di poter sostare nella zona dove si trovavano i sadhu shivaiti e di arrivare, stando dietro di loro, fino alle rive del Gange dove loro stessi facevano le abluzioni. Mi è stato chiesto dai Sadhu se volessi fare le abluzioni con loro, ma ho preferito non farlo. Erano le 7 del mattino e c’erano 5 gradi, il sole stava sorgendo e il freddo era pungente. Il Sadhu dopo il mio rifiuto mi porse la sua ghirlanda di fiori e me la mise al collo. Chiesi alla guida il significato di questo gesto e rispose “te l’ha data come segno di benedizione e buona fortuna. Non accade quasi mai, sei stata una delle poche a ricevere questa ghirlanda.” Subito dopo le abluzioni, i Sadhu, iniziavano la processione acclamati ad alta voce dai loro fedeli che li seguivano mentre questi proseguivano lungo il percorso del Kumbh Mela. Alcune comunità correvano, altre camminavano, altre ancora avevano davanti, su un mezzo motorizzato, il Sadhu, con moltissimi fiori: qui il pericolo era dietro l’angolo. Molti non guardavano chi avessero davanti, anche perché alcuni avevano coperto davanti a loro da cartelli con sopra stampati i volti del Sadhu a cui erano devoti, andavano dritto e chi prendevano, prendevano. Una fortuna, durante le abluzioni, è stata quella di essere un piccolo gruppo e di aver avuto la concessione di poter sostare nella zona riservata ai fotografi: prima fila per ammirare questo spettacolo.

 

Un Sadhu tra la folla - Copyright Pianeta Gaia


Emozionante
Vivere il Kumbh Mela è diverso che leggerlo: regala emozioni uniche e fa conoscere l’India a 360°. Il mio Kumbh Mela è inziato all’una e quarantacinque di notte, ora esatta in cui siamo partiti dal campo tendato. Pernottando in un campo tendato molto vicino all’ingresso del Kumbh Mela, arrivare fu veramente facile. La vera difficoltà fu percorrere il tragitto che ci portava al luogo dove partivano i Sadhu Shivati per poi proseguire verso le rive del Gange: ci abbiamo messo 3 ore di camminata per arrivarci. Abbiamo camminato in mezzo milioni di devoti che arrivavano da tutte le parti del mondo, oltre che da tutta l’India: Svezia, Italia, Australia e molti altri paesi. Vivere e poter partecipare al Kumbh Mela è un vero onore. La mattina del 10 febbraio alle ore 7.00 eravamo in 15 milioni al pellegrinaggio. Durante il percorso abbiamo visitato anche i luoghi dove pernottavano le varie comunità di Sadhu, abbiamo assistito alle loro prediche e ascoltato i loro canti, anche se quelli continui erano quelli degli Hare Krishna che cantavano giorno e notte.

 

Fedeli - Copyright Pianeta Gaia

 

Gli Hare Krishna
sono coloro che fanno parte di un’associazione, la ISCKON (International Society for Krishna Consciousness), fondata a New York nel 1966 dal maestro spirituale indiano A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. L'ISCKON si propone, sin dalla fondazione, sette obiettivi:

- diffondere la "conoscenza spirituale";

- diffondere la "coscienza di Kṛiṣṇa”;

- diffondere i relativi commentari ed epitomi redatte dal fondatore;

- diffondere il movimento del saṃkīrtana;

- costruire templi e luoghi dedicati a Kṛisṇa;

- creare occasioni di incontro per i membri, diffondendo tra loro uno stile di vita improntato alla sobrietà;

- redigere, pubblicare e diffondere libri e periodici attinenti ai sei punti precedenti.

La stessa mattina abbiamo saputo che anche Raz Degan e Sonia Gandhi erano al pellegrinaggio ed erano a poca distanza da noi. Il nostro percorso, tra andare alle rive del fiume e passare in mezzo ai ritrovi delle comunità, è durato otto ore. Il percorso, fatto camminando, è stato di 17,7km. L’emozione più grande, unita a stupore, è stata vedere le abluzioni dei Sadhu all’alba: unico. L’acqua del Gange che si tinge di arancione, lo stesso arancione dei fiori delle collane dei Sadhu, unite allo stesso arancione degli abiti che usavano di alcuni di loro per coprire i genitali, è stato quello che ha steso un velo ulteriore di sacralità alle abluzioni. Tutto aveva un colore unico: l’arancione.

 

Una famiglia indiana in posa - Copyright Pianeta Gaia

 

Molti mi chiedono se ho voglia di tornare in India dopo questo viaggio. La mia risposta è "sì". Tornerei in India sempre, infatti, non nascondo che sono tornata dopo pochi mesi per partecipare al Diwali, esattamente a ottobre 2019. L’India è una terra magica, ricca di tradizioni, storia. Non ci si stanca mai e anche se si vedono gli stessi posti più volte, nel mio caso Delhi, Jaipur e Agra che ho ripetuto due volte in un anno, non ti annoi mai. L’India è incredibile, infatti, una delle frasi che si sentono in aeroporto da parte degli indiani appena si arriva è “Welcome to Incredible India”.

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