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Perché andare in Mauritania

Un paese poco conosciuto ma ricco di bellezze
11 Luglio 2020

 

PERCHÉ ANDARE IN MAURITANIA

La Mauritania è un paese dove ammirare la bellezza del Sahara, senza le difficoltà logistiche e di sicurezza di Algeria e Libia. È una meta turistica poco frequentata ma non ha niente da invidiare ai più battuti Marocco, Tunisia ed Egitto: belle dune di sabbia, oasi nel deserto, paesaggi sahariani e altopiani rocciosi, popolazioni nomadi ospitali e affascinanti città storiche in pieno deserto. In più non è particolarmente distante dall’Italia, cosa che consente di raggiungerla in maniera non particolarmente costosa.

 

DIFFICOLTÀ DEL VIAGGIO

I mezzi pubblici in Mauritania sono decisamente carenti, le distanze enormi e quindi si consiglia caldamente di avere un mezzo proprio. Se intendete guidare per conto vostro, sappiate che molti dei siti più interessanti non sono collegati da strade asfaltate ma solo da piste battute (spesso molto sassose e non facili da percorrere), sempre che non vadano raggiunte su percorsi completamente sabbiosi e quindi dove non c’è nemmeno una pista come riferimento. L’autista di cui mi sono servito utilizzava il navigatore satellitare che gli indicava la direzione da tenere che presumo avesse memorizzato in un viaggio precedente, visto che non esistono strade recensite da Google Maps o altre app stradali. In inverno l’harmattan, oltre ad abbassare sensibilmente la temperatura (fattore non trascurabile, specie se pensate di passare delle notti in tenda), solleva molta polvere e peggiora la visibilità (e a volte anche la fotogenia). A causa dei problemi di sicurezza nei paesi confinanti, all’ingresso di ogni città vi sono dei posti di blocco, a cui va consegnata una fotocopia del passaporto (o uan lista dei partecipanti al viaggio): portatevene alcune decine.

 

Un palmeto in un'oasi nel deserto della Mauritania - Copyright Pianeta Gaia

 

QUANTI GIORNI SERVONO

La Mauritania è parecchio vasta (più del triplo dell’Italia) ma è in larga parte desertica e buona parte del tempo serve per sp/ostarsi da un luogo d’interesse all’altro. È una destinazione che può essere visitata nei suoi siti principali - di solito il “circuito” più battuto è quello del nord che comprende le città storiche di Chinguetti e Ouadane - in 8/9 giorni. Chi ha più tempo a disposizione potrebbe visitare luoghi ancora meno conosciuti, come le altre due città storiche di Tichitt e Oualata, belle ma molto remote.

 

IN CHE STAGIONE È MEGLIO ANDARE

Da maggio a giugno le temperature sono insopportabilmente alte, attorno ai 40°, senza contare che è anche il momento dell’anno in cui i venti caldi possono generare tempeste di sabbia. Da luglio a settembre c’è la stagione delle piogge, non molto copiosa ma che può causare pozze sulle piste e perfino rischio di alluvioni (più sulla costa che all’interno). In conclusione il periodo migliore è l’inverno, da novembre a marzo, quando sulla zona costiera il clima è ideale (tra i 25° e i 30° di giorno e attorno ai 15° di sera) anche se all’interno, causa il vento freddo, la temperatura si abbassa parecchio, soprattutto di sera, sfiorando spesso gli zero gradi.

 

A CHI PIACERÀ ANDARE IN MAURITANIA

Quello in Mauritania è un viaggio per chi ama il deserto, i paesaggi lunari e la sensazione di trovarsi in un paese ancora fuori dai circuiti del turismo di massa. Le antiche città del deserto sono delle chicche, non a caso iscritte dall’UNESCO nell’elenco dei siti patrimonio dell’umanità. L’incontro con i nomadi è sempre piacevole, immancabilmente accompagnato dalla presenza dello zuccheratissimo tè, ripetutamente versato da un bicchiere all’altro per creare la spuma che, secondo i Mauri, caratterizza il tè più buono.

 

Un "bibliotecario" di Chinguetti - Copyright Pianeta Gaia

 

I MUST

 

Nouakchott

La capitale non ha un grande passato. Fino al 1957 era un villaggio di pescatori di appena 15.000 abitanti, tutto cambiò quando nel 1958 venne individuata come capitale del nuovo stato creatosi all'esodo dei coloni francesi. Cominciò un'epoca di costruzioni e di immigrazione di locali in cerca di lavoro e, anche adesso che sfiora il milione di abitanti, per molti Mauritani rimane una destinazione temporanea dove lavorare, in attesa di tornare nella quiete del deserto che i nomadi preferiscono. Molto interessante il mercato del pesce sulla spiaggia, vivacizzato dall'arrivo delle colorate barche.

 

Zouerat

La città più popolosa del nord del paese non brilla per bellezza o siti artistici ma nei suoi pressi sorge una miniera di ferro a cielo aperto che sembra un colossale girone dantesco sul quale scorazzano mastodontici camion con ruote alte 4 metri. Da qui parte il treno più lungo del mondo, quello che trasporta i minerali estratti fino alla città costiera di Nouadhibou, sul quale è possibile salire e percorrere una parte del percorso nei vagoni scoperti, come da sempre fa la popolazione locale. Nei pressi della città vi è un fotogenico deposito di enormi pneumatici.

 

L'enorme miniera a cielo aperto di Zouerat - Copyright Pianeta Gaia

 

Chinguetti

Città santa dell'Islam, Chinguetti è iscritta nella lista dei siti patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Una volta era una tappa imperdibile delle rotte carovaniere di questo tratto di Sahara che pullulava di biblioteche private nelle quali erano conservati  preziosi testi antichi e introvabili altrove. Caratteristica l'architettura con case di pietra.

 

Ouadane

Fondata nel 1147 da una tribù berbera, questa deliziosa cittadina nel cuore del Sahara, con qualche rovina ma in gran parte ancora conservata nello stato originario, è stata per secoli una sosta obbligata per le carovane che trasportavano lastre di sale, al punto che anche i Portoghesi vi stabilirono una stazione di posta nel 1487. Inserito tra i siti UNESCO, ospita un'antica moschea caratterizzata da file di archi a cui il tempo ha però tolto il tetto.

 

Terjit

È una bella oasi originata dalle acque che sgorgano da una roccia, ospitata all'interno di una gola sul bordo occidentale dell'altipiano di Adrar e ricca di ombra e palme, tradizionalmente usata come luogo di cerimonie nuziali e perfino di incoronazioni di principesse africane. Ospita anche un campo tendato.

 

Tichitt

È un recondito villaggio, parzialmente abbandonato, nel cuore del deserto, caratterizzato da un bella architettura tradizionale realizzata con le pietre grige che si trovano in zona, considerato patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. L'economia della zona si è sempre basata sulla coltivazione di palme da dattero.

 

Oualata

Anche questo villaggio davvero remoto - difficilmente inserito nei tour classici perché occorrono giorni per raggiungerlo - è sito UNESCO grazie alla sua stupenda architettura tradizionale che non ha eguali in tutta la Mauritania, caratteruzzata da edifici in pietra rivestiti di un misto di fango e paglia abbellite da bianche decorazioni geometriche.

 

Passo di Tifoujar

Si tratta di un passo sull'altipiano di Adrar, completamente sabbioso, per attraversare il quale occorre inoltrarsi nella gola omonima, una volta superata la quale offre alla vista spettacolari paesaggi desertici. Nei suoi pressi sorgono delle belle dune.

 

Una veduta di Ouadane - Copyright Pianeta Gaia 

 

DA PORTARE CON SÉ:

Nel deserto si può passare dal voler stare in pantaloni corti e mezze maniche al sentire il bisogno di pantaloni lunghi e felpa nel giro di poco tempo, quindi è bene avere sempre a portata di mano un abbigliamento a strati. Immancabili gli occhiali da sole, se siete di carnagione delicata è bene portarsi anche una protezione solare. Per far fronte alla sabbia che s’infilerà dappertutto, soprattutto se andrete nel deserto in inverno (cioè nella stagione migliore), sono molto utili i turbanti locali, facili da trovare al prezzo di pochi euro. Se prevedete notti in tenda, dotatevi di un sacco a pelo che possa tenervi al caldo almeno fino a 10°, anche di meno in inverno.

 

 

COSA COMPRARE:

La Mauritania non è il paradiso dello shopping ma troverete comunque bei prodotti di artigianato, soprattutto per quanto riguarda oggetti in legno, gioielli in argento, tappeti di lana, oltre agli onnipresenti cheché (turbanti) e draa, il largo abito maschile - spesso ricamato ed estremamente diffuso - che i locali indossano sopra tutto. Tra gli oggetti di antiquariato più interessanti vi sono i cuscini in pelle dipinta e bastoni di legno incisi, una volta usati nelle selle dei dromedari (occhio ai falsi antichi).

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