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Il Cimitero Allegro di Sapanta

Nazioni: ROMANIA
Data pubblicazione: 20/01/2018
Categoria: Pillole di viaggio

Il mondo è bello perché è vario e può offrirci luoghi apparentemente paradossali, come il cosiddetto Cimitero Allegro di Sapanta, nel distretto del Maramures, in Romania.

Il camposanto in questione è famoso per croci di legno scolpite in stile naif e dagli accesi colori. La particolarità che distingue questo cimitero è l'approccio scanzonato con la morte, da sempre argomento solenne se ce n'è uno. Secondo alcune teorie, la leggerezza nel trattare questo tema deriva dalla cultura dei Daci – popolo di origine indoeuropea che stanziava in queste terre prima che fossero conquistate dagli antichi Romani – che credevano nell'immortalità dell'anima e che la morte fosse un momento di gioia, al punto da considerare il funerale come una festa, l'ultima alla quale il deceduto prendeva parte prima di iniziare una vita migliore.

 

Il Cimitero Allegro di Sapanta e la chiesa - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

La definizione di "allegro” si deve al fatto che le tombe riportano, in maniera umoristica, fatti relativi alla vita del defunto: alcune raffigurano la causa del decesso ma nella maggioranza dei casi le scene scolpite sulla croce rappresentano l'attività per cui era noto il deceduto: quasi sempre la professione per gli uomini mentre le donne vengono sovente lodate per le qualità di angelo del focolare. A volte non manca l'intenzione di fustigare certi comportamenti, come nel caso del defunto che alzava troppo il gomito. In pratica lo scultore, attraverso le storie incise sulle croci, si è reso narratore di uno stile di vita, ora in via di estinzione nonostante il Maramures possa essere giustamente considerato una delle ultime zone d'Europa in cui sopravvive uno stile di vita agricolo arcaico.

 

Le croci di legno dipinte di blu tipiche di questo cimitero - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

L'autore di tutto ciò è lo scultore Stan Ioan Patras. Nato in una famiglia che lavorava il legno, a 26 anni, nel 1935, cominciò a realizzare le croci in legno per i cimiteri in quello che poi sarebbe diventato il suo inconfondibile stile: ottenute da legno di quercia, sormontate da un piccolo “tetto” e, per renderle impermeabili alla pioggia e quindi più resistenti nel tempo (solitamente le croci di legno negli altri cimiteri sono di legno non dipinto, quando non proprio in metallo), dipinte di blu, un colore che alcuni ora chiamano “blu di Sapanta”. Nel tempo aggiunse epitaffi sempre più lunghi oltre a ritratti e scene di vita.

 

Dettaglio di una croce, con la raffigurazione del mestiere del defunto e un lungo epitaffio - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Le opere di Patras piacquero talmente che dovette assumere degli apprendisti per soddisfare tutte le richieste, senza contare che dopo una decina di anni le tombe andavano ridipinte perché non si sbiadissero troppo. Scomparso nel 1977, ha realizzato circa 800 croci in 43 anni di attività e ha lasciato un discepolo, Dumitru Pop, che ne segue le orme e che ha trasformato la casa di Patras in un museo. La tomba del creatore di questo luogo non poteva che trovare posto nel cimitero di Sapanta, in un posto d'onore, vicino all'ingresso della chiesa: un meritato riconoscimento a chi ha saputo così ben adattare la grande tradizione nella lavorazione del legno di questa terra e renderla attuale.

 



Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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