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AFGHANISTAN - INDONESIA - IRAN - MALESIA - MAROCCO - OMAN - PAKISTAN - ARABIA SAUDITA - TUNISIA - TURCHIA - EMIRATI ARABI - YEMEN: Non solo burqa
Curiosità
12 Aprile 2015

Il burqa è diventato, per l'opinione pubblica Occidentale, il simbolo dell'oppressione alla quale sono soggette le donne nei paesi in cui l'Islam è la religione dominante. Ma non esiste solo il burqa, che anzi è uno dei tipi di velo islamico meno diffusi al mondo, essendo il suo utilizzo concentrato solamente nell'Afghanistan e nemmeno in tutto il territorio. La varietà di tipi di velo islamico utilizzati nelle varie regioni musulmane del mondo fa capire che buona parte del valore simbolico attribuito a questo indumento è legato a interpretazioni di stampo ideologico. In realtà il Corano non impone alle donne di portare il velo, che sarebbe obbligatorio solo per la preghiera, e men che meno di coprire il volto, prova ne è che nella maggior parte dei paesi musulmani le donne hanno il volto scoperto.

 

Non intendo entrare nelle spigolose questioni che tale argomento immancabilmente solleva, semplicemente, da amante degli usi e costumi tradizionali dei popoli del mondo, rimango sempre affascinato dalla varietà con la quale si declinano le usanze umane, anche, come in questo caso, nella diversa interpretazione di un precetto religioso.

 

 

La shayla è in pratica una sciarpa posta sul capo e blandamente avvolta attorno al collo, senza essere fissata in alcun modo e può quindi essere tolta velocemente. Dei vari tipi di velo islamico è il meno intransigente perché lascia intravvedere il collo.

 

 

 

 

 

 

 

Lo hijab è forse il tipo di velo islamico più classico e diffuso, perché è quello che rispetta tutti i punti da coprire e allo stesso tempo è il meno voluminoso e il meno scomodo, cosa che in paesi caldi e umidi non è da sottovalutare.

 

 

 

 

 


L'al-amira è un velo costituito da due pezzi, uno che copre i capelli e una specie di sciarpa tubolare che copre il collo. Il volto rimane scoperto. Rispetto allo hijab scende maggiormente sul torace. È diffuso in tutto il mondo musulmano, in particolare in Indonesia e Malesia.

 

 

 

 

 

Il khimar non è particolarmente diffuso, a parte alcune regioni della penisola araba e al sud dell'Iran. In pratica è come l'al-amira ma non aderisce alle spalle. Ricorda il velo di alcuni ordini di suore cristiane.

 

 

 

 

 

 

La batula, forse il più strano dei veli in uso perché costituito anche da una parte rigida (in pelle), è ormai in via d'estinzione. Utilizzata in alcuni paesi della penisola araba come Emirati Arabi e Oman, ormai viene indossata solo dalle donne di 50 o più anni e praticamente abbandonata dalle nuove generazioni.

 

 

 

 

 

Il chador è tipico dell'Iran, ed è quanto di più basico si possa concepire: semplicemente un grande semicerchio di stoffa, rigorosamente nera, senza nemmeno le maniche o un'apertura per la testa, tenuta con le mani e a volte pure coi denti.

 

 

 

 

 

 

Il niqab, sempre di colore nero, copre solamente il volto, lasciando un'apertura per gli occhi. Di solito indossato sopra ad una larga tunica, è diffuso un po' in tutto il mondo musulmano ma di norma viene indossato solo dalle donne delle famiglie più tradizionaliste.

 

 

 

 

 

 

Il più famoso di tutti, almeno in Occidente, è il burqa. Attualmente viene utilizzato solamente in Afghanistan, nonostante in passato sue varianti come il paranji uzbeko fossero abbastanza popolari in tutta l'Asia Centrale. Praticamente è un grande cappuccio, in colori pastello (di norma celeste ma non è infrequente anche in altri colori come verde e viola), anche questo senza maniche, che all'altezza degli occhi ha una rete che permette di vedere. Le prime a farne uso furono, nel 1890, le duecento donne dell'harem di un re afghano, che lo fecero diventare di moda e uno status symbol per le donne dei ceti superiori. Quando queste smisero di indossarlo per vestire in maniera moderna, l'uso del burqa era ormai diventato popolare presso i ceti inferiori. Vietato da una legge nel 1961 per le dipendenti pubbliche, è stato reinstaurato dai Talebani.

 

Un gruppo di donne afghane col burqa

 

Non è un caso che l'Afghanistan sia ritenuto il paese in cui l'integralismo islamico è più radicato ma c'è una regione di questo martoriato paese, il Wakhan, dove certi obblighi spariscono: qui i musulmani sono Ismaili, non Sunniti, e le donne non sono costrette a portare il burqa. Anzi, non portano nemmeno qualche tipo di velo, solo un fazzoletto in testa, più o meno come facevano le nostre nonne che vivevano in campagna. Però quando escono dal loro territorio e devono recarsi in città abitate dai più intransigenti Sunniti, le donne prendono in prestito uno dei burqa che ogni villaggio del Wakhan tiene a disposizione per questi casi. Salvo poi toglierselo appena rientrate a casa.

 



Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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