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Perché andare a Cuba

Data: 04/04/2015 CUBA Categoria: Dove e Perché

PERCHÈ ANDARE A CUBA

 Cuba è un'interessante anomalia: è l'isola più grande dei Caraibi ma anche quella meno turisticizzata, sia per l'embargo imposto dagli statunitensi – che quando si riappacificheranno, si riverseranno nelle spiagge dell'isola come e più che nello Yucatan o nella Repubblica Dominicana -, sia per le leggi che vietano l'approdo alle navi da crociera. Questo isolazionismo, unito al fatto di essere uno degli ultimi posti al mondo dove il comunismo è l'ideologia alla quale si ispira il governo da oltre 50 anni - non senza tutte le sue storiche contraddizioni -, la rende una specie di esperimento vivente di altri mondi possibili, non necessariamente migliori ma sicuramente meritevoli di essere esplorati.


PARTICOLARITA' DEL VIAGGIO

Per i motivi sopraddetti e per il fatto di essere stata una colonia spagnola, l'inglese a Cuba è molto meno diffuso della lingua iberica: conoscere quest'ultima anche solo un po' può rendere tutto più semplice. Cuba è una delle destinazioni del continente americano con meno criminalità perché la polizia è decisamente presente e protegge il turismo, l'industria più importante del paese. Però la popolazione è generalmente povera e quindi piccoli furti sono sempre possibili: se andate in giro col portafoglio gonfio ben visibile nella tasca posteriore, per di più ubriachi, sarete un facile bersaglio. La povertà porta anche la gente a proporvi qualsiasi tipo di servizio, legale e non, e prodotti di dubbia qualità: fate particolare attenzione ai cambiavalute e ai venditori di strada di sigari.

 

DURATA DEL VIAGGIO

Cuba è detta l'Isla Grande, è lunga circa 1250 chilometri dal capo più orientale di Punta de Maisi a quello più occidentale di Cabo de San Antonio, ma è anche abbastanza “stretta”, raggiungendo la larghezza massima di 120 chilometri ma anche di appena 30 chilometri nel punto più stretto. La sua forma allungata rende piuttosto semplice l'organizzazione dell'itinerario, generalmente da est a ovest o viceversa. Quanti giorni servono per visitarla? Dipende da quanto volete andare a fondo nella conoscenza di questa terra: una settimana può essere sufficiente per visitare velocemente i siti maggiori o per concentrarsi su una parte dell'isola (di solito quella occidentale riceve più turismo), mentre servirebbero almeno un paio di settimane, se non di più, per conoscerla non solo più a fondo ma anche per godersela a modo. Cuba non è un elenco di siti ai quali precipitarsi di corsa: necessita di ritmi più blandi, come quelli dei locali, per essere assaporata.

 

La cattedrale de L'Avana - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

IN CHE STAGIONE È MEGLIO ANDARE

Cuba ha un clima invidiabile: ha temperature alte tutto l'anno ma, nonostante la latitudine e l'umidità piuttosto elevata, queste raramente giungono a diventare insopportabili (mai registrate temperature superiori ai 40°) e anche d'inverno le minime non scendono sotto i 18° mentre le massime si assestano attorno ai 26/27°. Il periodo estivo che va maggio a ottobre è leggermente più caldo ma è anche quello più piovoso, con la complicazione che da agosto a ottobre sovente si verificano violenti uragani. L'acqua del mare oscilla tra i 25° del periodo invernale ai 30° di quello estivo. Il miglior periodo in cui andare nell'isola caraibica corrisponde al nostro inverno, tra novembre e aprile, ma se non avete paura di un po' di pioggia basta evitare il periodo degli uragani.

 

A CHI PIACERÀ ANDARE A CUBA

Cuba è una destinazione che piacerà ai viaggiatori che amano perdersi tra la gente ma anche alle famiglie e agli amanti della vita di mare. Ospita le città coloniali meglio conservate dei Caraibi. Ospitando ben nove siti patrimonio dell'umanità indicati dall'UNESCO, nonché terra di origine della salsa e altri coinvolgenti ritmi latini. Inoltre, è ricca di luoghi di richiamo per chi ha un interesse per i fatti storici del secolo scorso come Santa Clara, la Baia dei Porci, la Sierra, Guantamano nonché uno dei paesi più sicuri e accoglienti del Centro America.

 

I MUST

L'Avana:

La capitale cubana, la più popolosa e allo stesso tempo affascinante città dei Caraibi, per secoli ha stregato pirati, scrittori e più recentemente turisti. Il suo centro storico (L'Avana Vecchia), è un susseguirsi di edifici dell'epoca coloniale spagnola e successive, fra cui spicca la maestosa Cattedrale, ed è inserito tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. A volte ben conservati, altre volte piuttosto in male arnese, talvolta utilizzati per bar ed esercizi commerciali, gli splendidi edifici possono essere visitati girando la città a piedi ma non vi basterà un giorno per visitarli tutti, a meno di non restringere il campo a quelli più rinomati. Altro luogo imperdibile è il Malecon, il famoso lungomare di otto chilometri, frustato dalle onde del mare. La vita notturna è estremamente vivace, e quella diurna non è da meno: c'è sempre gente per la strada, gente che balla e che cercherà, spesso non disinteressatamente, di mettersi in contatto con voi.


Automobili americane degli anni '50 - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Varadero:

A circa 130 chilometri dalla capitale, offre le spiagge più famose dell'isola, 20 chilometri di bianchi paradisiaci arenili. È destinazione votata al turismo di massa, con tutti i suoi pregi e difetti: non solo troverete le strutture migliori del paese ma anche campi da golf, corsi di sub e paracadutismo, motorini a noleggio e una vibrante vita notturna. Potrete pure provare l'ebrezza di nuotare assieme ai delfini. Probabilmente vi incontrerete più stranieri, specie canadesi, che cubani.


Camaguey:

Terza città del paese e capoluogo dell'omonima provinciale centrale, Camaguey comincia già ad essere abbastanza fuori dai circuiti più affollati. Ricca di belle chiese e edifici dalle facciate neoclassiche, ha una pianta urbana costruita in maniera volutamente labirintica per disorientare i pirati che nel XVI secolo la saccheggiavano spesso.

 

Trinidad:

Questa cittadina di circa 50.000 abitanti è il gioiello dell'isola e una delle città storiche meglio conservate dei Caraibi. Dichiarata sito UNESCO fino dal 1988, è una specie di museo a cielo aperto costituito da centinaia di antiche abitazioni coloniali, edifici (molti trasformati in musei) e chiese erette nel periodo in cui la città godeva della ricchezza generata dal commercio della canna da zucchero. A differenza di Varadero, che pullula di grandi strutture, qui vi sono pochissimi alberghi ma diverse centinaia di case particular (abitazioni private autorizzate a ricevere turisti, tipo i bed&breakfast): un modo per interagire coi locali e godersi al meglio questo posto speciale.


I verdi paesaggi della regione di Pinar del Rio - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Sancti Spiritus:

Capoluogo della provincia in cui si trova Trinidad, benché dal passato meno importante, ne conserva parte dello spirito con le sue strade acciottolate, i musei, il Ponte Yayabo a quattro archi e il Parque Serafin Sanchez, vero centro di questa gradevole città.


Santa Clara:

La cosiddetta “Città del Che”, ha un interessante centro storico, con edifici di epoca coloniale ma anche edifici in stile post-modernista. Ma ciò che distingue questa città dalle altre è l'essere stata teatro di uno degli eventi più importanti della Rivoluzione Cubana: l'attacco ad un treno blindato pieno di soldati e armi, ancora conservato sul posto a ricordo, durante il quale il Che, facendolo deragliare, mise a segno uno dei colpi più duri al regime di Fulgencio Batista.


Pinar del Rio:

Questa regione nella punta occidentale dell'isola e non particolarmente distante da L'Avana, viene chiamata il “Giardino di Cuba” per via del suo terreno color ruggine e della ricca vegetazione. Ma soprattutto è il luogo dove cresce il tabacco, considerato il migliore del mondo. In questa regione, che ospita due siti dell'UNESCO, potrete ammirare stupendi paesaggi caratterizzati dai pan de azucar, da complicati sistemi di grotte e da alcune delle più belle spiagge dell'isola.


DA PORTARE CON SÉ:

Se il vostro è un soggiorno al mare, ovviamente portatevi tutto quanto serve per godersi al meglio una vacanza al sole: costumi da bagno, crema solare, occhiali da sole e calzature fresche. Se avete intenzione di girare l'interno, specie nella Sierra, premunitevi anche di qualcosa di più caldo per affrontare le fresche serate. Non servono medicinali particolari, i soliti da viaggio da avere con sé nel caso di piccoli problemi di salute. Come sempre, fate un'assicurazione di viaggio e, in caso di necessità, non abbiate dubbi nel rivolgervi ai medici locali: Cuba è famosa per l'alta qualità del servizio sanitario. L'isola è nota anche per i frequenti black out, inconveniente che potrebbe presentarsi relativamente spesso, specie se non alloggiate nelle strutture turistiche dotate di generatori autonomi: portate con voi una torcia elettrica o dotatevi di uno smartphone con l'apposita app.

 

Tramonto infuocato a Varadero - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

COSA COMPRARE:

A Cuba ci sono i migliori sigari del mondo (detti puros): se conoscete qualche fumatore gli farete sicuramente un regalo gradito portandogliene una scatola e, visitando uno dei tanti stabilimenti dove vengono ancora prodotti a mano o i negozi specializzati, avrete la possibilità di acquistarli. Evitate quelli venduti per strada, generalmente economici ma di bassa qualità. I marchi Montecristo, Cohiba e Upmann sono fra quelli più rinomati ma anche in prodotti meno famosi è facile trovare buona qualità a prezzi più contenuti. Un altro articolo tipico dell'isola è il rhum (ron in spagnolo), il liquore ottenuto dalla lavorazione della melassa della canna da zucchero. Il rhum cubano è ritenuto più leggero e raffinato di quello prodotto in altre isole caraibiche. Le marche più note sono: Ron Caney, Arecha Ron Anejo, Havana Club e Santiago de Cuba. Per chi ama la musica latina sarà possibile trovare moltissima musica a prezzi stracciati. Facili da reperire anche i classici souvenir da viaggio, vale a dire prodotti dell'artigianato locale, coloratissimi ed economici.

 



Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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