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Meraviglie della Cina: la Grande Muraglia Cinese

Data: 23/08/2014 CINA Categoria: Pillole di viaggio

 

Chiunque si appresti ad un viaggio in Cina non può non includere fra le cose imperdibili la Grande Muraglia Cinese.

 

Benché inserita fin dal 1997 nell'elenco dei siti patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, è meno conosciuta di quanto ci si potrebbe aspettare. Per moltissimo tempo si è pensato che fosse stata costruita dall'Imperatore Qin Shian Huang - lo stesso che fece costruire l'altrettanto imponente esercito di terracotta - nel 215 a.c. e che fosse lunga circa 6.350 km. Poi nel 2009 delle misurazioni con infrarossi e GPS l'hanno allungata fino a 8.850 km ma appena tre anni dopo queste cifre sono state rivedute e portate a quasi 21.200 km. Questo perché per lungo tempo si è tenuto conto solo della parte già nota in epoca Ming, costruita principalmente in mattoni, mentre le nuove misurazioni tengono conto anche delle parti erette in precedenza, principalmente in terra battuta, legno e sassi, a partire dal 475 a.c.. Alla luce di questi nuovi dati, la parte di muraglia in buone condizioni è appena l'8%, col restante 92% abbandonata o in rovina, anche perché i tratti nelle zone più lontane dai centri abitati sono stati utilizzati, per secoli, come fonte di approvvigionamento di mattoni. Le parti meglio conservate, a volte completamente ricostruite, sono quelle per le quali è stato previsto lo sfruttamento come attrazione turistica: non tutto il turismo viene per nuocere...

 

La Grande Muraglia a Badaling

 

Per quanto opera architettonica e ingegneristica straordinaria, la Grande Muraglia non è mai veramente servita allo scopo per il quale venne costruita, cioè impedire le invasioni delle popolazioni barbare settentrionali: di fatto fu spesso facilmente superata, e i punti deboli non potevano che essere le porte che inevitabilmente costellavano la costruzione. Come disse Gengis Khan: "La forza di un muro è proporzionale al coraggio di chi lo difende". In compenso finì con l'essere spesso una specie di autostrada di confine, molto utile specialmente nelle zone montuose dove costruire strade sarebbe stata impresa ardua. Anche il mito secondo il quale sarebbe l'unica opera umana visibile dalla Luna è stato ampiamente sfatato, non solo dalla logica (per quanto lunghissima, la Grande Muraglia è mediamente larga una decina di metri, cosa che la rende non più visibile già ad alcune centinaia di metri dal suolo) ma anche dai primi astronauti.

 

I tratti in buone condizioni, però, sono ancora eccezionali testimoni di un'opera senza pari. Soprattutto i tratti montuosi, con la muraglia che si inerpica sui crinali come un lunghissimo drago dormiente, offrono scorci che lasciano a bocca aperta. Di seguito elenco i tre siti che sono stati oggetto di restaurazioni più o meno complete, tutti raggiungibili con taxi o i meno costosi (ma anche più lenti e non sempre facili da decifrare) trasporti pubblici. Possono essere piuttosto affollati, ma se li visiterete d'inverno difficilmente troverete grandi assembramenti di turisti.

 

Le folle che assalgono Badaling in estate

Le folle che assalgono Badaling in estate

 

Il sito più visitato, nonché quello più facilmente raggiungibile da Pechino (circa 80 km), è quello di Badaling. È quello in condizioni migliori, soprattutto perché largamente ricostruito ex-novo, quello meno ripido da percorrere e quindi, anche per questo, quello più affollato, specie d'estate. La logica conseguenza non può che essere che è anche quello con più venditori di qualsiasi cianfrusaglia, addirittura noleggiabile per tratti da aziende interessate a promuovere i propri prodotti (un mio amico venne invitato ad una presentazione di vini tenuta su un tratto di muraglia chiuso al pubblico per l'occasione).

 

Il tratto della Grande Muraglia del sito di Mutianyu è abbastanza vicino alla capitale (70 km) ma è più ripido di quello di Badaling, cosa che basta a scoraggiare buona parte dei turisti cinesi, storicamente poco amanti della fatica, anche se questo non significa che lo troverete deserto, solamente meno affollato.

 

Il tratto di Mutianyu in inverno

Il tratto di Mutianyu in inverno

 

Il tratto che meglio di altri trasmette la sensazione di come doveva essere la Grande Muraglia nella sua epoca è quello di Simatai, il sito più lontano da raggiungere (120 km da Pechino) nonché quello più ripido e quello meno restaurato, almeno così era all'epoca della mia visita. Recentemente chiuso al pubblico per un paio d'anni per consentirne una ristrutturazione, si può unire ad altri tratti (in quello di Jinshanling il punto più alto può essere raggiunto in funivia) in modo da offrire la possibilità di trekking di lunga durata, al punto che i più temerari optano per dormire sulla muraglia stessa. Anche in piena estate la presenza di turisti, in larga parte occidentali, era decisamente sopportabile.

 

Un'insolita prospettiva di un tratto della muraglia a Simatai

 

Ma se la Grande Muraglia era lunga, nella più conservativa delle ipotesi, oltre 6000 km, è inevitabile che vi siano altri tratti visitabili. Si tratta di porzioni di muraglia quasi sempre non restaurate e lasciate nelle condizioni in cui secoli di abbandono le hanno ridotte, a volte difficilmente distinguibili dal territorio circostante, altre volte in zone poco accessibili o in uno stato di abbandono che rende piuttosto avventato percorrerne le pericolanti strutture.

 

Alcuni tratti sono vietati al pubblico perché in zone off-limits per gli stranieri (di norma in prossimità di confini o di zone militari) oppure per impedirne i danneggiamenti tipici di una frequentazione di massa. In teoria si dovrebbe pagare un biglietto d'ingresso ma non sempre viene chiesto perché si tratta di luoghi spesso non presidiati. Qui trovate un dettagliato elenco dei siti visitabili: Grande Muraglia Cinese: Una guida alle 14 sezioni più popolari oppure, se conoscete l'inglese, potreste approfondire l'argomento su Great Wall Forum, uno spazio interattivo aperto da Bryan Feldman, il fotografo della National Geographic Society e autore del libro Walk the Great Wall che in un anno ha percorso a piedi tutti i tratti di muraglia aperti al pubblico, e anche qualcuno di più.

 

Un tratto di Grande Muraglia non restaurato (quello di Gubeikou)

Un tratto di Grande Muraglia non restaurato (quello di Gubeikou)

 

Un altro tratto di muraglia abbandonato, ma non per questo meno spettacolare di altri

Un altro tratto di muraglia abbandonato, ma non per questo meno spettacolare di altri

 



Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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