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Viaggiare col telecomando - II

Data: 08/10/2012 Categoria: Pillole di viaggio

 

Dopo aver visto cosa offrono le tv private, ora mi concentro su quanto offre il servizio pubblico che, non so se ci avete mai fatto caso, è davvero tanto.

 

Quando uno pensa ad un programma di viaggi è difficile che fra i primissimi non venga in mente lo storico Alle falde del Kilimangiaro, ormai ben oltre al decennio di programmazione. Indubbiamente un programma di successo, al punto che ultimamente era stato pure promosso a contenitore domenicale con durata fino all’ora di cena. Spero di non deludere chi ci si è affezionato ma io, in tutta sincerità, l’ho sempre trovato un’occasione sprecata, perché l’argomento è interessante ma il modo di realizzarlo è purtroppo quello farcito di banalità da avanspettacolo di cui ogni programma che punta all’audience pare non poter fare a meno: i soliti balletti, patetici tentativi di cucina etnica in diretta, infantili giochi a quiz, la Kilimangiaro Band che dal vivo trasmette lo stesso entusiasmo di Murph and the Magic Tones ne I Blues Brothers. Infine Licia Colò, che non so se è perché il suo primo successo è stato col programma Bim Bum Bam ma a me pare sempre rivolgersi a dei pre-adolescenti, cosa che a vedere il logo della trasmissione pare anche gli autori abbiano pensato.

 

Alle Falde del Kilimangiaro: un logo e uno stile di conduzione per pre-adolescenti

 

Salvo l’idea di riproporre i viaggi degli spettatori (uno dei pochi momenti “veri”), peccato che le realizzazioni amatoriali siano poi “corrette” da doppiatori tutti con la stessa voce e lo stesso stile appiattito. Ma evidentemente sono io a non rappresentare uno spettatore credibile, visto che il programma resiste imperterrito nel tempo. Da quando, a seguito dell’avvento del digitale, l’offerta di programmi che parlano di viaggi è molto cresciuta, ho smesso di guardarlo.

 

Assolutamente imperdibile fu la serie di Turisti per caso, il cui meritato successo venne un po’ annebbiato dallo stiracchiato Velisti per caso successivo. Simpatica l’idea, peraltro presto accantonata, di presentarla come una serata delle diapositive fra amici, accompagnate da ospiti conoscitori del paese in questione. Patrizio Roversi e Susy Blady erano sicuramente dei conduttori in grado di parlare di paesi lontani con dovizia di particolari, profondità e la giusta dose di umorismo. Più di una volta mi hanno suggerito spunti interessanti e quando invece raccontavano viaggi in posti che avevo già visto coglievo spesso dei punti di contatto.

 

Siusy Blady e Patrizio Roversi, la simpatica coppia di "Turisti per caso"

 

Questi due programmi li definirei, di gran lunga, i più importanti, se non altro, perché fra i pochi ad andare in onda in prime time. È invece molto più lungo l’elenco di programmi relegati in fasce orarie meno nobili: lo storico Sereno Variabile, condotto dal garbato Osvaldo Bevilacqua, resiste imperterrito dal 1977 e a questo punto è lecito pensare che finirà solo col suo pensionamento; Stella del Sud che forse rimane nelle menti di chi l’ha visto più per l’avvenenza delle sue conduttrici (non l’attuale, però) che per altro; Linea Verde e la sua sorella marittima Linea Blu che anche se non specificamente programmi di viaggio sanno offrire qualche spunto interessante per destinazioni italiche; Geo&Geo che, benché pensato per un pubblico di giovanissimi, molto spesso offre servizi davvero gustosi realizzati dal bravo Davide Demichelis, e non solo sugli aspetti naturalistici.

 

Un programma meno convenzionalerispetto al canonico “vi faccio vedere un paese con un documentario di 5 minuti”, è Overland, quello dei camion 4x4 che vanno dappertutto, molto coinvolgente per quanto col limite della non riproducibilità da parte dello spettatore. Il programma intriga e fa venire voglia di mollare in tronco il proprio lavoro per farsi assumere come personale di bordo, anche se probabilmente lo spettatore si fa rapire più dallo stile di viaggio che dalla profondità con la quale i luoghi vengono conosciuti. In realtà le imprese che compiono nascondono una “piccola menzogna” di fondo: quella che i camion siano in grado di andare ovunque. Nei fatti, come sanno bene quelli che hanno visto quali difficoltà abbiano conosciuto per entrare in Etiopia in una delle loro ultime spedizioni oppure chi ha viaggiato col cosiddetto “overlanding” (di cui parleremo in futuro), queste spedizioni necessitano di un’attentissima pianificazione dei percorsi. La vera difficoltà sta nel fatto di riuscire ad imbastire queste costose spedizione e a tenerle in piedi con la vendita dei filmati. Bravo Beppe Tenti se ci riesce.

 

Le spedizioni di Overland affascinano più per le difficoltà da superare che per i luoghi che mostrano

Le spedizioni di Overland affascinano più per le difficoltà da superare che per i luoghi che mostrano

 

Una menzione d’onore ad Ulisse – Il piacere della scoperta condotto da Alberto Angela con lo stesso spirito divulgativo di Quark, in particolare per le puntate intitolate "Africa: le ultime tribù" e "Oltre la Patagonia: viaggio in capo al mondo". Poco fortunata è stata la recente messa in onda di Nanuk – Prove d’avventura con Caterina Guzzanti affiancata dal già citato Demichelis. I conduttori sono bravi, ma il programma che alternava documentari del National Geographic a prove di sport estremi con i conduttori protagonisti non ha lasciato il segno. Attualmente in onda c’è Pechino Express, un reality in cui “coppie famose” e meno, devono raggiungere la tappa successiva con un solo euro a disposizione all’ìnterno del percorso Nuova Delhi-Pechino. A parte che trovo stucchevole che dei personaggi televisivi chiedano delle gratuità a della gente davvero povera, il tutto spesso si risolve nelle solite sguaiate liti fra concorrenti, una specie di “Isola dei Famosi on the road "di cui non si avvertiva la necessità. La prova definitiva che il viaggio tira come argomento televisivo è data dal fatto che pure Pippo Baudo ora vi si cimenta con il suo Il Viaggio. A parte che di viaggio si parla piuttosto poco (ma secondo voi il Pippo nazionale, sarà mai andato in vita sua in vacanza in camper?), Baudo per me ha sempre avuto il difetto di sentirsi lui “il programma” e di lasciare poco spazio agli altri, figuriamoci se questi sono paesi e non personaggi in carne e ossa che possano rubargli la scena.

 

Dopo questa sfilza di “cattiverie” penserete che sono sceso dal letto col piede sbagliato, ma nel prossimo articolo vedrete che invece ci sono anche tante cose che mi piacciono…

 

continua...

 



Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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