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Inevitabili casi di omonimia

Data: 23/05/2012 INDONESIA Categoria: Pillole di viaggio

 

Nell'incantevole isola di Bali, nota per le sue spiagge, per le verticali risaie e per la paradisiaca rilassatezza che la contraddistingue (almeno fino a prima che pure lì l’integralismo islamico gettasse la sua sinistra ombra), c’è un sistema per dare i nomi ai figli che può generare qualche confusione.

 

I Balinesi, a differenza della quasi totalità degli abitanti delle altre isole indonesiane, sono hindu e quindi seguono il sistema delle caste, anche se in maniera molto meno rigida che in India, e scelgono i nomi da dare alla prole secondo un preciso ordine: il primo figlio/a viene chiamato Wayan, il secondo Made, il terzo Nyoman e il quarto Ketut. Esistono alcune variazioni (ad esempio al posto di Wayan si può usare Putu o Gede) ma vengono usate raramente. C’è una piccola complicazione: raramente i balinesi si limitano a mettere al mondo quattro pargoli, anzi non sono rari i casi in cui il numero dei figli sia in doppia cifra. Ciò nonostante l'abitudine è di ricominciare da capo con lo stesso ordine: il quinto figlio si chiamerà di nuovo Wayan, il sesto Made e via dicendo.

 

Gli unici accorgimenti per evitare scambi di persona sono l’aggiunta del prefisso "I" per i maschi oppure "Ni" per le femmine e del suffisso Balik (che sta per “ancora”) per quelli successivi ai primi quattro. Così sapremo, prima ancora di vederlo in faccia, che "I Ketut Balik" è l’ottavo figlio di genere maschile. E per i figli dal nono in avanti? Non lo so, ma non escludo che si raddoppi il suffisso Balik, visto che in bahasa indonesia (la lingua indonesiana introdotta dopo l’indipendenza conquistata nel 1965 e molto semplificata per renderla di facile apprendimento agli indonesiani sparsi in migliaia di isole dove ognuno parla il suo dialetto) il plurale si effettua ripetendo la parola. Esempio: “anak” significa bambino, “anak anak” significa bambini.

 

Bimba balinese vestita per una cerimonia

Bimba balinese vestita per una cerimonia - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Per rendere tutto ancora più difficile i Balinesi non usano i cognomi, a meno di casi particolari come per le persone di pubblica rilevanza. Sarebbe bello andare in un affollato mercato e mettersi a gridare uno di quei quattro nomi, così, per il gusto di vedere quante teste si girano!

 



Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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