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Maramures: L'Europa rurale che sopravvive in Romania

Data: 22/07/2017 ROMANIA Categoria: Pillole di viaggio

Il Maramures è un distretto settentrionale della regione della Transilvania, al confine con l'Ucraina, e la sua particolarità consiste nel fatto che, a differenza della stragrande maggioranza – per non dire la totalità – delle altre aree agricole europee dove si è passati a un'agricoltura di tipo intensivo che sfrutta i progressi tecnologici dell'industrializzazione, qui sopravvive l'Europa rurale di una volta, dove la popolazione locale coltiva la terra con mezzi semplici, così come semplice è il suo stile di vita.

 

Covoni di fieno, un soggetto tipico del Maramures - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Questo stile di vita legato alla terra e ai suoi ritmi, dove ancora si fa ricorso all'aratura e alla falciatura del fieno a mano, i prodotti della terra vengono raccolti con metodi non meccanizzati e sono ancora diffusissimi i mezzi di trasporto a trazione animale, ha dovuto fare i conti col regime comunista di Ceausescu che, come da dettami sovietici, voleva imporre la collettivizzazione. Riuscendo a non accettarla, la gente di questa terra ha mantenuto vivi i metodi di agricoltura caratteristici e con essi un forte radicamento alle tradizioni, tutt'ora ben esemplificato dal massiccio ricorso al variopinto abbigliamento tipico, sfoggiato nei giorni di festa in cui ci si riposa dal duro lavoro e si va a messa, in un'atmosfera molto partecipe.

 

La chiesa di legno di Barsana - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Lo stile di vita tradizionale, scandito dall'alternarsi delle stagioni e magnificamente descritto dall'inglese William Blacker nel libro “Lungo la Via Incantata” - di cui consiglio vivamente la lettura nel caso vogliate, come lui, andare alla scoperta di questa terra magica -, non è l'unica ragione valida per visitare questa regione idilliaca. In quest'area vi sono anche le meravigliose chiese di legno di culto ortodosso, costruite tra il XVII e il XVIII secolo a seguito del divieto in epoca di dominio ungherese di realizzare chiese in pietra. Piuttosto piccole, alcune affrescate all'interno, esprimono l'anelito verso l'alto con aguzzi campanili e tetti spioventi ricoperti da scandole. Degli oltre quaranta edifici religiosi di questo tipo ancora esistenti, otto sono state inseriti dall'UNESCO nell'elenco dei siti patrimonio dell'umanità. La bravura nella lavorazione del legno non è evidente solo nelle chiese ma anche nelle abitazioni tipiche, spesso dotate di magnifici portali intagliati, al cui fascino non ha saputo resistere nemmeno Carlo, il Principe di Galles, acquistandone una nel villaggio di Bled.

 

Fedeli assistono alla messa in abiti tradizionali - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

La regione può essere visitata in qualsiasi periodo dell'anno, sapendo che lo stile di vita semplice risente delle condizioni atmosferiche: la primavera e l'estate sono quelle più gradevoli dal punto di vista meteorologico ma anche i colori caldi dell'autunno o la neve, spesso copiosa, invernale aggiungono fascino a questa fetta di Europa ferma nel tempo. Se, come nel mio caso, v'interessa ammirare i costumi tradizionali, vi consiglio di recarvi in loco durante il periodo della Pasqua Ortodossa, spesso non coincidente con quella Cristiana, che è la festività più sentita e durante la quale ogni abitante sfoggia gli abiti tipici della regione, per le donne gonne a fiori o sovrastate da panni a righe verticali e per gli uomini gilet di pelo di agnello e caratteristici cappelli di paglia conici.

 



Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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