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VICENZA, VENEZIA E L'ARCHITETTURA DI ANDREA PALLADIO

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VICENZA, VENEZIA E L'ARCHITETTURA DI ANDREA PALLADIO

Viaggi Culturali 4 giorni Su Richiesta Richiedi un preventivo
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03:25
+0 ore
nessuna obbligatoria
non richiesto
INFORMAZIONI

Siete un gruppo di amici e desiderate conoscere questa magnifica regione in modo diverso da solito ? Vi proponiamo una soluzione unica, un'accompagnatrice culturale a vostra disposizione, profonda conoscitrice delle zone che vi accompagnerà a scoprire gli aspetti culturali, culinari e artistici della regione. La soluzione di viaggio richiede la partecipazione di almeno otto, dieci partecipanti per avere un prezzo corretto.

Un itinerario attraverso le opere di Andrea Palladio ci condurrà dai palazzi di Vicenza alle chiese di Venezia.
Un viaggio per ammirare le architetture di città di uno dei maggiori interpreti del Rinascimento italiano ed europeo.
Un’occasione per vedere o rivedere Vicenza, ma anche per scoprire angoli meno conosciuti della città lagunare, grande opera d’arte in sé e a sé, che ha sempre qualcosa da svelarci e non smette di sorprenderci. Basti pensare a Palazzo Grimani, preziosa novità del Cinquecento veneziano al pari delle realizzazioni palladiane.

Circuito in breve

Vicenza (Corso Palladio, Cattedrale di Santa Maria dell'Annunciata, piazza dei Signori, Basilica Palladiana, Loggia del Capitaniato, Palazzo Chiericati, Teatro Olimpico, Villa Almerico Capra, detta La Rotonda).
Venezia (Basilica di San Pietro di Castello, Chiesa di San Francesco della Vigna, Basilica di San Giorgio Maggiore, Basilica del Santissimo Redentore, Chiesa di Santa Maria della Presentazione, detta delle Zitelle, Palazzo Grimani).

Quando
Tutto l'anno

Come
In piccoli gruppi, min. 12 – max. 20 persone.
Con accompagnatore culturale per tutta la durata del soggiorno.
Con guida locale.
 

 

VICENZA

Palladio a Vicenza
Celebre soprattutto come progettista di ville, splendidi monumenti che costellano la campagna veneta, Andrea Palladio è autore anche di palazzi di città,  opere pubbliche, edifici religiosi altrettanto straordinari. Dopo aver esercitato il mestiere di tagliatore di pietra, prima a Padova, dove nasce nel 1508, poi a Vicenza, dove si trasferisce nel 1524, Andrea Della Gondola detto Palladio inizia la sua attività di architetto nel 1540 e la esercita fino al 1580, anno della sua morte, lavorando per le nobili famiglie di Vicenza e di Venezia e per la Repubblica di San Marco, di cui sarà primo consulente architettonico, negli anni Settanta del Cinquecento. E’ l'incontro con il poeta e umanista Giangiorgio Trissino, nel 1535-38, a segnare una svolta decisiva per la sua formazione e la sua attività. Sarà il Trissino infatti che lo guiderà nello studio dell’antichità classica e lo condurrà a Roma. Rifacendosi ai parametri della Città eterna, Palladio contribuirà a far nascere un nuovo codice estetico nella cultura della Serenissima, che influenzerà profondamente il Neoclassicismo e avrà un’ampia diffusione a livello internazionale.

Palladio ha rinnovato la sua città d'adozione con le linee epurate e gli elementi decorativi dell'architettura classica. “Piccola Roma, invenzione scenografica in un angolo del Veneto” per riprendere le parole di un suo illustre cittadino, lo scrittore Guido Piovene, la Vicenza storica è il risultato dell’integrazione fra i monumentali edifici palladiani e le affascinanti architetture tipiche del gotico veneziano. Vicus, diventato municipio romano nel 49 a.C., Vicenza rinasce in età comunale, agli inizi del Duecento, e dopo essere stata governata da diversi Signori (Ezzelino da Romano, i Carraresi, gli Scaligeri e i Visconti), nel 1404 è integrata nella Repubblica di Venezia, di cui farà parte fino alla sua caduta, nel 1797. Il centro della città si articola attorno a Corso Palladio, l'antico decumano massimo, rimasto nei secoli il principale asse viario del nucleo storico, come testimoniano i pregevoli palazzi quattro-cinque-seicenteschi che lo abbelliscono. Provenendo da piazzale De Gasperi basti ricordare il gotico Palazzo Braschi-Brunello (1480), il palladiano Palazzo Pojana (1564-66), il classicheggiante Palazzo Trissino Baston, capolavoro dello Scamozzi, di fine Cinquecento, ma concluso nel 1667, oggi sede del Municipio e Palazzo Dal-Toso-Franceschini-Da Schio, più noto come Ca' d'Oro (1477), gioiello del tardogotico vicentino. Nella vicina piazza del Duomo si possono ammirare le forme gotiche della quattrocentesca Cattedrale di Santa Maria Annunciata, dalla suggestiva facciata decorata con marmi policromi e arcate cieche. Certi, sono gli interventi del Palladio per la cupola e uno dei portali laterali, probabili, quelli per il Sepolcro Da Schio, nella 5° cappella a sinistra. Poco distante, piazza dei Signori, prima, foro romano, poi, centro politico e sociale della Vicenza duecentesca, è tuttora il cuore della città storica in cui si trova il monumento simbolo di Vicenza, la Basilica Palladiana o Palazzo della Ragione, che si innalza a manifesto del classicismo del suo celebre architetto, accanto alla Loggia del Capitaniato. La Basilica è eretta negli anni 1450-60, al posto degli antichi edifici comunali. Successivamente vengono aggiunte le logge, ma queste crollano nel 1496. Per la loro ricostruzione viene quindi incaricato  Palladio, che nel 1546 presenta il suo grandioso progetto. La fabbrica è costituita da un loggiato a due ordini, sormontato da una balaustra con ventitré statue. Altra massima espressione del genio creativo palladiano è Palazzo Chiericati, che nel panorama delle residenze urbane rinascimentali è una dimostrazione della grande capacità dell'architetto di interpretare il luogo: in questo caso lo spazio aperto, ai margini della città, davanti al fiume. Un contesto che rende Palazzo Chiericati un edificio ibrido, palazzo di città e villa suburbana nello stesso tempo. Dotato di una facciata a doppio ordine di logge, coronata da una sequenza di statue e munito di una scalinata centrale di accesso, il palazzo domina lo spazio con la regale imponenza di un tempio antico. Progettato nel 1550 come dimora per i conti Chiericati e costruito a partire dall'anno successivo, resta incompiuto alla morte dell'architetto e sarà completato soltanto un secolo più tardi, sulla base dei disegni riportati nei Quattro libri dell'architettura, che Palladio pubblica nel 1570. Il palazzo è sede del Museo Civico, che ospita dipinti, sculture e arti applicate dal Duecento all’età contemporanea. Fra le opere di maggior rilievo, le tele dei maestri della pittura veneta del Cinquecento e il Cristo crocifisso di Hans Memling (1468-70).    

Il vicino Teatro Olimpico è il più antico teatro in muratura coperto dell'epoca moderna. Ultimo gioiello di Andrea Palladio, concepito pochi mesi prima della sua morte, sarà concluso nel 1583, sotto la direzione del figlio Silla. Come i teatri romani descritti da Vitruvio, il Teatro Olimpico è costituito da una cavea gradinata ellittica, cinta da colonne, che fronteggia un palcoscenico rettangolare e un grande proscenio su due ordini, aperto da tre arcate, ricco di statue e bassorilievi. Particolarmente celebri sono le strutture in legno, utilizzate per la rappresentazione inaugurale, avvenuta nel 1585 con l'Edipo Re, progettate da Vincenzo Scamozzi e diventate elementi stabili del teatro.
In cima a un poggio, nei sobborghi di Vicenza, Villa Almerico Capra, detta La Rotonda per il maestoso salone circolare del piano nobile, è sicuramente la più famosa delle numerose ville palladiane. Progettata nel 1566, verrà portata a termine quarant'anni dopo, da Vincenzo Scamozzi. Frutto della combinazione di forme geometriche perfette, il cubo e la sfera, con copertura a cupola e un pronao ionico esastilo su ciascuna delle sue quattro facciate, la Rotonda è un miracolo di equilibrio, unita con grande armonia al proprio territorio. Gli edifici rustici sono separati dalla villa e non immediatamente visibili. Infatti, più che una villa-fattoria, la Rotonda è una villa suburbana e questo spiega perché nel suo trattato di architettura Palladio la inserisca nel volume dedicato ai palazzi di città.

 

VENEZIA

Palladio a Venezia
Nella città della laguna Palladio inizierà a operare verso la metà del Cinquecento e lascerà alcune magnifiche chiese, adattando l'architettura dei templi e delle terme romane a quella dei templi cristiani.

Basilica di San Pietro di Castello (facciata). Fra le più antiche della città, nel sestiere di Castello, non lontano dall'Arsenale, la chiesa è stata la prima sede vescovile e poi patriarcale di Venezia. Intitolata ai santi bizantini Sergio e Bacco, la fabbrica delle origini, del VII secolo, sorge su quella che all'epoca è l'isola di Olivolo, in cui si costituisce il primo centro abitativo, politico, religioso e commerciale della città. L'edificio attuale è di fine Cinquecento, inizio Seicento. La facciata è opera di Francesco Smeraldi, che la realizza basandosi su un precedente progetto di Andrea Palladio del 1556, il primo progetto veneziano del maestro, ma abbandonato in seguito alla morte del suo committente, il patriarca Vincenzo Diedo. Francesco Smeraldi, pur non riproducendo esattamente il disegno palladiano, gli è fedele nelle linee essenziali. Monumentale, in pietra d'Istria, la facciata presenta un doppio ordine architettonico che modula i volumi della navata centrale e quelli delle navate laterali. All'interno della chiesa si possono ammirare pregevoli opere, fra cui la cosiddetta Cattedra di San Pietro, del XIII secolo. Di notevole interesse il campanile rinascimentale, eretto nel 1490, su disegno del Codussi.
Chiesa di San Francesco della Vigna (facciata). Nello stesso sestiere, la chiesa occupa un terreno in origine tenuto a vigneti (il che spiega il suo nome) e viene edificata su preesistenze del XIII secolo, da  Jacopo Sansovino, fra il 1534 e il 1554. Estromesso il Sansovino per problemi relativi alla costruzione della facciata, l'incarico è assegnato a Palladio che porta a compimento l'edificio, probabilmente con il sostegno della parte più illuminata del patriziato lagunare. Come nel caso di San Pietro di Castello, la facciata presenta due ordini architettonici, uno per la navata mediana, coperto da un timpano e l'altro per le navate laterali, coperte da semitimpani. La chiesa possiede due ammirevoli dipinti raffiguranti la Vergine in trono con Bambino, di Antonio da Negroponte (1470) e la Vergine con Bambino e Santi, di Giovanni Bellini (1507).

Basilica di San Giorgio Maggiore. Nell'omonima isola che guarda il bacino di San Marco, la chiesa è uno dei capolavori di Palladio. L'architetto ridefinisce questo luogo, in cui dal X secolo esistevano una piccola chiesa e un monastero benedettino, prima con la costruzione del refettorio all'interno del complesso conventuale (1560-63), poi con quella di un nuovo tempio, iniziato nel 1566 e successivamente di un ampio chiostro. La chiesa presenta nel suo interno la disposizione dettata dal Concilio di Trento, con il coro dei monaci dietro l'altare. Ispirandosi alle terme dell'Antica Roma Palladio progetta un edificio grandioso, caratterizzato da una struttura armonica, immersa in un'intensa luminosità. La facciata viene eretta dopo la morte del maestro, all'inizio del Seicento, probabilmente con qualche difformità, ma nel rispetto del doppio ordine architettonico, tipico del suo linguaggio. Fra le pregevoli opere che si possono vedere all'interno ricordiamo San Giorgio che uccide il drago (1516), di Vittore Carpaccio e due tele del Tintoretto: la Raccolta della Manna e la famosissima Ultima Cena (1592-94). Di rara bellezza è la vista su Venezia e la laguna che si gode dall'alto del campanile.        

Basilica del Santissimo Redentore. Altra opera maggiore di Palladio, la chiesa è tra le più famose di Venezia, non solo per il suo prestigio formale ma anche perché è centro di una delle principali feste cittadine che si svolge la terza domenica di luglio, in ricordo della fine della pestilenza scoppiata nel 1575. Per assolvere un voto espresso dalla cittadinanza, durante questa micidiale epidemia, il Senato della Repubblica decreta la costruzione di una chiesa nell'isola della Giudecca, affidandone l'incarico a Palladio. Il tempio è assegnato  all'ordine dei Cappuccini, che stabilisce i parametri planimetrici  e decorativi per la sua edificazione, iniziata nel 1577. Questi vincoli non impediscono tuttavia all'architetto di ispirarsi agli schemi volumetrici delle terme romane. L'interno, illuminato da una luce soffusa, è costituito da una lunga navata con profonde cappelle laterali, la cui decorazione, in ottemperanza ai criteri stabiliti dai frati Cappuccini, è priva di materiali pregiati. La splendida e lineare facciata, in marmo bianco, risultato del più maturo lessico palladiano, è opera postuma, terminata da Antonio da Ponte, che segue il progetto del maestro. Ammirevoli artisti veneti del XVI e XVII secolo sono rappresentati nella chiesa e in una delle due sacrestie. 

Chiesa di Santa Maria della Presentazione. Comunemente detta delle Zitelle, la chiesa, anch'essa nell'isola della Giudecca, fa parte di un complesso comprendente un ex ospizio creato dai Gesuiti per aiutare le ragazze povere in età da marito (da cui il nome Zitelle) e insegnare loro un mestiere. L'attribuzione della chiesa a Palladio è piuttosto discussa. E' possibile che un suo progetto, elaborato verso il 1575, abbia ispirato la costruzione del tempio, avvenuta tra il 1581 e il 1588. La facciata, a due ordini, emerge dal volume dell'Istituto religioso con il timpano e due campaniletti dietro i quali appare una grande cupola emisferica. A forma di aula quadrata, illuminata da grandi finestre termali, l'interno custodisce opere dell'Aliense, di Francesco Bassano e Palma il Giovane.

Alle architetture palladiane si è voluto affiancare Palazzo Grimani, perché è anch’esso espressione di quella classicità che trasforma l’estetica architettonica lagunare nel corso del Cinquecento. Questo monumentale palazzo dalle forme possenti, di ascendenza toscano-romana, sembra infatti un intruso d’eccezione fra gli edifici gotici che lo circondano. Dimora del doge Antonio Grimani, a metà del XVI secolo viene ampliato dal nipote Giovanni, patriarca di Aquileia, uomo colto e appassionato collezionista di arte classica, che pare ne abbia progettato personalmente le modifiche, con l’aiuto dell’architetto Michele Sanmicheli. Altrettanto straordinaria la decorazione pittorica, affidata ad artisti di formazione centro-italiana, fra cui Federico Zuccari e Giovanni da Udine.

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Siete un gruppo di amici e desiderate conoscere questa magnifica regione in modo diverso da solito ? Vi proponiamo una soluzione unica, un'accompagnatrice culturale a vostra disposizione, profonda conoscitrice delle zone che vi accompagnerà a scoprire gli aspetti culturali, culinari e artistici della regione. La soluzione di viaggio richiede la partecipazione di almeno otto, dieci partecipanti per avere un prezzo corretto.

Un itinerario attraverso le opere di Andrea Palladio ci condurrà dai palazzi di Vicenza alle chiese di Venezia.
Un viaggio per ammirare le architetture di città di uno dei maggiori interpreti del Rinascimento italiano ed europeo.
Un’occasione per vedere o rivedere Vicenza, ma anche per scoprire angoli meno conosciuti della città lagunare, grande opera d’arte in sé e a sé, che ha sempre qualcosa da svelarci e non smette di sorprenderci. Basti pensare a Palazzo Grimani, preziosa novità del Cinquecento veneziano al pari delle realizzazioni palladiane.

Circuito in breve

Vicenza (Corso Palladio, Cattedrale di Santa Maria dell'Annunciata, piazza dei Signori, Basilica Palladiana, Loggia del Capitaniato, Palazzo Chiericati, Teatro Olimpico, Villa Almerico Capra, detta La Rotonda).
Venezia (Basilica di San Pietro di Castello, Chiesa di San Francesco della Vigna, Basilica di San Giorgio Maggiore, Basilica del Santissimo Redentore, Chiesa di Santa Maria della Presentazione, detta delle Zitelle, Palazzo Grimani).

Quando
Tutto l'anno

Come
In piccoli gruppi, min. 12 – max. 20 persone.
Con accompagnatore culturale per tutta la durata del soggiorno.
Con guida locale.
 

 

VICENZA

Palladio a Vicenza
Celebre soprattutto come progettista di ville, splendidi monumenti che costellano la campagna veneta, Andrea Palladio è autore anche di palazzi di città,  opere pubbliche, edifici religiosi altrettanto straordinari. Dopo aver esercitato il mestiere di tagliatore di pietra, prima a Padova, dove nasce nel 1508, poi a Vicenza, dove si trasferisce nel 1524, Andrea Della Gondola detto Palladio inizia la sua attività di architetto nel 1540 e la esercita fino al 1580, anno della sua morte, lavorando per le nobili famiglie di Vicenza e di Venezia e per la Repubblica di San Marco, di cui sarà primo consulente architettonico, negli anni Settanta del Cinquecento. E’ l'incontro con il poeta e umanista Giangiorgio Trissino, nel 1535-38, a segnare una svolta decisiva per la sua formazione e la sua attività. Sarà il Trissino infatti che lo guiderà nello studio dell’antichità classica e lo condurrà a Roma. Rifacendosi ai parametri della Città eterna, Palladio contribuirà a far nascere un nuovo codice estetico nella cultura della Serenissima, che influenzerà profondamente il Neoclassicismo e avrà un’ampia diffusione a livello internazionale.

Palladio ha rinnovato la sua città d'adozione con le linee epurate e gli elementi decorativi dell'architettura classica. “Piccola Roma, invenzione scenografica in un angolo del Veneto” per riprendere le parole di un suo illustre cittadino, lo scrittore Guido Piovene, la Vicenza storica è il risultato dell’integrazione fra i monumentali edifici palladiani e le affascinanti architetture tipiche del gotico veneziano. Vicus, diventato municipio romano nel 49 a.C., Vicenza rinasce in età comunale, agli inizi del Duecento, e dopo essere stata governata da diversi Signori (Ezzelino da Romano, i Carraresi, gli Scaligeri e i Visconti), nel 1404 è integrata nella Repubblica di Venezia, di cui farà parte fino alla sua caduta, nel 1797. Il centro della città si articola attorno a Corso Palladio, l'antico decumano massimo, rimasto nei secoli il principale asse viario del nucleo storico, come testimoniano i pregevoli palazzi quattro-cinque-seicenteschi che lo abbelliscono. Provenendo da piazzale De Gasperi basti ricordare il gotico Palazzo Braschi-Brunello (1480), il palladiano Palazzo Pojana (1564-66), il classicheggiante Palazzo Trissino Baston, capolavoro dello Scamozzi, di fine Cinquecento, ma concluso nel 1667, oggi sede del Municipio e Palazzo Dal-Toso-Franceschini-Da Schio, più noto come Ca' d'Oro (1477), gioiello del tardogotico vicentino. Nella vicina piazza del Duomo si possono ammirare le forme gotiche della quattrocentesca Cattedrale di Santa Maria Annunciata, dalla suggestiva facciata decorata con marmi policromi e arcate cieche. Certi, sono gli interventi del Palladio per la cupola e uno dei portali laterali, probabili, quelli per il Sepolcro Da Schio, nella 5° cappella a sinistra. Poco distante, piazza dei Signori, prima, foro romano, poi, centro politico e sociale della Vicenza duecentesca, è tuttora il cuore della città storica in cui si trova il monumento simbolo di Vicenza, la Basilica Palladiana o Palazzo della Ragione, che si innalza a manifesto del classicismo del suo celebre architetto, accanto alla Loggia del Capitaniato. La Basilica è eretta negli anni 1450-60, al posto degli antichi edifici comunali. Successivamente vengono aggiunte le logge, ma queste crollano nel 1496. Per la loro ricostruzione viene quindi incaricato  Palladio, che nel 1546 presenta il suo grandioso progetto. La fabbrica è costituita da un loggiato a due ordini, sormontato da una balaustra con ventitré statue. Altra massima espressione del genio creativo palladiano è Palazzo Chiericati, che nel panorama delle residenze urbane rinascimentali è una dimostrazione della grande capacità dell'architetto di interpretare il luogo: in questo caso lo spazio aperto, ai margini della città, davanti al fiume. Un contesto che rende Palazzo Chiericati un edificio ibrido, palazzo di città e villa suburbana nello stesso tempo. Dotato di una facciata a doppio ordine di logge, coronata da una sequenza di statue e munito di una scalinata centrale di accesso, il palazzo domina lo spazio con la regale imponenza di un tempio antico. Progettato nel 1550 come dimora per i conti Chiericati e costruito a partire dall'anno successivo, resta incompiuto alla morte dell'architetto e sarà completato soltanto un secolo più tardi, sulla base dei disegni riportati nei Quattro libri dell'architettura, che Palladio pubblica nel 1570. Il palazzo è sede del Museo Civico, che ospita dipinti, sculture e arti applicate dal Duecento all’età contemporanea. Fra le opere di maggior rilievo, le tele dei maestri della pittura veneta del Cinquecento e il Cristo crocifisso di Hans Memling (1468-70).    

Il vicino Teatro Olimpico è il più antico teatro in muratura coperto dell'epoca moderna. Ultimo gioiello di Andrea Palladio, concepito pochi mesi prima della sua morte, sarà concluso nel 1583, sotto la direzione del figlio Silla. Come i teatri romani descritti da Vitruvio, il Teatro Olimpico è costituito da una cavea gradinata ellittica, cinta da colonne, che fronteggia un palcoscenico rettangolare e un grande proscenio su due ordini, aperto da tre arcate, ricco di statue e bassorilievi. Particolarmente celebri sono le strutture in legno, utilizzate per la rappresentazione inaugurale, avvenuta nel 1585 con l'Edipo Re, progettate da Vincenzo Scamozzi e diventate elementi stabili del teatro.
In cima a un poggio, nei sobborghi di Vicenza, Villa Almerico Capra, detta La Rotonda per il maestoso salone circolare del piano nobile, è sicuramente la più famosa delle numerose ville palladiane. Progettata nel 1566, verrà portata a termine quarant'anni dopo, da Vincenzo Scamozzi. Frutto della combinazione di forme geometriche perfette, il cubo e la sfera, con copertura a cupola e un pronao ionico esastilo su ciascuna delle sue quattro facciate, la Rotonda è un miracolo di equilibrio, unita con grande armonia al proprio territorio. Gli edifici rustici sono separati dalla villa e non immediatamente visibili. Infatti, più che una villa-fattoria, la Rotonda è una villa suburbana e questo spiega perché nel suo trattato di architettura Palladio la inserisca nel volume dedicato ai palazzi di città.

 

VENEZIA

Palladio a Venezia
Nella città della laguna Palladio inizierà a operare verso la metà del Cinquecento e lascerà alcune magnifiche chiese, adattando l'architettura dei templi e delle terme romane a quella dei templi cristiani.

Basilica di San Pietro di Castello (facciata). Fra le più antiche della città, nel sestiere di Castello, non lontano dall'Arsenale, la chiesa è stata la prima sede vescovile e poi patriarcale di Venezia. Intitolata ai santi bizantini Sergio e Bacco, la fabbrica delle origini, del VII secolo, sorge su quella che all'epoca è l'isola di Olivolo, in cui si costituisce il primo centro abitativo, politico, religioso e commerciale della città. L'edificio attuale è di fine Cinquecento, inizio Seicento. La facciata è opera di Francesco Smeraldi, che la realizza basandosi su un precedente progetto di Andrea Palladio del 1556, il primo progetto veneziano del maestro, ma abbandonato in seguito alla morte del suo committente, il patriarca Vincenzo Diedo. Francesco Smeraldi, pur non riproducendo esattamente il disegno palladiano, gli è fedele nelle linee essenziali. Monumentale, in pietra d'Istria, la facciata presenta un doppio ordine architettonico che modula i volumi della navata centrale e quelli delle navate laterali. All'interno della chiesa si possono ammirare pregevoli opere, fra cui la cosiddetta Cattedra di San Pietro, del XIII secolo. Di notevole interesse il campanile rinascimentale, eretto nel 1490, su disegno del Codussi.
Chiesa di San Francesco della Vigna (facciata). Nello stesso sestiere, la chiesa occupa un terreno in origine tenuto a vigneti (il che spiega il suo nome) e viene edificata su preesistenze del XIII secolo, da  Jacopo Sansovino, fra il 1534 e il 1554. Estromesso il Sansovino per problemi relativi alla costruzione della facciata, l'incarico è assegnato a Palladio che porta a compimento l'edificio, probabilmente con il sostegno della parte più illuminata del patriziato lagunare. Come nel caso di San Pietro di Castello, la facciata presenta due ordini architettonici, uno per la navata mediana, coperto da un timpano e l'altro per le navate laterali, coperte da semitimpani. La chiesa possiede due ammirevoli dipinti raffiguranti la Vergine in trono con Bambino, di Antonio da Negroponte (1470) e la Vergine con Bambino e Santi, di Giovanni Bellini (1507).

Basilica di San Giorgio Maggiore. Nell'omonima isola che guarda il bacino di San Marco, la chiesa è uno dei capolavori di Palladio. L'architetto ridefinisce questo luogo, in cui dal X secolo esistevano una piccola chiesa e un monastero benedettino, prima con la costruzione del refettorio all'interno del complesso conventuale (1560-63), poi con quella di un nuovo tempio, iniziato nel 1566 e successivamente di un ampio chiostro. La chiesa presenta nel suo interno la disposizione dettata dal Concilio di Trento, con il coro dei monaci dietro l'altare. Ispirandosi alle terme dell'Antica Roma Palladio progetta un edificio grandioso, caratterizzato da una struttura armonica, immersa in un'intensa luminosità. La facciata viene eretta dopo la morte del maestro, all'inizio del Seicento, probabilmente con qualche difformità, ma nel rispetto del doppio ordine architettonico, tipico del suo linguaggio. Fra le pregevoli opere che si possono vedere all'interno ricordiamo San Giorgio che uccide il drago (1516), di Vittore Carpaccio e due tele del Tintoretto: la Raccolta della Manna e la famosissima Ultima Cena (1592-94). Di rara bellezza è la vista su Venezia e la laguna che si gode dall'alto del campanile.        

Basilica del Santissimo Redentore. Altra opera maggiore di Palladio, la chiesa è tra le più famose di Venezia, non solo per il suo prestigio formale ma anche perché è centro di una delle principali feste cittadine che si svolge la terza domenica di luglio, in ricordo della fine della pestilenza scoppiata nel 1575. Per assolvere un voto espresso dalla cittadinanza, durante questa micidiale epidemia, il Senato della Repubblica decreta la costruzione di una chiesa nell'isola della Giudecca, affidandone l'incarico a Palladio. Il tempio è assegnato  all'ordine dei Cappuccini, che stabilisce i parametri planimetrici  e decorativi per la sua edificazione, iniziata nel 1577. Questi vincoli non impediscono tuttavia all'architetto di ispirarsi agli schemi volumetrici delle terme romane. L'interno, illuminato da una luce soffusa, è costituito da una lunga navata con profonde cappelle laterali, la cui decorazione, in ottemperanza ai criteri stabiliti dai frati Cappuccini, è priva di materiali pregiati. La splendida e lineare facciata, in marmo bianco, risultato del più maturo lessico palladiano, è opera postuma, terminata da Antonio da Ponte, che segue il progetto del maestro. Ammirevoli artisti veneti del XVI e XVII secolo sono rappresentati nella chiesa e in una delle due sacrestie. 

Chiesa di Santa Maria della Presentazione. Comunemente detta delle Zitelle, la chiesa, anch'essa nell'isola della Giudecca, fa parte di un complesso comprendente un ex ospizio creato dai Gesuiti per aiutare le ragazze povere in età da marito (da cui il nome Zitelle) e insegnare loro un mestiere. L'attribuzione della chiesa a Palladio è piuttosto discussa. E' possibile che un suo progetto, elaborato verso il 1575, abbia ispirato la costruzione del tempio, avvenuta tra il 1581 e il 1588. La facciata, a due ordini, emerge dal volume dell'Istituto religioso con il timpano e due campaniletti dietro i quali appare una grande cupola emisferica. A forma di aula quadrata, illuminata da grandi finestre termali, l'interno custodisce opere dell'Aliense, di Francesco Bassano e Palma il Giovane.

Alle architetture palladiane si è voluto affiancare Palazzo Grimani, perché è anch’esso espressione di quella classicità che trasforma l’estetica architettonica lagunare nel corso del Cinquecento. Questo monumentale palazzo dalle forme possenti, di ascendenza toscano-romana, sembra infatti un intruso d’eccezione fra gli edifici gotici che lo circondano. Dimora del doge Antonio Grimani, a metà del XVI secolo viene ampliato dal nipote Giovanni, patriarca di Aquileia, uomo colto e appassionato collezionista di arte classica, che pare ne abbia progettato personalmente le modifiche, con l’aiuto dell’architetto Michele Sanmicheli. Altrettanto straordinaria la decorazione pittorica, affidata ad artisti di formazione centro-italiana, fra cui Federico Zuccari e Giovanni da Udine.

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SRI LANKA

Idea di Viaggio

Non a caso Sri Lanka viene chiamato lo smeraldo dell'Oceano Indiano; la sua forma a goccia e la rigogliosa vegetazione tropicale, la fanno apparire come una pietra preziosa incastonata nel blu di uno dei mari più affascinanti del mondo.

ISLANDA ISLANDA TERRA DI FUOCO E DI GHIACCIAI

Viaggio

TERRA DI FUOCO E DI GHIACCIAI
ISLANDA

Itinerario Fly & Drive

Terra di fuoco e di ghiacciai, l'Islanda è il paese dei grandi contrasti. Troverete a poca distanza il più grande ghiacciaio al mondo e il maggior numero di vulcani d'Europa...

 

NAMIBIA NAMIBIA GRAN TOUR DELLA NAMIBIA

Viaggio

GRAN TOUR DELLA NAMIBIA
NAMIBIA

Accompagnatore locale in italiano

  • Guida locale in italiano
  • Massimo 12 partecipanti
  • Visita a Skeleton Coast e Cape Cross  
  • Rhino tracking mezza giornata in 4X4
  • Visita villaggi Himba lontani dalle rotte turistiche
BOTSWANA BOTSWANA BOTSWANA & VICTORIA FALLS

Viaggio

BOTSWANA & VICTORIA FALLS
BOTSWANA

Idea di Viaggio - Guida in loco

  • Campi di lusso
  • Spostamenti in aereo da un campo all'altro
  • I Parchi di Moremi, Oakawango, Chobe
  • La magia delle Cascate Vittoria
NAMIBIA NAMIBIA NAMIBIA LUXURY

Viaggio

NAMIBIA LUXURY
NAMIBIA

Africa meridionale

  • Parco Nazionale Etosha
  • Sorgente Twyfelfontein
  • Self Drive
  • Riserva Naturale Namib Rand
  • cittadina di Swakopmund
UGANDA UGANDA UGANDA, SCALATA AI MONTI RWENZORI

Viaggio

UGANDA, SCALATA AI MONTI RWENZORI
UGANDA

Idea di Viaggio

  • Parco Nazionale dei Monti Rwenzori
  • Itinerario fuori dai circuiti turistici classici
  • Possibilità di scalare il Monte Stanley fino alla cima Margherita
  • Possibili estensioni: 3 giorni Parco Nazionale Queen Elizabeth - 3 Giorni Parco Nazionale Murchison Falls - 3 giorni Gorilla Safari Parco Nazionale di Bwindi
INDIA INDIA RAJASTHAN E KERALA, LA TERRA DEI MAHARAJA

Viaggio

RAJASTHAN E KERALA, LA TERRA DEI MAHARAJA
INDIA

Idea di Viaggio

  • Il deserto del Thar a Jaisalmer
  • Un viaggio tra le atmosfere magiche del tempo dei Maharaj
  • Un sggiorno ayurvedico nel Kerala
  • Autista parlante italiano e trasferimenti privati
STATI UNITI (USA) STATI UNITI (USA) COAST TO COAST

Viaggio

COAST TO COAST
STATI UNITI (USA)

Idea di Viaggio - Usa

Chi non ha mai sognato di attraversare il cuore degli States e di concedersi delle indimenticabili vacanze negli Stati Uniti?

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