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FERRARA, ABBAZIA DI POMPOSA E RAVENNA

EPA-1425

FERRARA, ABBAZIA DI POMPOSA E RAVENNA

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12:32
+0 ore
nessuna obbligatoria
non richiesto
INFORMAZIONI

Siete un gruppo di amici e desiderate conoscere questa magnifica regione in modo diverso da solito ? Vi proponiamo una soluzione unica, un'accompagnatrice culturale a vostra disposizione, profonda conoscitrice delle zone che vi accompagnerà a scoprire gli aspetti culturali, culinari e artistici della regione. La soluzione di viaggio richiede la partecipazione di almeno otto, dieci partecipanti per avere un prezzo corretto.

Da Ferrara, corte rinascimentale fra le più raffinate d’Italia e d’Europa, che nel corso del Quattrocento e del  Cinquecento darà vita a un importante centro artistico e culturale, ospitando personalità di fama internazionale grazie al mecenatismo degli Estensi…
All’incantevole Abbazia romanica di Pomposa, che ci farà immergere in un misterioso e segreto Medio Evo. E infine Ravenna, con i suoi straordinari mosaici, testimoni di antichi splendori, che ci riporteranno all’epoca in cui la città fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente, del Regno Ostrogoto e dell’Esarcato Bizantino.
Un lungo viaggio nel tempo, insomma, attraverso l’arte, la storia e le atmosfere rarefatte di due piccole, ma grandi città del Delta padano.

 

CIRCUITO IN BREVE
Ferrara (Centro storico, Castello Estense, Cattedrale di San Giorgio, Museo della Cattedrale, via delle Volte, Palazzo Paradiso, Monastero di Sant’Antonio in Polesine, Museo Archeologico Nazionale, Palazzo Schifanoia, Casa Romei, Palazzo di Renata di Francia, Chiesa di San Francesco, Piazza Ariostea, Corso Ercole I d’Este, Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti, passeggiata lungo le Mura degli Angeli). Abbazia di Pomposa (visita del complesso monastico), Ravenna (Basilica di Sant’Apollinare in Classe, Mausoleo di Teodorico. Centro storico: Basilica di San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia, Battistero degli Ariani, Basilica di San Giovanni Evangelista, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Basilica di San Francesco, Battistero Neoniano, Cappella Arcivescovile). 

{C}


QUANDO
Tutto l'anno


COME
- In piccoli gruppi : min. 12 – max. 20 persone.
Con accompagnatore culturale per tutta la durata del soggiorno.
- Con guida locale.


ITINERARIO

FERRARA
Durante  la Signoria degli Estensi, che la governeranno per oltre tre secoli, Ferrara si arricchisce di un importante patrimonio artistico e architettonico, mentre sul piano urbanistico sarà la prima in Europa ad applicare verso la fine del Quattrocento i criteri della città ideale sulla base di un vero e proprio piano regolatore, con la costruzione della cosiddetta Addizione Erculea. Questo nuovo impianto urbanistico, voluto dal duca Ercole I d’Este e realizzato dall’architetto di corte Biagio Rossetti, si svilupperà accanto al nucleo storico, ampliandone i confini medievali.
Inizieremo la scoperta della città dal cuore del suo centro storico, con il Castello Estense. Monumento simbolo di Ferrara, in laterizio rosso circondato da un fossato, fatto costruire da Niccolò II come struttura difensiva, viene eretto a partire dal 1385 sotto la direzione dell’architetto Bartolino da Novara. Diventerà residenza ducale soltanto nel 1476, durante il governo del duca Ercole I.
La visita delle sue sale permette di ripercorrere la storia della città, del suo territorio e della famiglia d’Este. 

Un ponte sospeso su cinque archi lo collega al Palazzo Municipale, residenza della corte Estense prima del suo trasferimento nel castello. Risalente alla metà del Duecento, il palazzo subisce diverse trasformazioni nel corso del XV e del XVIII secolo. La parte di fronte alla cattedrale è stata rifatta in stile neogotico tra il 1924 e il 1928. Consacrata nel 1135, dopo il trasferimento dell’antica sede vescovile di borgo San Giorgio, la Cattedrale, con la sua bella facciata romanico-gotica, ricchissima di sculture, domina la piazza antistante. Lungo la fiancata sinistra si snoda la loggia dei mercanti che si affaccia sull’antica piazza delle Erbe, oggi piazza Trento e Trieste. Il possente campanile, quattrocentesco, è frutto di un progetto di Leon Battista Alberti. Alcune delle sue opere più pregevoli oggi sono visibili nel vicino Museo del Duomo, ospitato nell’ex complesso della chiesa di San Romano, a cui si accede da un piccolo  e suggestivo chiostro. Qui potremo ammirare il ciclo dei Mesi, insieme di rilievi trecenteschi, raffiguranti con grande realismo i lavori agricoli legati alle stagioni, realizzati dal cosiddetto Maestro dei Mesi, che decoravano l’antica porta dei Mesi della cattedrale, oggi chiusa; la Madonna della Melagrana, scolpita tra il 1403 e il 1408 da Jacopo della Quercia e le ante dell’organo dipinte da Cosmè Tura, uno dei massimi interpreti della pittura ferrarese quattrocentesca. Percorreremo poi via delle Volte, fra le più antiche e straordinarie arterie della città medievale, caratterizzata da numerosi archi e passaggi sospesi che la attraversano da un lato all’altro. Le strette vie dell’antico ghetto ebraico ci condurranno in seguito a Palazzo Paradiso. Costruito alla fine del XIV secolo e successivamente modificato, nel 1567 diventa sede dell’Università di Ferrara e dal 1753 ospita la Biblioteca comunale. Appartato e al di fuori dei percorsi turistici, il complesso di SantAntonio in Polesine, sede del primo monastero femminile della città (1258), viene fondato dal marchese Azzo VII, per la figlia Beatrice e le giovani che volevano seguire la regola benedettina, su un precedente monastero agostiniano risalente all’Alto Medio Evo. Le absidi della chiesa interna conservano una testimonianza di affreschi due-trecenteschi di scuola giottesca, di area emiliano-romagnola. A poche centinaia di metri incontreremo il maestoso Palazzo Costabili. Benché incompiuto, costituisce una delle maggiori realizzazioni dell’architetto Biagio Rossetti (1495-1504). Progettato per Antonio Costabili, ambasciatore degli Sforza presso la corte Estense, ci introduce nelle sue sale attraverso uno scenografico cortile d’onore. Questa teatralità prosegue all’interno, nella sala del Tesoro, il cui soffitto, decorato da Benvenuto Tisi da Garofalo tra il 1503 e il 1506, richiama quello della Camera degli Sposi del Mantegna, a Mantova. Dal 1935 il palazzo ospita il Museo Archeologico Nazionale, che riunisce importanti reperti greco-etruschi dell’antica città etrusca di Spina, fiorita fra il VI e il II sec. a. C. e riscoperta durante i lavori di bonifica nell’area delle Valli di Comacchio, negli anni Venti del Novecento. A seguire  Palazzo Schifanoia. Luogo di svago degli Estensi, della fine del XIV secolo e ingrandito nel XV, durante il governo di Borso d’Este, il palazzo è famoso per  gli affreschi quattrocenteschi, realizzati da diversi esponenti della cosiddetta Officina ferrarese, fra cui Francesco del Cossa e Ercole de’ Roberti che, nel Salone dei Mesi, celebrano il casato degli Estensi con riferimenti astrologici e mitologici. E’ un eccellente esempio di arte profana, nonché un manifesto politico del buon governo di Borso. Non lontano potremo ammirare i cortili rinascimentali di Palazzo di Renata di Francia, così denominato perché vi abitò per un certo periodo la duchessa moglie dei Ercole II e figlia del re di Francia Luigi XII (oggi sede del Rettorato dell’Università di Ferrara) e di fronte Casa Romei, abitazione quattrocentesca del mercante Giovanni Romei, caratterizzata da elementi gotici e rinascimentali. Sul nostro percorso vedremo anche l’armoniosa facciata della Chiesa di San Francesco, altra realizzazione di Biagio Rossetti, costruita su una precedente fondazione francescana, le cui volute laterali ricordano quelle di Santa Maria Novella, a Firenze. Dello stesso architetto è la spaziosa e alberata Piazza Ariostea, uno dei fulcri dell’Addizione Erculea, su cui si affacciano due palazzi rinascimentali porticati: Palazzo Bevilacqua-Mazzucchi e Palazzo Rondinelli. Dal 1933, ogni anno, l’ultima domenica di maggio, qui si svolge il Palio, le cui origini risalgono alla metà del Duecento. Costeggiando il cinquecentesco Palazzo Massari, passeremo per la Certosa, l’ex monastero certosino (1461) realizzato per volere di Borso, dal 1813 cimitero monumentale della città, prima di raggiungere corso Ercole I dEste, l’arteria principale dell’Addizione Erculea, che collega il castello all’antica porta degli Angeli. Punto nodale del corso è il Quadrivio degli Angeli, perfetta scenografia architettonica costituita da Palazzo Prosperi-Sacrati, Palazzo Turchi di Bagno e il celebre Palazzo dei Diamanti. Ricoperto da più di ottomila blocchi di marmo tagliati a forma di punta di diamante (per celebrare il duca Ercole I, il cui stemma era appunto questa pietra preziosa), è progettato da Biagio Rossetti per Sigismondo d’Este, fratello di Ercole I. Nel 1836 il palazzo diventa sede della Pinacoteca Comunale (poi Nazionale a partire dal 1858), che ospita dipinti di area ferrarese dal Duecento al Settecento. Una passeggiata lungo le Mura degli Angeli, parte settentrionale delle fortificazioni, erette fra il 1493 e il 1505 a seguito dell’ampliamento rossettiano, concluderà la nostra visita della città estense.

ABBAZIA DI POMPOSA
Non lontano dalle Valli di Comacchio, il complesso monastico risale al VI e VII secolo, epoca in cui una comunità benedettina si insedia in un’isola boscosa circondata da due rami del Po. Tuttavia il periodo di maggior splendore inizia dopo il Mille, con l’abate Guido Strambiati. Nella Chiesa di Santa Maria, pregevole esempio di architettura romanica padana, potremo ammirare un ciclo di affreschi di ispirazione giottesca e lo splendido pavimento in mosaico risalente ai secoli VI-XII.

RAVENNA
E’unica in Occidente per il suo ricco patrimonio di chiese paleocristiane e di mosaici del V e del VI secolo, che ci permettono di seguire il processo di affermazione dell’iconografia cristiana e la graduale adesione ai modelli stilistici provenienti da Costantinopoli.

Cominceremo dalla Basilica di SantApollinare in Classe. A cinque chilometri dalla città, la chiesa è costruita verso la metà del VI secolo e dedicata al primo vescovo di Ravenna. I mosaici dell’abside sono una straordinaria espressione della simbolizzazione di matrice bizantina. Pregevoli anche i sarcofagi  e le colonne in marmo greco. Al bagliore di queste meraviglie seguirà la possente mole del Mausoleo di Teodorico, fatto innalzare nel 520 dal re ostrogoto. In pietra bianca d’Istria, il mausoleo si sviluppa su due livelli a forma di decagono ed è ricoperto da un eccezionale tetto costituito da un enorme monolite. Nel centro cittadino continueremo con due perle dell’arte musiva ravennate: la Basilica di San Vitale, voluta dall’imperatore Giustiniano e eretta nella prima metà del VI secolo e il Mausoleo di Galla Placidia, dell’inizio del V secolo, fatto costruire dalla stessa Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio I. Se i mosaici della basilica riassumono la raffinatezza e la ieraticità tipiche dell’estetica bizantina, in quelli del mausoleo persiste ancora una certa plasticità delle forme, anche se gli elementi naturalistici sono già utilizzati nel loro significato simbolico. A seguire il Battistero degli Ariani, della fine del V secolo, fatto erigere da Teodorico il Grande, per il culto ariano, all’epoca religione ufficiale della corte ostrogota. A pianta ottagonale, possiede un bel mosaico che decora la cupola. Dopo aver ammirato il portale trecentesco riccamente decorato della vicina Basilica di San Giovanni Evangelista, costruita nella prima metà del V secolo, per volere di Galla Placidia, e riportata alle sue forme originali negli anni Cinquanta-Sessanta, dopo essere stata gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, raggiungeremo la Basilica di SantApollinare Nuovo. Realizzata anch’essa, come il Battistero degli Ariani, alla fine del V secolo per il medesimo culto, la basilica viene convertita al cattolicesimo alla metà del VI secolo, con l’arrivo dei Bizantini. Di questi due periodi sono testimoni evidenti i mosaici che ricoprono le sue pareti: i più antichi legati alla religione ariana e i più recenti a quella cattolica. Dopo una visita alla suggestiva Basilica di San Francesco, edificata nel X secolo su una precedente chiesa del V secolo e più volte trasformata, vedremo il Battistero Neoniano, (dal nome del vescovo Neone che ne fece continuare la costruzione iniziata dal suo predecessore, il vescovo Orso). Fra gli edifici più antichi della città (risale alla fine del IV secolo), il battistero è interamente ricoperto da mosaici del V secolo. Concluderemo il nostro percorso con la Cappella Arcivescovile. Realizzata fra il 494 e il 519, all’interno del Palazzo Arcivescovile, come oratorio riservato ai vescovi cattolici, durante il regno di Teodorico, possiede una decorazione musiva il cui programma iconografico è volto a glorificare la figura di Cristo in chiave antiariana.

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Siete un gruppo di amici e desiderate conoscere questa magnifica regione in modo diverso da solito ? Vi proponiamo una soluzione unica, un'accompagnatrice culturale a vostra disposizione, profonda conoscitrice delle zone che vi accompagnerà a scoprire gli aspetti culturali, culinari e artistici della regione. La soluzione di viaggio richiede la partecipazione di almeno otto, dieci partecipanti per avere un prezzo corretto.

Da Ferrara, corte rinascimentale fra le più raffinate d’Italia e d’Europa, che nel corso del Quattrocento e del  Cinquecento darà vita a un importante centro artistico e culturale, ospitando personalità di fama internazionale grazie al mecenatismo degli Estensi…
All’incantevole Abbazia romanica di Pomposa, che ci farà immergere in un misterioso e segreto Medio Evo. E infine Ravenna, con i suoi straordinari mosaici, testimoni di antichi splendori, che ci riporteranno all’epoca in cui la città fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente, del Regno Ostrogoto e dell’Esarcato Bizantino.
Un lungo viaggio nel tempo, insomma, attraverso l’arte, la storia e le atmosfere rarefatte di due piccole, ma grandi città del Delta padano.

 

CIRCUITO IN BREVE
Ferrara (Centro storico, Castello Estense, Cattedrale di San Giorgio, Museo della Cattedrale, via delle Volte, Palazzo Paradiso, Monastero di Sant’Antonio in Polesine, Museo Archeologico Nazionale, Palazzo Schifanoia, Casa Romei, Palazzo di Renata di Francia, Chiesa di San Francesco, Piazza Ariostea, Corso Ercole I d’Este, Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti, passeggiata lungo le Mura degli Angeli). Abbazia di Pomposa (visita del complesso monastico), Ravenna (Basilica di Sant’Apollinare in Classe, Mausoleo di Teodorico. Centro storico: Basilica di San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia, Battistero degli Ariani, Basilica di San Giovanni Evangelista, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Basilica di San Francesco, Battistero Neoniano, Cappella Arcivescovile). 

{C}


QUANDO
Tutto l'anno


COME
- In piccoli gruppi : min. 12 – max. 20 persone.
Con accompagnatore culturale per tutta la durata del soggiorno.
- Con guida locale.


ITINERARIO

FERRARA
Durante  la Signoria degli Estensi, che la governeranno per oltre tre secoli, Ferrara si arricchisce di un importante patrimonio artistico e architettonico, mentre sul piano urbanistico sarà la prima in Europa ad applicare verso la fine del Quattrocento i criteri della città ideale sulla base di un vero e proprio piano regolatore, con la costruzione della cosiddetta Addizione Erculea. Questo nuovo impianto urbanistico, voluto dal duca Ercole I d’Este e realizzato dall’architetto di corte Biagio Rossetti, si svilupperà accanto al nucleo storico, ampliandone i confini medievali.
Inizieremo la scoperta della città dal cuore del suo centro storico, con il Castello Estense. Monumento simbolo di Ferrara, in laterizio rosso circondato da un fossato, fatto costruire da Niccolò II come struttura difensiva, viene eretto a partire dal 1385 sotto la direzione dell’architetto Bartolino da Novara. Diventerà residenza ducale soltanto nel 1476, durante il governo del duca Ercole I.
La visita delle sue sale permette di ripercorrere la storia della città, del suo territorio e della famiglia d’Este. 

Un ponte sospeso su cinque archi lo collega al Palazzo Municipale, residenza della corte Estense prima del suo trasferimento nel castello. Risalente alla metà del Duecento, il palazzo subisce diverse trasformazioni nel corso del XV e del XVIII secolo. La parte di fronte alla cattedrale è stata rifatta in stile neogotico tra il 1924 e il 1928. Consacrata nel 1135, dopo il trasferimento dell’antica sede vescovile di borgo San Giorgio, la Cattedrale, con la sua bella facciata romanico-gotica, ricchissima di sculture, domina la piazza antistante. Lungo la fiancata sinistra si snoda la loggia dei mercanti che si affaccia sull’antica piazza delle Erbe, oggi piazza Trento e Trieste. Il possente campanile, quattrocentesco, è frutto di un progetto di Leon Battista Alberti. Alcune delle sue opere più pregevoli oggi sono visibili nel vicino Museo del Duomo, ospitato nell’ex complesso della chiesa di San Romano, a cui si accede da un piccolo  e suggestivo chiostro. Qui potremo ammirare il ciclo dei Mesi, insieme di rilievi trecenteschi, raffiguranti con grande realismo i lavori agricoli legati alle stagioni, realizzati dal cosiddetto Maestro dei Mesi, che decoravano l’antica porta dei Mesi della cattedrale, oggi chiusa; la Madonna della Melagrana, scolpita tra il 1403 e il 1408 da Jacopo della Quercia e le ante dell’organo dipinte da Cosmè Tura, uno dei massimi interpreti della pittura ferrarese quattrocentesca. Percorreremo poi via delle Volte, fra le più antiche e straordinarie arterie della città medievale, caratterizzata da numerosi archi e passaggi sospesi che la attraversano da un lato all’altro. Le strette vie dell’antico ghetto ebraico ci condurranno in seguito a Palazzo Paradiso. Costruito alla fine del XIV secolo e successivamente modificato, nel 1567 diventa sede dell’Università di Ferrara e dal 1753 ospita la Biblioteca comunale. Appartato e al di fuori dei percorsi turistici, il complesso di SantAntonio in Polesine, sede del primo monastero femminile della città (1258), viene fondato dal marchese Azzo VII, per la figlia Beatrice e le giovani che volevano seguire la regola benedettina, su un precedente monastero agostiniano risalente all’Alto Medio Evo. Le absidi della chiesa interna conservano una testimonianza di affreschi due-trecenteschi di scuola giottesca, di area emiliano-romagnola. A poche centinaia di metri incontreremo il maestoso Palazzo Costabili. Benché incompiuto, costituisce una delle maggiori realizzazioni dell’architetto Biagio Rossetti (1495-1504). Progettato per Antonio Costabili, ambasciatore degli Sforza presso la corte Estense, ci introduce nelle sue sale attraverso uno scenografico cortile d’onore. Questa teatralità prosegue all’interno, nella sala del Tesoro, il cui soffitto, decorato da Benvenuto Tisi da Garofalo tra il 1503 e il 1506, richiama quello della Camera degli Sposi del Mantegna, a Mantova. Dal 1935 il palazzo ospita il Museo Archeologico Nazionale, che riunisce importanti reperti greco-etruschi dell’antica città etrusca di Spina, fiorita fra il VI e il II sec. a. C. e riscoperta durante i lavori di bonifica nell’area delle Valli di Comacchio, negli anni Venti del Novecento. A seguire  Palazzo Schifanoia. Luogo di svago degli Estensi, della fine del XIV secolo e ingrandito nel XV, durante il governo di Borso d’Este, il palazzo è famoso per  gli affreschi quattrocenteschi, realizzati da diversi esponenti della cosiddetta Officina ferrarese, fra cui Francesco del Cossa e Ercole de’ Roberti che, nel Salone dei Mesi, celebrano il casato degli Estensi con riferimenti astrologici e mitologici. E’ un eccellente esempio di arte profana, nonché un manifesto politico del buon governo di Borso. Non lontano potremo ammirare i cortili rinascimentali di Palazzo di Renata di Francia, così denominato perché vi abitò per un certo periodo la duchessa moglie dei Ercole II e figlia del re di Francia Luigi XII (oggi sede del Rettorato dell’Università di Ferrara) e di fronte Casa Romei, abitazione quattrocentesca del mercante Giovanni Romei, caratterizzata da elementi gotici e rinascimentali. Sul nostro percorso vedremo anche l’armoniosa facciata della Chiesa di San Francesco, altra realizzazione di Biagio Rossetti, costruita su una precedente fondazione francescana, le cui volute laterali ricordano quelle di Santa Maria Novella, a Firenze. Dello stesso architetto è la spaziosa e alberata Piazza Ariostea, uno dei fulcri dell’Addizione Erculea, su cui si affacciano due palazzi rinascimentali porticati: Palazzo Bevilacqua-Mazzucchi e Palazzo Rondinelli. Dal 1933, ogni anno, l’ultima domenica di maggio, qui si svolge il Palio, le cui origini risalgono alla metà del Duecento. Costeggiando il cinquecentesco Palazzo Massari, passeremo per la Certosa, l’ex monastero certosino (1461) realizzato per volere di Borso, dal 1813 cimitero monumentale della città, prima di raggiungere corso Ercole I dEste, l’arteria principale dell’Addizione Erculea, che collega il castello all’antica porta degli Angeli. Punto nodale del corso è il Quadrivio degli Angeli, perfetta scenografia architettonica costituita da Palazzo Prosperi-Sacrati, Palazzo Turchi di Bagno e il celebre Palazzo dei Diamanti. Ricoperto da più di ottomila blocchi di marmo tagliati a forma di punta di diamante (per celebrare il duca Ercole I, il cui stemma era appunto questa pietra preziosa), è progettato da Biagio Rossetti per Sigismondo d’Este, fratello di Ercole I. Nel 1836 il palazzo diventa sede della Pinacoteca Comunale (poi Nazionale a partire dal 1858), che ospita dipinti di area ferrarese dal Duecento al Settecento. Una passeggiata lungo le Mura degli Angeli, parte settentrionale delle fortificazioni, erette fra il 1493 e il 1505 a seguito dell’ampliamento rossettiano, concluderà la nostra visita della città estense.

ABBAZIA DI POMPOSA
Non lontano dalle Valli di Comacchio, il complesso monastico risale al VI e VII secolo, epoca in cui una comunità benedettina si insedia in un’isola boscosa circondata da due rami del Po. Tuttavia il periodo di maggior splendore inizia dopo il Mille, con l’abate Guido Strambiati. Nella Chiesa di Santa Maria, pregevole esempio di architettura romanica padana, potremo ammirare un ciclo di affreschi di ispirazione giottesca e lo splendido pavimento in mosaico risalente ai secoli VI-XII.

RAVENNA
E’unica in Occidente per il suo ricco patrimonio di chiese paleocristiane e di mosaici del V e del VI secolo, che ci permettono di seguire il processo di affermazione dell’iconografia cristiana e la graduale adesione ai modelli stilistici provenienti da Costantinopoli.

Cominceremo dalla Basilica di SantApollinare in Classe. A cinque chilometri dalla città, la chiesa è costruita verso la metà del VI secolo e dedicata al primo vescovo di Ravenna. I mosaici dell’abside sono una straordinaria espressione della simbolizzazione di matrice bizantina. Pregevoli anche i sarcofagi  e le colonne in marmo greco. Al bagliore di queste meraviglie seguirà la possente mole del Mausoleo di Teodorico, fatto innalzare nel 520 dal re ostrogoto. In pietra bianca d’Istria, il mausoleo si sviluppa su due livelli a forma di decagono ed è ricoperto da un eccezionale tetto costituito da un enorme monolite. Nel centro cittadino continueremo con due perle dell’arte musiva ravennate: la Basilica di San Vitale, voluta dall’imperatore Giustiniano e eretta nella prima metà del VI secolo e il Mausoleo di Galla Placidia, dell’inizio del V secolo, fatto costruire dalla stessa Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio I. Se i mosaici della basilica riassumono la raffinatezza e la ieraticità tipiche dell’estetica bizantina, in quelli del mausoleo persiste ancora una certa plasticità delle forme, anche se gli elementi naturalistici sono già utilizzati nel loro significato simbolico. A seguire il Battistero degli Ariani, della fine del V secolo, fatto erigere da Teodorico il Grande, per il culto ariano, all’epoca religione ufficiale della corte ostrogota. A pianta ottagonale, possiede un bel mosaico che decora la cupola. Dopo aver ammirato il portale trecentesco riccamente decorato della vicina Basilica di San Giovanni Evangelista, costruita nella prima metà del V secolo, per volere di Galla Placidia, e riportata alle sue forme originali negli anni Cinquanta-Sessanta, dopo essere stata gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, raggiungeremo la Basilica di SantApollinare Nuovo. Realizzata anch’essa, come il Battistero degli Ariani, alla fine del V secolo per il medesimo culto, la basilica viene convertita al cattolicesimo alla metà del VI secolo, con l’arrivo dei Bizantini. Di questi due periodi sono testimoni evidenti i mosaici che ricoprono le sue pareti: i più antichi legati alla religione ariana e i più recenti a quella cattolica. Dopo una visita alla suggestiva Basilica di San Francesco, edificata nel X secolo su una precedente chiesa del V secolo e più volte trasformata, vedremo il Battistero Neoniano, (dal nome del vescovo Neone che ne fece continuare la costruzione iniziata dal suo predecessore, il vescovo Orso). Fra gli edifici più antichi della città (risale alla fine del IV secolo), il battistero è interamente ricoperto da mosaici del V secolo. Concluderemo il nostro percorso con la Cappella Arcivescovile. Realizzata fra il 494 e il 519, all’interno del Palazzo Arcivescovile, come oratorio riservato ai vescovi cattolici, durante il regno di Teodorico, possiede una decorazione musiva il cui programma iconografico è volto a glorificare la figura di Cristo in chiave antiariana.

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