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ETIOPIA: Popoli: i Karo
Pillole di viaggio
14 Febbraio 2014
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I Karo sono un etnia con una popolazione stimata tra i 1000 e 3000 componenti. Sono strettamenti imparentati coi Kwegu. Vivono sulle coste orientali del fiume Omo nell'Etiopia Meridionale e praticano coltivazioni che sfruttano il ritiro delle piene del fiume. I maggiori prodotti agricoli sono sorgo, mais e fagioli. Tengono poco bestiame, perché è zona infestata dalla mosca tsetse, si dedicano anche alla pesca nel fiume Omo con metodi piuttosto semplici (una pallina di riso su un'amo attaccato ad un filo) e all'apicoltura.

 

Capanna Karo - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Parlano una lingua omotica con molte similutudini con quelle parlate dai vicini Hamer e Bana. Altri popoli confinanti sono i Bashada, i Mursi e i Nyangatom, loro storici nemici che occupano l'altra riva del fiume. Sono suddivisi in 3 villaggi: Duss (il più grande), Korcho e Labuk, abitati da circa un centinaio di persone ciascuno. Secondo quanto dettomi dalla guida, i Karo hanno scelto di concentrasi in pochi villaggi a scopi difensivi e non prestano particolare attenzione ad evitare la consanguineità nei matrimoni, preferendo mantenere il poco e prezioso bestiame che andrebbe pagato per la dote tra parenti. Un uomo può avere quante mogli desidera, purché sia in grado di mantenerle, raramente si superano le due o tre mogli.

 

Giovane Karo davanti alla capanna

Giovane Karo davanti alla capanna - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

I Karo sono famosi soprattutto per le splendide decorazioni sul volto e sul corpo che operano con scarificazioni e col body painting, effettuato con gesso bianco ottenuto localmente, in preparazione alle cerimonie. Il gesso viene mescolato con roccie ocra, mirenali ferrosi rossi o carbone di legna per ottenere i colori desiderati, come praticato anche da altri popoli della valle dell'Omo, spesso imitando il piumaggio delle faraone selvatiche. A volte si dipingono unicamente il volto e, come altri popoli, si decorano il capo con dell'argilla che sostiene delle piume di uccello. Per proteggere tali delicate acconciature vengono utilizzati dei poggiatesta, che servono anche da sgabello. Sempre l'argilla rossa, mescolata con burro e grasso, viene utilizzata sui capelli dalle donne: i capelli sono di norma piuttosto corti e l'effetto non è quello delle trecce lisce come per le Hamer, ma piuttosto di palline, al punto che la loro capigliatura viene definita a "grappolo di chicchi di caffè". Gli abiti vengono ricavati dalla pelle del bestiame. Le donne usano scarificarsi sul seno per bellezza, mentre di solito per gli uomini tali cicatrici rappresentano un atto coraggioso come l'uccisione di un nemico o di un animale pericoloso, cosa che può essere rappresentata anche da acconciature in argilla grigia e ocra, come fanno pure gli Hamer. Le scarificazioni vengono effettuate con coltelli o lamette e poi cosparse di cenere per far sì che la cicatrice risulti più marcata.

 

Due giovani davanti ad un

Due giovani davanti ad un'ansa del fiume Omo - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Gli uomini adorano riposare sotto alla chifo, la casa degli uomini. Alla fine del raccolto e quando ci sono le cerimonie di iniziazione e di matrimonio, i Karo si uniscono per festeggiamenti a bese di danze e birra locale. In queste occasioni si possono tenere delle cerimonie di salto del toro, come per gli Hamer, eseguita la quale con successo spesso di pongono le basi per un matrimonio imminente.

 

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ROBERTO (Collaboratore)

Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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