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MAROCCO: Marocco: Fes, Meknes e il Medio Atlante
Diari di Viaggio
02 Ottobre 2012

 

L’inizio di questo viaggio è anticipato dai primi tumulti in Nord Africa. Le manifestazioni si susseguono in Tunisia e Algeria. Gli albori della primavera Araba che di lì a pochi mesi esploderà in tutta la sua irruenza.

 

Non ho mai avuto problemi con gli aerei. Anzi, credo di poter dire che volare mi piaccia molto. O forse mi piace l’idea a cui l’associo, l’inizio di un viaggio. Il volo della Ryanair che collega Orio al Serio a Fes  è affollato. Io e Giulia troviamo posto in fondo, sediamo in penultima fila. La scortesia del personale di terra non ha aiutato a metterci di buon umore. Il fatto che una compagnia sia low-cost non dovrebbe autorizzare certe scene per una borsetta di troppo. Noi abbiamo superato tutti i controlli senza problemi ma per le famiglie numerose è stato un calvario. La maggior parte dei passeggeri che sta finendo di sistemare i propri bagagli negli appositi scompartimenti ed ovunque sia rimasto posto sono marocchini. Si respira aria di festa. Sono marocchini anche i tre uomini che occupano l’ultima fila proprio dietro i nostri schienali. Allegri e chiassosi chiamano uno dei giovani steward. Prima ancora di decollare gli allungano 50 euro: «Portaci della birra. Alla fine facciamo i conti e ci dai il resto». Ne vedremo delle belle. Arriviamo puntuali nei cieli di Fes. I tre bevitori ormai cantano sguaiati, ebbri e felici come sono. L’odore di birra comincia ad essere fastidioso ma forse i tre tornano a casa dopo tanto tempo e hanno solo voglia di festeggiare. Certo è che lo steward ha la spina dorsale di un lombrico e in nessun modo tenta di rallentarne l’ubriacatura. Il capitano avvisa che durante la fase di atterraggio balleremo un po’ a causa di un forte vento. Un eufemismo a dir poco. Non ricordo di aver mai ballato tanto su un volo di linea prima d’ora. Mentre il vento ci sballottola a destra e a manca i tre urlano e ridono come fossero alle giostre. Qualcuno più avanti non ha lo stomaco altrettanto forte. Un uomo si alza violando il segnale di mantenere le cinture allacciate, cerca di raggiungere il bagno. Il solito steward gli urla istericamente di tornare al suo posto. Detto fatto: si siede e vomita con la testa rivolta verso il corridoio. Well done. Nessuno del personale si disturba a dare un pulita, così il puzzo si sparge presto per l’intera cabina. Qualcuno prega. Non esageriamo è solo un po’ di vento. Dopo cinque minuti tocchiamo terra. Applauso fragoroso. Tutto a posto. All’ultimo secondo il bimbo che siede davanti a noi cede. Un vomitino candido di latte parzialmente digerito si riversa sul sedile e sui nostri zaini. Benvenuti in Marocco, questi sono tutti buoni auspici.

 

Folla di fedeli musulmani

Folla di fedeli musulmani

 

FES

Le migliori soluzioni per alloggiare a Fes sono sicuramente i riad e i dar. Con questi due termini si indicano le antiche case, in genere ristrutturate, che si trovano spesso entro le mura della medina (la città vecchia). I riad si distinguono per la presenza di un cortile interno, sono in genere più grandi e più lussuose dei dar. Partendo dal presupposto che volevano alloggiare il più vicino possibile al cuore della medina, dopo varie ricerche abbiamo optato per il Dar Sienna che offriva un ottimo rapporto qualità prezzo.  Con una spesa accettabile il dar ti organizza il “pick-up” all’aeroporto. L’autista ci lascia ad uno degli  ingressi della città vecchia. All’interno infatti non possono circolare le auto, non si tratta di un divieto ma di un’impossibilità fisica dato che la strada più grande è larga si e no due metri e mezzo e affollata di bancarelle. Mohamed ci stava aspettando. E’ un ragazzo giovane, carnagione olivastra e occhi azzurri. Senza una guida sarebbe impossibile orientarsi al primo colpo tra i vicoli della medina. Mohamed parla un discreto inglese e cerca di farci notare tutti i punti chiave della medina per aiutarci a memorizzare la strada. Una fontana, delle bancarelle in legno, l'ingresso della moschea. Questi diventeranno i nostri punti di riferimento durante l'intero soggiorno. L’impatto con il Marocco e con Fes è di quelli che lasciano il segno. Come la prima volta lontani da casa, la prima volta nella foresta, la prima volta in Africa. La medina ha un sapore quasi medioevale ed un fascino che rapisce. In questi giorni si festeggia il l'anniversario della nascita del profeta. Davanti alla moschea una via vai incessante di fedeli.

 

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Fin da bambino la curiosità di Pier lo porta a cercare la sua strada, operazione ancora in corso, nelle maniere più anticonvenzionali. Il viaggio, poi la fotografia, e poi ancora la scrittura si sono rivelati nel tempo strumenti inconsueti ma efficaci per fornirgli quegli stimoli a guardarsi attorno, e dentro, che necessita come l’aria per respirare.

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