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ETIOPIA: Il Salto del toro e il frustamento delle donne
Pillole di viaggio
02 Agosto 2012

 

Il salto del toro è un rito di passaggio per gli uomini Hamer. Prima dell’evento al giovane viene consegnata una striscia di corteccia con un numero di nodi pari a quelli dei giorni che mancano alla celebrazione del rito. Egli ne taglia uno ogni giorno, preparandosi psicologicamente all’evento. Nel frattempo potrà dedicarsi ai festeggiamenti, soprattutto a base di birra di sorgo. L'iniziando effettua il rito completamente nudo a simboleggiare la sua rinascita a seguito del passaggio. Il giorno della cerimonia il giovane viene parzialmente rasato, gli altri capelli lasciati liberi e non legati nelle solite treccine (al punto che lo si riconosce dagli altri proprio dall’inconsueta pettinatura cotonata), sfregato con la sabbia per essere purificato e poi splamato di letame per dargli forza. Incrociate sul petto porta due striscie di corteccia che gli danno protezione spirituale. L'iniziando deve "saltare" sopra un gruppo di tori, tenuti fermi da altri che hanno superato da poco la stessa prova, quattro volte. In realtà più che altro vi cammina velocemente sopra, poggiando i piedi sulle schiene degli animali che non sono tori, ma buoi o vacche (e quindi meno pericolosi) che rappresentano le donne e i bambini della suo popolo. Si dice che dovrebbero essere circa 15 gli animali che costituiscono questa traballante passerella, ma nel salto a cui ho assistito erano solo 6 e non cosparsi di sterco, come a volte si fa per rendere l’operazione più difficile. La caduta, tutt’altro che improbabile, è un’onta (e quello che ho visto io ci è andato parecchio vicino un paio di volte) ma si può sempre riprovare, fino al successo. Può essere aiutato solo nel caso in cui sia cieco o storpio (che quindi non valgono come motivo per evitare la prova).

 

Gli effetti delle frustate

Gli effetti delle frustate - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Al compimento del rito, il giovane viene benedetto e quindi assume la condizione di maza, si rasa completamente e va ad abitare fuori dal villaggio assieme agli altri giovani col suo stesso status. Da questo momento può scegliere una sposa, anzi più correttamente può accettare la sposa scelta per lui dai suoi genitori (rigorosamente proveniente da un altro villaggio per evitare problemi di consanguineità), possedere bestiame, avere figli o anche più semplicemente costruirsi la propria capanna, sempre al di fuori del villaggio natìo. Fintanto che è in questa condizione può flirtare liberamente e spostarsi di villaggio in villaggio per prendere parti ai riti di passaggio di altri giovani, il tutto a spese del villaggio ospitante. Di solito questo stato non perdura che per pochi mesi, tre o quattro circa. Al termine della cerimonia di solito si tengono delle danze (alle quali i turisti non sono ammessi) durante le quali i maza vengono invitati, con un calcio ad una gamba, a ballare con la ragazza che l’ha invitato così dolcemente a ballare.

 

L’epoca della cerimonia viene stabilito dalla famiglia del ragazzo, di norma in un periodo non dedicato al raccolto. Prima del salto vero e proprio, si tiene il frustamento delle donne. Quest'ultima cruenta ma spettacolare pratica non è, come si potrebbe pensare, una tortura inflitta alle ragazze, di solito parenti dell'iniziando. Basta assistervi per rendersi conto che sono proprio le ragazze ad incitare i giovani maza (che vivono insieme fuori dal villaggio e nel momento topico passano da una cerimonia all’altra) a colpirle sulla schiena nuda con dei rudimentali frustini ottenuti da piccoli e flessuosi rami. Le ragazze si dimostrano indifferenti al dolore e vanno in giro a cercare loro coetanee da coinvolgere nel rito (le ragazze troppo giovani vengono risparmiate, anzi dissuase). Il risultato è una serie di profonde ferite sanguinanti che lasceranno indelebili e vistose cicatrici. Una donna Hamer non si sentirebbe tale senza questo visibile sfoggio di attaccamento al clan e rispetto delle usanze tradizionali. Queste cicatrici contribuiscono a consolidare un forte legame tra fratelli e parenti, diventando in pratica delle "cambiali", delle prove inconfutabili dell'affetto dimostrato verso il consanguineo: costui sarà poi socialmente obbligato a venire in soccorso alla parente eventualmente caduta in disgrazia.

 

Preparazione per la cerimonia del salto del toro

Preparazione per la cerimonia del salto del toro - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Fin qui la parte “bella”. In realtà percuotere le mogli è una pratica assai diffusa tra gli Hamer, e generalmente il marito che colpisce la moglie non ne spiega i motivi. Per fortuna è quasi più un ammonimento che una vera punizione corporale: se si dovesse passare il segno sarebbe i vicini a primi ad intervenire e di norma non viene più praticata dopo i primi due o tre figli.

 

Le cose stanno cambiando, con il crescere dei contatti con la società esterna. Mentre molti Hamer vanno in città solo per vendere i propri prodotti, alcuni stanno assimilando concetti e mentalità non tradizionali e quindi è in aumento il numero di ragazze che rifiutano di partecipare al rito del frustamento. Dall’altra parte la cerimonia del salto del toro attira viaggiatori e quindi porta soldi, aiutando a mantenere vive certe tradizioni dei quali gli Hamer sono orgogliosi.

 

Il salto del toro

Il salto del toro - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Mingi Un altro aspetto da considerare nella cultura Hamer è il concetto pre-islamico di mingi, ovvero mancanza di purezza. Una persona affetta da questa mancanza, spesso ahimé un bambino, veniva nei fatti lasciata morire facendola allontanare dal villaggio e lasciandola sola nella foresta quando non proprio annegata nel fiume. Le ragioni di questa mancanza di purezza potevano essere la nascita al di fuori del matrimonio o un parto gemellare. Molto importante, a questi fini, è anche la crescita dei denti: se i canini superiori crescono prima di quelli inferiori o la scheggiatura di un dente possono essere motivo per essere considerati mingi.

 



Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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