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ETIOPIA: Popoli: Daasanach
Pillole di viaggio
28 Maggio 2012
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Conosciuti anche come Daasanech, Dama, Dasenech, Dathanaic, Dathanaik, Dathanik, Gallab, Galuba, Gelab, Geleb, Geleba, Gelebinya, Gelubba, Gheleba, Marille, Merile, Merille, Morille, Reshiat, Shangilla.

 

I Daasanach sono un gruppo etnico presente in Etiopia, Kenya e Sudan. La loro terra di origine è in Etiopia, nella terra che circonda il lato settentrionale del lago Turkana: sono, di fatto, l'etnia che vive più a sud nel paese. Secondo il censimento del 2007 sono 48.067 (pari allo 0,07% della popolazione etiope), di cui 1481 vivono in città. Tradizionalmente sono dediti alla pastorizia, ma ultimamente sono diventati anche agricoltori. Negli ultimi 50 anni circa hanno perso gran parte delle loro terre, principalmente a causa del fatto che sono stati esclusi dalle loro terre in Kenya (su entrambi i lati del lago Turkana) e dal triangolo di Ilemi, in Sudan. Questo ha portato a una notevole diminuzione del numero di capi di bestiame, capre e pecore. Conseguentemente si sono spostati in zone più vicine al fiume Omo, dove cercano di coltivare raccolti. Ma lungo il fiume ci sono delle malattie (come ad esempio il tsetse trasmesso dalle mosche e che è cresciuto di pari passo con lo sviluppo delle foreste), cicliche inondazioni e terreni più aridi, nonostane la vicinanza del fiume, di quelli più settentrionali occupati da altri popoli. Come molti popoli dediti alla pastorizia in questa regione del continente africano, i Daasanach sono una società altamente egalitaria, con un sistema sociale di classi e discendenze che instaurano forti legami reciproci. Il Daasanach è una lingua cuscitica, notevole per il suo gran numero di classi di sostantivi, verbi irregolari e di consonanti implosive (come la D di Daasanach, a volte scritta 'D). Non è obbligatorio essere di sangue Daasanach per essere considerati uno di loro, basta essere circoncisi per essere accettati nei loro villaggi. Grazie a ciò molti non Daasanach si sono uniti a loro. Sono divisi in otto clan, i più importanti dei quali sono i Galbur, i Turat e i Turnyerim.

 

Giovane donna

Giovane donna - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

I Daasanach sono dediti principalmente a pastorizia e agricoltura; coltivano sorgo, granturco, zucche e piselli quando l'Omo e il suo delta ricevono le piene. Altrimenti sfruttano capre e mucche per ottenere latte e che vengono macellate durante la stagione secca per la carne e per le pelli, oltre che per le doti da pagare alla famiglia della sposa. Il sorgo viene cotto con acqua fino a farne un porridge da mangiare con lo stufato. Il granturco di solito viene arrostito e dal sorgo fermentato si ricava la birra. Tengono il loro bestiame in capanne a forma di abitazione ottenute con rami e coperte con pelli e tessono contenitori (usati per trasportare i propri beni sulle schiene degli asini quando migrano). Sono le donne a costruire e smontare le capanne, a forma di basse cupole. Ricoperte di fronde o, talvolta, di lamiere, hanno un focolare al centro e il pavimento è coperto da stuoie per dormire. La prima parte ad essere costruita è il "magazzino", una specie di scatola di cuoio dove vengono tenuti tabacco, caffè e altro, attorno al quale si erige l'abitazione. Sono capanne ben ventilate, visto che d'estate la temperatura supera spesso i 35°, che hanno un'entrata bassa e piuttosto scomoda, in modo che un nemico difficilmente potrebbe entrarvi senza essere sentito. Le donne di solito dormono sul lato destro della capanna.

 

Ragazzino

Ragazzino - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

I Dies, la classe più bassa, sono persone che hanno perso tutto il loro bestiame e quindi lo stile di vita tradizionale. Vivono sulle rive del lago Turkana cacciando i coccodrilli, a volte anche ippopotami, e pescando. Benché il loro status sia considerato inferiore a causa della mancanza di bestiame, i Dies sono considerati facenti parte dello stesso popolo e aiutano gli allevatori scambiando i loro prodotti in cambio di carne. Possono anche riguadagnare il loro status di Daasanach nel caso in cui riescano a tornare in possesso di bestiame: non si tratta di una condizione permanente e immodificabile. Hanno il vantaggio che le loro prede preferite, i coccodrilli, non risentono delle siccità che possono invece infierire sul bestiame. Questi animali, e basta una preda per ricavarne parecchio cibo, vengono cacciati di notte, su delle piroghe e con, l'ausilio di torce elettriche, arpionati. Una volta colpito dall'arpione viene poi finito a colpi di lancia e, una volta ormai innocuo, trasportato via sulla piroga.

 

Silhouttes sulle rive del Fiume Omo - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Le donne subiscono l'escissione verso i 10/12 anni e quelle che non l'hanno effettuata vengono considerate alla stregua di animali o maschi, non possono sposarsi o indossare abiti e i genitori non possono chiedere la dote per la loro mano: l'idea di fondo è che finché non viene asportato il clitoride non siano delle donne. L'escissione di norma viene praticata da un'anziana ad un gruppo di coetanee, mai da sole, di norma assistita dalle parenti delle iniziande. Durante questo rito le caviglie vengono legate con dei lacci e delle pelli messe tra le gambe, per evitare movimenti bruschi e alleviare il dolore. Quando il rituale è stato completato alle ragazze viene dato da bere del latte fermentato e una collana da parte della madre. Da quel momento in poi possono indossare una gonna di pelle pieghettata, collane e braccialetti, che stanno ad indicare il suo stato di adulta. Il matrimonio di solito avviene non molto dopo, di norma verso i 17 anni mentre gli uomini verso i 20 anni.

 

Anziana

Anziana - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

I ragazzi vengono circoncisi. Gli uomini indossano solo una stoffa a quadri attorno al torace. La cerimonia più importante nella vita di un uomo è il Dimi, durante la quale sua figlia viene benedetta per assicurargli fertilità e un futuro matrimonio. Dopo aver preso parte a questa cerimonia un uomo viene considerato un adulto a tutti gli effetti. In questa occasione una decina di capi di bestiame e una trentina di animali più piccoli vengono sacrificati sia per essere mangiati che per essere scambiati per ottenere il caffè necessario per i festeggiamenti. Uomini e donne indossano cappelli di pelliccia e danzano, mentre i capi villaggio benedicono la ragazza. Questa cerimonia viene tenuta durante la stagione secca, quando non ci sono raccolti, la produzione di latte è minore e la carne è una delle poche fonti di cibo.

 

Particolare degli orecchini e collane di una giovane donna

Particolare degli orecchini e collane di una giovane donna - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

La maggior parte dei turisti visita i villaggi nei pressi di Omorate, anche al di là del fiume Omo - cioè sulla riva occidentale - attraversabile in canoa. Io ho visitato un villaggio su quella che praticamente è un'isola formata dai due bracci in cui il fiume si separa prima di gettarsi nel lago Turkana, partendo da Omorate con una scassata barca, che difatti ha avuto più di un problema durante il viaggio. Il villaggio visitato, che secondo la nostra guida riceve massimo un paio di visite all'anno, era costituito da una manciata di capanne costruite con legname, lamiere e pelli, in alcuni casi ricoperte di foglie. Le donne, a seno nudo, portano diverse e variopinte collane di perline e orecchini e hanno i capelli raccolti in piccole trecce - non sciolte ma aderenti al cuoio capelluto - divise centralmente. Durante la mia visita non c'erano uomini al villaggio. I dintorni del villaggio, beneficiando della vicinanza dell'acqua e delle inondazioni del fiume, erano decisamente più verdi e coltivate dei dintorni, nettamente più aridi. Il lago Turkana, il più grande lago del mondo in un'area desertica, periodicamente si allarga e si restringe e a causa dei cambiamenti climatici, il conseguente innalzamento dell'evaporazione e la riduzione dell'apporto dei fiumi causa l'innalzamento di dighe, sta diventando sempre più alcalino, con prevedibili conseguenze nefaste sull'utilizzo delle sue acque.

 

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ROBERTO (Collaboratore)

Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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