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IRAN, LA FORZA DEL MITO E DEL FANGO

VOR-3957

IRAN, LA FORZA DEL MITO E DEL FANGO

Accompagnatore dall'Italia 13 giorni 4.050€ Richiedi un preventivo
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Ott
Nov
Dic
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02:08
+2 ore
nessuna obbligatoria
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PARTENZE Clicca sulla data di partenza per visualizzare l'itinerario con i giorni scelti

Un itinerario intenso e appassionato, ma senza fretta, che prevede anche ciò che più di ogni altro luogo trasforma l’Iran in Persia, Persepoli. Solo lei può fare di un arso pezzo di terra un mito. Ma, al contrario di altri posti mitici come Troia, qui puoi ancora toccare quel leone cattivo che abbiamo imparato a conoscere a scuola, che da duemilacinquecento anni non si decide a sbranare il toro. Incontriamo anche Shiraz, Isfahan, Yazd, Teheran, Pasargade, e ancora Kashan, e il granaio fortificato di Saryazd.

Inoltre, in questo itinerario, assieme alla dura indistruttibile pietra di Persepoli, toccheremo anche il fango fatto mattone e casa per uomini che solo così da millenni riescono a vivere in regioni tanto ostili. Ci introduciamo, infatti, nel Deserto del Lut per andare da Kerman all’oasi di Mahan, a Shahdad e visitare i kalut, i castelli di sabbia nel deserto.

Poi, nell’inospitale sud, entriamo a Bam che, assai lentamente, sta tornando a vivere grazie a quella materia che un terremoto ha ridotto in polvere, ma che impastata un’altra volta con l’acqua torna a elevarsi per diventare abitazione, mura, torri.

Gli itinerari Land Expeditions costituiscono il fiore all'occhiello dei viaggi National Geographic Expeditions". Scopri gli altri itinerari National Geographic Expeditions qui: https://www.pianetagaia.it/tipologia/156/national-geographic-expeditions

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Un itinerario intenso e appassionato, ma senza fretta, che prevede anche ciò che più di ogni altro luogo trasforma l’Iran in Persia, Persepoli. Solo lei può fare di un arso pezzo di terra un mito. Ma, al contrario di altri posti mitici come Troia, qui puoi ancora toccare quel leone cattivo che abbiamo imparato a conoscere a scuola, che da duemilacinquecento anni non si decide a sbranare il toro. Incontriamo anche Shiraz, Isfahan, Yazd, Teheran, Pasargade, e ancora Kashan, e il granaio fortificato di Saryazd.

Inoltre, in questo itinerario, assieme alla dura indistruttibile pietra di Persepoli, toccheremo anche il fango fatto mattone e casa per uomini che solo così da millenni riescono a vivere in regioni tanto ostili. Ci introduciamo, infatti, nel Deserto del Lut per andare da Kerman all’oasi di Mahan, a Shahdad e visitare i kalut, i castelli di sabbia nel deserto.

Poi, nell’inospitale sud, entriamo a Bam che, assai lentamente, sta tornando a vivere grazie a quella materia che un terremoto ha ridotto in polvere, ma che impastata un’altra volta con l’acqua torna a elevarsi per diventare abitazione, mura, torri.

Gli itinerari Land Expeditions costituiscono il fiore all'occhiello dei viaggi National Geographic Expeditions". Scopri gli altri itinerari National Geographic Expeditions qui: https://www.pianetagaia.it/tipologia/156/national-geographic-expeditions

Partenze disponibili dai principali aeroporti italiani

CITTÀHOTELNR. NOTTI
TeheranHotel Espinas1
KermanHotel Pars3
ShirazHotel Zandieh2
YazdHotel Arg e Jadid2
IsfahanHotel Abbasi2
TeheranHotel Ibis1

La categoria delle strutture alberghiere può essere personalizzata sulla base delle diverse esigenze

Quota Individuale di partecipazione in camera doppia

PARTENZA QUOTA NOTE
08-04-2019 4050.00€

Min 10, max 16 partecipanti

02-09-2019 4050.00€

Min 10, max 16 partecipanti

  • SUPPLEMENTO SINGOLA  € 890
  • TASSE AEROPORTUALI € 225
  • SUPPLEMENTO PARTENZA ALTRE CITTA' € 150
  • VISTO IRAN € 80
  • QUOTA DI GESTIONE PRATICA  € 80
  • RIDUZIONE TRIPLA -€ 55

La quota comprende

  • Voli Alitalia a/r Milano/Roma/Teheran in classe turistica.
  • Franchigia bagaglio kg 20 per persona più kg 5 per il bagaglio a mano.
  • Trasferimenti da/per gli aeroporti in Iran.
  • Pernottamenti in camera doppia in hotel 4/5* come da programma di viaggio o similari.
  • Trasporti interni con minibus o bus con aria condizionata, secondo il numero dei partecipanti.
  • Volo di linea interno da Teheran a Kerman.
  • Pensione completa.
  • Supplementi alta stagione dei voli e servizi a terra.
  • Visto d’ingresso: 80 Euro. Il visto si ottiene all’arrivo in aeroporto in Iran previo ottenimento in Italia del numero di autorizzazione ministeriale che vi sarà inviato con i documenti di viaggio.
  • Acqua a disposizione in pullman.
  • Visite ed escursioni come da programma dettagliato.
  • Guida locale parlante italiano se disponibile, altrimenti parlante inglese.
  • Assistenza per l’ottenimento in Italia del numero di autorizzazione per il rilascio del visto d’ingresso all’arrivo in Iran.
  • Accompagnatore Kel 12 dall’Italia al raggiungimento del numero minimo di partecipanti previsto.

La quota non comprende

  • Partenze da altre città e voli business: disponibilità e costi su richiesta.
  • Mance: si suggerisce un importo di circa 90 euro a persona da distribuire al personale che fornisce i vari servizi (guida, autisti, camerieri…).
  • Eventuali tasse d’imbarco estere in uscita dal Paese.
  • Tasse aeroportuali e fuel surcharge.
  • Bevande, spese extra, personali e tutto quanto non espressamente indicato nel programma e nel paragrafo “La quota comprende”.
  • In generale, compagnie aeree, enti, autorità locali e fornitori di servizi possono decidere, insindacabilmente, di aumentare o introdurre spese non segnalate in “la quota non comprende”. Pur non dipendendo dalla nostra volontà, ci scusiamo sin da ora nel caso ciò dovesse verificarsi.

PROGRAMMA

giorno 1

ITALIA / TEHERAN


Partenza da Milano Linate per Teheran via Roma. Disbrigo delle formalità di frontiera, accoglienza da parte del rappresentante del nostro corrispondente e trasferimento all’Hotel Espinas 5* o similare per il pernottamento.

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giorno 2

TEHERAN / KERMAN


Fino al XIII secolo la località in cui è oggi Teheran non ha grande spazio nella storia della regione. Comunemente era indicata come il “luogo dove gli uomini vivono nelle caverne”. Nella versione più gratificante era il “villaggio dei melograni”. Solo nel XVI secolo un re safavide decide che quell’ambiente naturale ben si presta a ospitare una città da ammirare e la arricchisce di giardini, caravanserragli, mura e torrioni. All’inizio del ‘900 è una delle più popolose al mondo. Oggi, molta parte del suo territorio urbano non mostra attrattive di particolare interesse.

Nella capitale visiteremo Il Museo Nazionale e il Palazzo Golestan, perché ne rappresentano le specificità più significative. Il Museo Nazionale è una sintetica e utile introduzione alla conoscenza storica del Paese che attraverseremo. Vi si trovano ceramiche, terrecotte, sculture, incisioni, vasi zoomorfi, capitelli a forma di teste umane e tori, fregi, bronzi e l’uomo del sale. Il Palazzo Golestan che può essere fatto risalire alla metà del XIX secolo con interventi iniziali del ’700, è inserito tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO. 


Alle 18 (orario soggetto a riconferma) volo di linea per Kerman dove si giunge dopo circa un’ora e mezza. All’arrivo, trasferimento in hotel per la cena e il pernottamento.  

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giorno 3

KERMAN / SHAHDAD


Kerman sarà la base da cui partiremo per le escursioni nei due giorni successivi prima di riprendere la strada verso il nord. Il paesaggio aspro fatto di catene montuose, deserti, oasi, attraversato da antiche vie carovaniere, è terra di piccoli insediamenti dove impera il fango. Qui si mescolano uomini e costumi che fondono culture iraniane e pakistane. Il clima è tipico delle zone desertiche e semidesertiche con territori aridi resi vivibili dalla tradizionale capacità di ingegneria idraulica dei persiani. L’altitudine, Kerman si trova a più di 1700 m slm, contribuisce a mitigare la calura specie di sera.

La città, che ha ancora un cuore in mattoni di fango e un bazar, è animata da facce che denotano mescolanze dovute al ruolo di snodo commerciale svolto verso l’India e le altre regioni orientali. Forse può essere fatta risalire al III secolo d.C. e da sempre la sua vocazione è legata al commercio anche se, quando nel XVI secolo le rotte terrestri sono sostituite in gran parte da quelle marittime, ha dovuto riconvertirsi dedicandosi alla produzione di tappeti.

Dedichiamo la giornata a un’escursione nel Dasht-e Lut, il più meridionale e più caldo dei due grandi deserti iraniani (l’altro è il Dasht-e-Kavir). Situato tra rilievi poco frequentati dalle piogge e sottoposti a un'evaporazione più forte del secondo, è privo di vegetazione e quasi completamente disabitato.

Da Kerman, passando per Syrch, arriviamo in un’ora e mezza a Shahdad, antico insediamento posto ai margini del deserto del Lut. Proseguiamo verso nord utilizzando una remota strada che ha il fascino di condurre, parrebbe, verso il nulla, sino all’area dei Kaluts. Secondo l’ora di rientro a Kerman si potrà avere un primo approccio e passeggiare nella zona più antica della città.

Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in hotel.

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giorno 4

KERMAN / MAHAN / BAM


Partiamo da Kerman per la visita di Bam, cittadella fortificata costruita in terra cruda. È distante poco meno di 200 chilometri e costituisce il punto più a sud del nostro itinerario in Iran. Lo sviluppo urbano in epoca remota si deve alla sua localizzazione lungo la via che collegava l'Iran centrale con le province orientali, che arrivava sino in Afghanistan e Pakistan. Bam visse il suo periodo aureo sino al XIII secolo grazie al fiorente commercio carovaniero e alla produzione di seta, lana e cotone.

L’antico complesso, le sue abitazioni, moschee, hammam, bazar e caravanserragli hanno subìto il terremoto che il giorno dopo il Natale 2003 ha raso al suolo la città nuova, liquefacendo la cittadella di fango. Per fortuna questo luogo non è stato abbandonato e, dopo fasi di immobilismo e incertezze, sono cominciati lavori per rivitalizzarlo ed evitarne l’oblio. Uno stimolo all’interesse per il suo recupero e salvaguardia è stato certificato dal suo inserimento, già nel 2004, tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO.

Sulla via del ritorno verso Kerman, o prima di giungere a Bam, ci fermiamo nell’oasi di Mahan che ospita un mausoleo degno di attenzione, l’Aramgah-e Shah Ne’matollah Vali, risalente al XV secolo. E’ famoso per le sue piastrelle, le sette porte indiane alcune con intarsi in avorio, una cupola la cui immagine è tra le più ammirate di questa regione iraniana e gli elaborati decori interni. È dedicato ad un religioso e poeta, Ne’matollah Vali, derviscio e seguace del sufismo.

Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in hotel a Kerman.

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giorno 5

KERMAN / SARVESTAN / SHIRAZ


L’itinerario da Kerman si snoda prevalentemente in un ambiente arido che alterna steppe e alture, interrotte qua e là da oasi. Giornata di trasferimento e visite. Sosteremo per necessità tecniche, per spezzare il percorso o per scattare foto. Troveremo anche un luogo dove poter consumare il nostro leggero pranzo pic-nic. A poco meno di 100 chilometri dalla meta finale ci fermiamo a Sarvestan per la visita del palazzo fatto costruire in pietra e gesso da Bahram V, risalente all’inizio del V secolo.

Arrivo in serata a Shiraz, 1500 m slm. È considerata la città aristocratica, perché per tanti secoli gli iraniani ne hanno apprezzato il suo essere luogo di cultura. Città di poeti, degli usignoli e del vino, ha sempre goduto di grande rispetto nel mondo islamico sino a confrontarsi per importanza con Bagdad nell’XII secolo ed essere anche capitale della Persia nel XVIII. Tra il XIII e XIV secolo vive fasi di enorme sviluppo culturale e artistico, specie ad opera di poeti come Hafez e Hsa’di e una vasta presenza di rappresentanti di varie arti.

Il suo declino inizia dopo i pochi decenni che la videro per la prima volta capitale del Paese e termina nella seconda metà del XVIII secolo, con l’arrivo di Karim Khan che ristabilisce qui la capitale. Oggi, nonostante i problemi propri delle grandi città, vi vivono circa un milione e mezzo di persone, continua a presentarsi con aspetti dell’antica grazia arricchita anche dal ricordo e opera di poeti di cui vanta le tombe.

Cena e pernottamento all’Hotel Zandieh 5* o similare.

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giorno 6

SHIRAZ / PERSEPOLI


Dopo la colazione partenza per Naqhsh-e-Rostam, il luogo dove si trovano le tombe dei re achemenidi ormai vuote, scavate nella roccia. Quattro sarebbero le tombe di re achemenidi. Sono tutte scavate a notevole altezza dal suolo. Le tombe sono conosciute come le "quattro croci persiane", per la forma della loro facciata.

L'ingresso di ogni tomba è al centro di una croce, che si apre su di una piccola camera, dove il re giaceva in un sarcofago. Una delle tombe è stata identificata da un'iscrizione che la accompagna e si tratterebbe della tomba di Dario I (522-486 a.C.). Le altre tre tombe si ritiene siano quelle di Serse I (486-465 a.C.), Artaserse I (465-424 a.C.), e Dario II (423-404 a.C.). Vi è una quinta tomba incompiuta. Le tombe furono saccheggiate in seguito alla conquista dell'impero achemenide da parte di Alessandro Magno.

A breve distanza, raggiungiamo una delle tappe più attese del nostro ricco itinerario: Persepoli. Qui, dove anche il solo nome evoca forti sensazioni, gli achemenidi ebbero modo di condensare tutta la loro grandezza architettonica. Patrimonio UNESCO, rimasto nell’anonimato sino alla metà del secolo scorso, conserva tracce notevoli di un complesso urbanistico, realizzato durante oltre centocinquant’anni di interventi a partire dall’inizio del V secolo a.C. ad opera di Dario il Grande.

Nel primo pomeriggio, dopo il pranzo in ristorante vicino a Persepoli, rientro in città e conoscenza di Shiraz. La Tomba di Hafez, Aramgah-e Hafez, è un luogo davvero caro agli iraniani. Il poeta, del XIII secolo, è ancor oggi un riferimento culturale per moltissimi.

Il Naranjastan-e Qavam è una casa storica tradizionale risalente alla fine del XIX secolo costruita per la famiglia Qavam. È impreziosita dal Bagh-e Naranjastan, il Giardino degli Aranci. La Moschea Nasir ol Molk, notevole per eleganza, decori, soluzioni architettoniche, richiama l’attenzione dei visitatori. Il Mausoleo del Re della Luce, Aramgah-e Shah-e Cheragh, che conserva i resti del fratello dell’Imam Reza, morto nel IX secolo, è un edificio la cui realizzazione si è protratta nel corso di molti secoli. Il luogo di culto sciita, a volte aperto senza interruzione di continuità giorno e notte, a volte con accesso interdetto ai non musulmani, consta di cortile, minareti, cupola, una miriade di specchietti per decori.

Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

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giorno 7

SHIRAZ / PASARGADE / SARYAZD / YAZD


Partenza in direzione nord verso Yazd. Pasargade, a poco meno di 150 chilometri da Shiraz, risale al VI secolo a.C. I resti della città, dove non ci rechiamo, sono ben poca cosa e non sono neppure in grado di darci l’idea approssimativa di cosa fosse questa antica capitale. Invece, andremo e apprezzeremo il luogo dov'è la Tomba di Ciro, Patrimonio UNESCO. Non importa se l’attribuzione non sia accettata da tutti gli storici. Ciò che è essenziale, per riconoscerla come Tomba di Ciro, è la storia che si è ormai impadronita del luogo dal momento in cui Alessandro Magno, omaggiandola, la riconobbe come tale. L’austera bellezza, solitaria e modesta, può sembrare maestosa e persino altera.

Dopo il pranzo procediamo ancora verso nord per arrivare a Saryazd. Saryazd, che significa “testa di Yazd”, era un granaio fortificato e svolgeva, pur tenendo conto delle differenti dimensioni, la stessa funzione dei qasr assai diffusi in Libia. Si trova a 50 chilometri da Yazd, dove vi si giunge in un’ora. Era una specie di grande magazzino in cui nei periodi normali si custodivano beni alimentari e materiali degli abitanti del villaggio, ma che in caso di bisogno serviva come luogo dove trovare rifugio. Questa fortezza sasanide, secondo molti, è una delle più antiche se non la più antica di tutto l’Iran, ed è stata più volte restaurata.  

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giorno 8

YAZD


Yazd, dove ancora parla Zarathustra, sembra legare la sua fama a Zoroastro, di cui rimane la presenza della seconda comunità in Iran, e a Marco Polo che ne descrisse le bellezze. Ma, l’interesse nei suoi confronti resterebbe intatto anche se i due personaggi non fossero mai esistiti. Il quartiere di Fahadan conserva vicoli, giardini, case in mattoni, torri del vento, badgir, cortili, porte, tetti che consentono viste panoramiche, simboli di svastiche, gardoneh mehr, presenti in edifici che hanno anche migliaia di anni.

La Moschea del Venerdì del XV secolo con due minareti alti quasi 50 metri e la particolare facciata del complesso di Amir Chakhmaq, sono nel nostro itinerario. Yazd sta tra due deserti e la sua antichità a parere dell’UNESCO è tra le più remote al mondo tra le città continuativamente abitate. Indipendentemente dal loro valore artistico, andremo anche alle Torri del Silenzio, Dakhmeh-ye Zartoshtiyun. Non sono più utilizzate da circa mezzo secolo ma queste scarne torri poste su desolate piccole alture, per molti secoli sono stati luogo di sepoltura per le comunità zoroastriane. I seguaci di questa religione nella zona sono circa un quinto dei 20.000 presenti in Iran, mentre nel mondo superano i 150.000.

A volte è anche inteso come magismo. Magi erano, infatti, i sacerdoti officianti e, forse, da ciò deriva l’ipotesi secondo cui i Re Magi che si recarono a far visita a Gesù fossero proprio dei sacerdoti zoroastriani. Zoroastro, o Zarathustra, di cui poco si sa (con certezza non è neppure noto il millennio in cui nacque, anche se molti lo vogliono contemporaneo del Buddha), è l’artefice della diffusione di tale forma di credo in una regione assai vasta, dall’odierno Iran all’India. Si basa sul presupposto di un dio onnipotente supremo e invisibile. In lui, ma anche in tutti gli esseri viventi, si pensa siano contemporaneamente presenti un'entità malefica e una benefica. Da qui nasceva una visione duale della realtà, vista come eterna lotta tra bene e male.

Sceglievano di depositare i corpi dei defunti nelle Torri del Silenzio lasciando che fossero gli avvoltoi a mangiarne e disperdere i resti per rispettare la purezza della terra e non causare nessuna forma d'inquinamento. Normalmente le torri non avevano tetto e presentavano due aperture. Il corteo funebre entrava da quella orientale e usciva da quella occidentale che rappresentava il punto del tramonto e della fine della vita. Oggi si limitano a seppellirli in tombe di cemento.

Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in hotel.

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giorno 9

YAZD / NAIN / ISFAHAN


Dopo la colazione lasciamo Yazd in direzione di Isfahan, distante poco più di 300 km. Sulla strada per Isfahan, sosta a Nain per visitare la bella Moschea del Venerdì. C’è chi dice che basterebbe recarsi solo a Isfahan per motivare un viaggio in Iran. Per fortuna così non è perché questo Paese ha tanto altro da offrire, e non può essere sostituito dalla pur imperdibile città “metà del mondo”. È però certo che nessun viaggio in Iran sarebbe giustificabile senza calpestare la Naqsh-e Jahnan Sq e attraversare uno dei ponti fatti erigere nel luogo trasformato in capitale da Abbas il Grande.

Giardini, viali, complessi islamici, bazar, ponti, moschee. Nei secoli, viaggiatori, poeti, scrittori hanno decantato questo museo della cultura tradizionale vivente, oggi elevato a Patrimonio UNESCO. Tutto ciò rende ininfluente il suo traffico congestionato e gli aspetti meno appetibili legati anche agli impianti industriali e nucleari. Nel passato, ci hanno pensato Sasanidi, Buyidi, Selgiuchidi, Mongoli, Safavidi, dal III al XVI secolo, a trasformare un anonimo centro in Isfahan. Il cuore del centro cittadino è un viale lungo più di 5 chilometri, Chahar Bagh, Quattro Giardini, che dalla fine del secolo XI attraversa i luoghi più attraenti.

Pranzo in ristorante, cena e pernottamento.

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giorno 10 - giorno 11

ISFAHAN


Isfahan, l’antica capitale dello scià Abbas è la città-sogno dell'Islam, meta nei secoli di intellettuali e viaggiatori. Pernottandovi per ben tre notti, abbiamo a nostra disposizione due intere giornate per visitarne i monumenti e gli angoli più suggestivi e assorbirne le atmosfere.

Non si sa di certo quando fu fondata quella che viene considerata da sempre la città più bella dell’Iran, ma si sa che già nel V secolo a.C. era una città importante perché i monarchi l’avevano scelta come residenza estiva. L’attuale aspetto della città è opera del re safavide scià Abbas (1587-1629) che durante il XVI secolo ordinò la costruzione di palazzi, ponti, moschee, giardini, che trasformarono la città in una delle più belle d’Oriente. Gli storici raccontano che era la città più prospera e moderna del mondo (aveva quasi un milione di abitanti).

Dopo il regno di scià Abbas I altri artisti, monarchi, architetti, pensatori e intellettuali lasciarono la loro impronta e contribuirono ad accrescerne la bellezza. Tutto lo splendore dell’architettura e della decorazione islamiche si concretizza qui nella Moschea del Venerdì, nella Moschea dello Scià, nel Palazzo Ali Qapu, nella residenza delle Quaranta Colonne… ma l'incanto della città che un vecchio detto definisce “la Metà del Mondo” sta anche nel passeggiare sui vecchi ponti o perdersi nei meandri del bazar. Il cuore della città è la spettacolare Meidun-e Naghsh-e Jahan, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Questo enorme spazio aperto è una delle piazze più grandi del mondo e rappresenta un interessante esempio di urbanistica.

Realizzata nel 1612, intorno a essa si concentrano molti tra i più rinomati monumenti di Isfahan. Tra questi visitiamo il Palazzo di Ali Qapu dal cui balcone che si affaccia sulla piazza i re safavidi assistevano alle partite di polo. All'ultimo piano dell’edificio è possibile ammirare la splendida “sala della musica”, con i particolari soffitti traforati intagliati con le forme degli strumenti musicali. Di fronte al Palazzo di Ali Qapu visitiamo la Moschea di Cheikh Lotfollah costruita dallo scià Abbas I nel 1602. In passato questa moschea era conosciuta come “quella delle donne”, perché in origine un cunicolo la collegava col palazzo di Ali Qapu e permetteva alle donne della corte di assistere agli uffici religiosi senza essere osservate. Portale, cupola, santuario e corridoi offrono tonalità aggraziate che cambiano a seconda della luce.

Sul lato sud della piazza sorge la Moschea dello Scià (o dell’Imam), che costituisce una delle più imponenti e favolose opere architettoniche dell’Iran. I muri dell’edificio, sia quelli esterni che quelli interni sono interamente rivestiti dalle piastrelle di maiolica azzurra che sono diventate uno dei simboli di Isfahan. Commissionata dallo scià Abbas il Grande, la costruzione della moschea richiese 26 anni e fu ultimata nel 1638.

Per completare il perimetro della piazza, manca il lato breve a nord, sul quale si apre l'ingresso del bazar di Isfahan. Il bazar si estende su di una superficie molto vasta: come la maggior parte dei bazar iraniani, anche questo è suddiviso in varie strade collegate tra loro, in ognuna delle quali si svolge una determinata attività o si vende un certo prodotto.

La Masjed-e Jameh, Moschea del Venerdì, Patrimonio UNESCO, è la rappresentazione più esauriente della capacità di evoluzione architettonica islamica nel corso di circa un millennio. I primi segni di luogo adibito a culto pare risalgano a Zoroastro, e la più antica testimonianza di moschea data XI secolo. Nel XII subisce incendi e ricostruzioni, dal XV si riscontrano successive elaborazioni, aggiunte e abbellimenti. Un lavorio che determina, nonostante invasioni esterne ed eventi che ne hanno messa a repentaglio l’esistenza, il suo essere la moschea più significativa dal punto di vista dell’elaborazione artistica dell’Iran. Di particolare interesse è il mihrab di Uljaitu, edificato nel 1310. Si tratta di una complessa composizione in stucco costituita da iscrizioni tridimensionali che si fondono con intagli floreali e geometrici. Ne possiede 20 ma il Kakh-e Chehel Sotun è definito Palazzo delle Quaranta Colonne.

Un poco decentrato rispetto alla piazza, in prossimità della Chahar Bagh, il complesso ha una storia travagliata di cui ciò che ancor oggi si nota risale soprattutto all’inizio del XVIII secolo. Periodo achemenide e safavide si armonizzano in questo complesso che originariamente era stato concepito come luogo di svago. Vi sono giardini, terrazza, affreschi, salone e fontane che rispecchiando le 20 colonne ne fanno apparire 40.

I ponti sullo Zayandè Rud (11 in totale, 5 sono antichi), costituiscono un aspetto piacevole della città, anche se l’acqua sotto quei ponti non è sempre assicurata. I più frequentati sono Pol-e Si-o-Seh, con 33 arcate e il Pol-e Khaju. Il Ponte delle 33 Arcate è lungo circa 300 metri e la sua costruzione avviene tra gli ultimi anni del XVI e l’inizio del successivo. Era ponte e diga e, diversamente dagli altri, sino a poco tempo fa conservava in una delle estremità un ambiente adibito a sala da tè.

Il secondo ponte, Pol-e Khjau, pur essendo lungo meno della metà del precedente, è esteticamente molto gradevole. La sua costruzione, alla metà del XVII secolo, si deve non al solito Abbas, ma al suo successore (sceglieremo in loco quale visitare o se sarà possibile visitarli entrambi).

Non manchiamo infine di inoltrarci nel quartiere armeno di Nuova Julfa e di visitare la Cattedrale di Vank. Nel 1606 fu eretto un monastero all’interno del quale sorgeva una piccola chiesa chiamata Amna Perkich, che in seguito venne ampliata e trasformata nell’attuale cattedrale. Successivamente furono costruiti un campanile, una biblioteca, una tipografia e un museo aperto nel 1905. L’architettura della Cattedrale di Vank è una commistione tra l’arte safavide del XVII secolo e quella delle chiese cristiane.

Pensione completa e pernottamento in hotel.

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giorno 12

ISFAHAN / KASHAN / TEHERAN


Andiamo per oltre 450 chilometri decisamente verso nord, fermandoci a poco meno di metà strada per visitare Kashan. Conosciuta anche come città delle rose e degli scorpioni, oggi offre soprattutto case degne d’attenzione risalenti in parte al primo periodo qagiaro. Per quasi un migliaio d’anni la zona col bazar è stata il centro commerciale più importante della regione.

Passeggeremo tra i suoi vicoli per entrare in una delle vecchie case ristrutturate, nascoste alla vista dei passanti dietro muri di anonimi mattoni. In genere si sviluppano attorno a cortili interni e sono abbellite da stucchi, vetrate, fontane, che caratterizzano il complesso degli ambienti domestici dove si trovano le zone riservate alla famiglia, andaruni, agli ospiti e divertimento, biruni, e anche alla servitù, khadame.

Da notare le torri del vento, badgir, realizzate con un semplice ingegnoso sistema per convogliare e rinfrescare il vento che entra nelle case. Il Giardino di Fin, (Bagh-e Fin) si trova a pochi chilometri dal centro cittadino e, assieme ad altri di località diverse, ben rappresenta la tipologia di giardini persiani inserita tra i Patrimoni Umanità UNESCO.

Dopo il pranzo si continua verso nord. Nel tardo pomeriggio, con altri 240 chilometri si arriva a Teheran.

Cena e pernottamento.

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giorno 13

TEHERAN / ITALIA


Sveglia “assai presto” al mattino per il volo di rientro in Italia in partenza alle 04.15.

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ETIOPIA ETIOPIA DANCALIA, LA LUNA SULLA TERRA

Viaggio

DANCALIA, LA LUNA SULLA TERRA
ETIOPIA

Accompagnatore dall'Italia - Etiopia

  • Una spedizione in 4x4
  • Accompagnatore dall'Italia
  • Salita al Vulcano Erta Ale
  • La Piana del Sale e i colori del Dallol
BRASILE BRASILE BRASILE NORDEST

Viaggio

BRASILE NORDEST
BRASILE

Dai Lençois a Jericoacoara lungo le spiagge

  • Viaggio-spedizione fuori dal turismo di massa
  • Festival del Bumba Meu Boi a Sao Luis de Maranhao
  • Escursioni e servizi con veicolo e guida privata
  • Possibilità di estensioni mare e relax
ISLANDA ISLANDA AURORA BOREALE IN ISLANDA

Viaggio

AURORA BOREALE IN ISLANDA
ISLANDA

Accompagnatore dall'Italia

  • Accompagnatore dell'Italia
  • Tour Golden Circle con guida in italiano
  • Tour nel sud dell'Isola e Laguna Blu  
  • Whale watching, altre escursioni facoltative
INDIA INDIA RAJASTHAN E KERALA, LA TERRA DEI MAHARAJA

Viaggio

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Accompagnatore dall'Italia

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NAMIBIA: DAL KALAHARI ALLE EPUPA FALLS

Viaggio

NAMIBIA: DAL KALAHARI ALLE EPUPA FALLS

National Geographic Expeditions

  • Accompagnatore dall'Italia
  • Safari nel parco Etosha
  • Kaokoland: le Epupa Falls e il popolo Himba
  • Damaraland: gli elefanti del deserto
BHUTAN BHUTAN HIMALAYA, BHUTAN E ANDAMANE

Viaggio

HIMALAYA, BHUTAN E ANDAMANE
BHUTAN

Accompagnatore dall'Italia

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