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Stati Uniti di Arianna e Stefano

Data: 06/05/2017 STATI UNITI (USA) Categoria: Gli Sposi Raccontano

Il viaggio della vita!

Decidere dove trascorrere il nostro viaggio di nozze non è stato complicato. Avevamo le idee molto chiare fin da subito. La competenza e la gentilezza di Sara hanno solo reso l’organizzazione ancora più semplice. Il viaggio in breve: Torino - Amsterdam - San Francisco - Phoenix – Grand Canyon - Monument Valley - Antelope Canyon - Las Vegas – Cape Canaveral – Washington D.C. – New York – Milano. 19 giorni, 5 voli (di cui 3 interni), un treno, 8 hotel… Ma noi siamo matti quindi non fateci caso!

 

L'isola di Alcatraz

 

Il volo con KLM è andato benissimo nonostante le 11 ore di volo da Amsterdam a San Francisco. Fortunatamente il volo era quasi vuoto quindi ci siamo appropriati di quattro sedili. San Francisco ci ha accolti con il sole e circa 20 gradi, la temperatura perfetta per fare i turisti. Trovare lo shuttle o qualsiasi altro mezzo di trasporto per raggiungere l’hotel è semplice. All’inizio abbiamo anche pensato fosse una città economica… Ecco, diciamo che San Francisco ha moltissime qualità, ma non questa. L’Handlery Hotel a Union Square è un posto affascinante. Si tratta di un edificio storico quindi non pensate al freddo arredamento minimalista degli hotel di oggi. Qui ci sono porte in legno vero e poltrone vecchio stile. Abituarsi alle mance non è stato così traumatico, chiunque abbia a che fare con il pubblico è ben addestrato. Dove vi capita che al supermercato vi chiedano “Come sta oggi?”: ovviamente è cortesia, non si aspettano una conversazione vera e propria!

 

Selfie davanti alla St. Peter and Paul Church

 

Il jet lag non è stato così terribile come si può aspettare, il trucco è restare svegli appena si arriva, ovvero avere la forza di tirare avanti per 36/40 ore senza dormire, dopodiché si sarà come nuovi il giorno dopo! Questa città piena di sali e scendi vertiginosi che ammicca un po’ alle nostre città europee ci ha offerto quello che ci aspettavamo: il Golden Gate, Alcatraz, Lombard Street (sì, è così che si chiama la strada più sinuosa del mondo!), la California Academy of Science, l’Oceano Pacifico, un vento folle e aria super pulita. Abbiamo chiuso in bellezza attaccandoci a uno dei famosi cable car, esperienza sicuramente unica e da provare!

 

Il Golden Gate nei pressi di San Francisco

 

Dopo tre notti è arrivato il momento di richiudere i bagagli e volare verso Phoenix dove, ancora non lo sapevamo, ci avrebbe aspettato la parte migliore del nostro viaggio. Una volta atterrati ci siamo diretti all’autonoleggio, dove un gentilissimo agente ci ha consigliato di fare un upgrade della macchina, in quanto sul Grand Canyon ci sarebbe stata neve, ecco, questa non ce l’aspettavamo. Dopo un viaggio breve ma avventuroso arriviamo nel nostro bellissimo hotel in mezzo alla bufera e scopriamo grazie al WiFi (gratuito e disponibile quasi ovunque nel paese) che siamo a 2100 metri di altitudine, ora si spiega la neve! Ma intanto nulla ci avrebbe fermato, eravamo attrezzati per ogni tempo atmosferico.

 

Veduta sul Grand Canyon

 

Causa tormenta ci annullano il volo panoramico, ma senza farci scoraggiare ci mettiamo in viaggio verso la Monument Valley. Il percorso attraversa il Grand Canyon e la nostra fatina del bel tempo ci regala un cielo fantastico che si libera da quasi ogni nube e ci permette di godere dei mille mila view point presenti lungo il percorso. Dopo circa 250 km arriviamo al The View, giudicate voi come mai porta questo nome, uno spettacolo della natura appena fuori dalla stanza! Giusto il tempo di lasciare le valige e accorgerci della vista per fiondarci alla nostra escursione nel parco. Siamo fortunati perché ci siamo solo noi e la guida, non capita tutti i giorni, ma forse sono i vantaggi della bassa stagione! Dopo aver scattato trilioni di foto e mangiato in compagnia di alcuni Navajo, rientriamo stanchi ma super soddisfatti dal tour.

 

Monument Valley

 

Il giorno seguente decidiamo di puntare la sveglia per vedere l’alba…non male come idea! Poi siamo ritornati a dormire. Alle 11 lasciamo la stanza e ci mettiamo in viaggio per l’Antelope Canyon e Lake Powell. Strade deserte (letteralmente) per miglia e miglia, ma per noi è sempre un paesaggio diverso e quindi un’emozione. Il Courtyard by Marriott è un super hotel, simile ai molti presenti a Page, che è una cittadina di 7000 abitanti che pullula di americanità del sud e turisti. Dopo un po’ di relax in piscina (grazie ancora fatina del bel tempo!) decidiamo di esplorare Lake Powell, la diga e di vedere l’Horseshoe Bend: quest’ultima è un’ansa ched il Colorado fa lungo il suo tragitto creando qualcosa che… beh dovete vedere una foto per capire (questo è il massimo che siamo riusciti a scattare, perché sporgersi oltre non è nelle nostre corde!).

 

Horseshoe Bend

 

Dopo la scarpinata andiamo a fare spesa per gli ultimi due giorni di noleggio e poi decidiamo di provare delle vere ribs e del vero cibo texano. Da Big John’s BBQ c’era anche la musica country dal vivo. Imperdibile! Il giorno dopo alle 11:30 pioviggina, ma l’escursione nell’Antelope Canyon è comunque fattibile e quindi ci avviamo con la guida e il gruppo. Che meraviglia della natura, non ci sono parole!

 

Un suggestivo scorcio dell'Antelope Canyon

 

Finita la nostra fantastica avventura on the road ci dirigiamo verso Las Vegas. Attraversiamo deserto, montagne, neve, pioggia, arcobaleni e finalmente alle 19:20 intravediamo il cartello che indica 30 miglia a Las Vegas, e c’è il sole (che sta tramontando ma che ha lasciato una fantastica temperatura di 20 gradi in eredità!). Arriviamo all’hotel e veniamo catapultati nello sfarzo (talvolta eccessivo ma non per questo meno attraente) di Sin City. Il valet prende in consegna macchina e bagagli (volevamo strafare dopo 3 giorni di strade statali, pranzi in auto e un albergo a notte!) e noi ci dirigiamo al check-in. Scopriamo che la scritta **honeymooners** provvidenzialmente apposta su ogni vouchers da Sara fa magie e ci ritroviamo in una suite grande quasi come casa nostra e la vasca idromassaggio. Nonostante la stanchezza, siamo troppo curiosi e quindi via verso la Freemont Experience. Questi quattro isolati di follia pura sono un’unicità di questo posto. Las Vegas per nostra esperienza personale (magari anche limitata) è l’unico posto dove contemporaneamente trovi gente con vestiti da migliaia di dollari e tacchi vertiginosi, passeggiare amabilmente accanto a persone in infradito e shorts. E in mezzo c’è tutta un’infinità varietà di umanità che sembra quasi una riserva naturale protetta. Molto divertente. Il giorno dopo decidiamo di credere alla Lonely Planet e ci rechiamo al Bacchanal Buffet del Caesars Palace. 40$ a testa per due ore di tempo, all you can eat. Se si apprezza il cibo italiano e internazionale e si ha un po’ di nostalgia o semplicemente voglia di mangiare bene, questo è il posto giusto! Una volta usciti dal Caesars decidiamo che dobbiamo provare la ruota panoramica più alta del mondo, la “High Roller”. Sono riusciti a rendere divertente anche una ruota panoramica che obbiettivamente consente una vista strepitosa sulla città, ma poi ti fa realizzare che ci si trova in mezzo a un vero e proprio deserto! Dopodiché per smaltire decidiamo di visitare tutti gli hotel più famosi lungo la Strip. Dal Mirage al Bellagio, dal New York al Venetian, al Paris. Ognuno è una copia fedelissima di qualcosa. Ma l’attenzione e la cura dei dettagli sorprendono. Sembra di stare in un mondo in miniatura! Alla sera chiudiamo in bellezza con le fontane danzanti del Bellagio. Lo spettacolo cambia ogni mezz’ora, quindi il trucco è mettersi in un buon punto per uno spettacolo, attendere che termini e poi guadagnare la pole position per vedere quello successivo. Meritano tutti!!!

 

A spasso per Las Vegas

 

La mattina del 5 aprile ci svegliamo, richiudiamo le valige e ci rechiamo diligentemente verso il nostro secondo volo interno. Ci attendono uno scalo e 3 ore di fuso orario: destinazione Orlando, FL per visitare… Ebbene sì, ce ne siamo fregati di Disneyworld, a noi piacciono gli shuttle! Noi abbiamo optato per visita con trasporto e pranzo con l’astronauta. Diciamo che per visitare tutto quello che è presente al Kennedy Space Center servono tutte le nove ore di apertura. Consiglieremmo quindi di noleggiare un’auto e mettersi in viaggio sul presto per arrivare all’apertura. In questo modo sarete puntali e potrete fermarvi lungo la strada per ammirare il tipo paesaggio della Florida. Se siete appassionati di spazio, missioni, shuttle e nuove frontiere o semplicemente se avete dei bambini che abbiano più di 8 anni, questo è il paradiso. La NASA ha fatto di Cape Canaveral un’attrazione che toglie il fiato (ancora funzionante, infatti alcune aree sono vietate o visitabili solo da lontano o sui bus autorizzati e gratuiti presenti all’interno del centro). La punta di diamante secondo noi è lo shuttle Atlantis. Pensare che si ha di fronte un veicolo che è stato 130 volte nello spazio è un’emozione indescrivibile.

 

Lo shuttle Atlantis

 

Il giorno successivo richiudiamo le valige per il nostro ultimo volo interno. All’aeroporto salutiamo il clima tropicale di Orlando (nonostante fosse marzo c’erano 25° e un’umidita del 75%) per atterrare in una più uggiosa e ventosa Washington DC. Ovviamente appena arrivati al Fairmont Hotel (camera super spaziosa e comoda e staff super gentile, anche qui la provvidenziale scritta **honeymooners** ha aiutato) ci siamo attrezzati contro il vento e ci siamo diretti al Lincoln Memorial. Il National Mall, con tutti i memoriali e i musei è spettacolare.

 

Lo Spirit of Saint Louis

 

Verde, pulito, imponente, ricco di storia (seppur più breve): questi sono alcuni degli aggettivi che vengono in mente se si pensa a questa meraviglia dell’uomo. In un giorno e mezzo è possibile visitare i principali memoriali, il cimitero di Arlington (che toglie il fiato solo a entrarci), il Museo di Storia Naturale, l’Air and Space Museum (che espone l’originale Spirit of St. Louis, immenso!), lo Smithsonian Castle e Capitol Hill (dall’esterno).

 

Il Campidoglio (Capitol Hill)

 

Dopo due notti a Washington è ora di richiudere le valige per la penultima volta. Stiamo per prendere un treno per New York. Mai scelta fu più azzeccata. I treni sono comodi, moderni e relativamente economici, e anche se non sono super veloci come quelli in Italia, le tre ore di viaggio sono state utili per organizzare il tempo a New York, riposarci e ammirare il paesaggio circostante. E poi c’è il vantaggio di arrivare a Penn Station, in mezzo a Manhattan, e avere un colpo d’occhio talmente choccante da aver bisogno di qualche minuto per riprendersi.

 

La selva di grattacieli di New York

 

Poiché tentare di descrivere New York secondo noi è piuttosto difficile, vi lasciamo qualche foto e un paio di considerazioni:

- La metropolitana funziona benissimo ed è economica. Ma i tornelli sono a doppio senso, dove si entra, si esce;

- Le strade e le avenue, una volta capita la direzione, sono di una comodità imbarazzante;

- Le distanze sono sempre più di quello che sembrano;

- I pass turistici (che non avevamo) non sono così furbi. Pianificate e comprate i biglietti online;

- Cinque notti sono sufficienti per vedere le attrazioni principali;

- Prendetevi un giorno per Central Park, ne vale la pena;

- Shake Shack è il miglior fast food di New York, non siamo diplomatici al riguardo;

- Anziché chiedervi come mai (come abbiamo fatto noi) ci sia una scalinata rossa a Times Square, saliteci e capirete;

- Evitate come la peste il trasporto su ruota (a parte le bici e comunque solo a Central Park). Risparmierete tempo e anni di vita;

- Tutti gli articoli sul jet lag che (forse) avete letto sono veri. Tornare (da ovest verso est) è sempre peggio.

 

Times Square by night

 

Se siete arrivati fin qui, complimenti! E grazie! Speriamo di essere riusciti a trasmettervi almeno in parte le emozioni provate e il fascino dei posti che abbiamo visitato e dove sicuramente dovremo ritornare.

 

 



 

Pianeta Gaia - Viaggiatori per Passione

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