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Thanaka, una peculiarità birmana

Data: 13/05/2016 BIRMANIA (Myanmar) Categoria: Pillole di viaggio

Chi è stato in in Birmania o anche si è limitato a guardare le foto di un proprio conoscente che ci è stato in viaggio, non può non aver notato come la gente di questo paese adorabile abbia spesso il volto coperto di pennellate chiare. Si tratta del thanaka, una crema dalle proprietà cosmetiche di colore bianco/giallastro, ottenuta dalla corteccia di alcuni alberi della famiglia delle rutacee, come la murraya e la Limonia acidissima, che crescono abbondanti, anche se piuttosto lentamente, nella clima secco della Birmania centrale. Secondo la tradizione gli alberi migliori sono quelli della regione di Shwebo, preferibilmente con un'età superiore ai 35 anni.

 

Un bimbo con il thanaka spalmato su tutto il volto - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Girovagando per i mercati del paese presto o tardi vi imbatterete in bancarelle che vendono piccoli pezzi di tronco, di circa una ventina di centimetri, di queste piante che poi vengono strofinate bagnate su delle pietre circolari, in modo da asportare la corteccia e ottenerne una pasta cremosa. Un'operazione che richiede parecchio tempo, al punto che ultimamente si sta diffondendo l'abitudine di comprarla già pronta in vasetti.

 

Bellezza birmana con il thanaka sulle guance - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

L'uso del thanaka non è certo un'usanza recente. Secondo la leggenda è una pratica in uso da circa 2000 anni e comunque sono stati ritrovate delle pietre per macinare la corteccia risalenti al 1500 circa e ritenute appartenenti alla principessa Razadatukalya. A farne uso tutt'ora sono soprattutto le donne, che spesso lo applicano anche alle braccia o alle altri parti del corpo, e i bambini. Raramente lo si vede sugli uomini adulti, mentre tra i ragazzi giovani non è infrequente.

 

Una donna prepara il thanaka, sfregando un pezzo di tronco su una pietra - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Poiché è ritenuto un'ottima protezione dai raggi del caldo sole che imperversa a queste latitudini, nelle zone rurali è usato maggiormente che in città, dove le giovani donne lo usano sempre meno, specie sul lavoro, perché viene considerata un'usanza non moderna, anche se probabilmente se la spalmano prima di andare a letto. In compenso, ultimamente questa usanza sta prendendo piede anche in paesi limitrofi, come la Tailandia.

 

Una turista si fa spalmare il thanaka sul volto - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Aldilà delle proprietà di protezione dai raggi solari, il thanaka rinfresca la pelle e la depura, donando un fresco profumo. Mescolata con altri ingredienti viene anche utilizzata anche nella medicina tradizionale come rimedio contro i funghi della pelle, l'acne giovanile e le macchie cutanee.

 

Una ragazzina con il thanaka ha creato il disegno di piccole foglie - Archivio Fotografico Pianeta Gaia

 

Da un punto di vista del viaggiatore, costituisce spesso un particolare interessante che aggiunge esotismo ai ritratti della popolazione locale, anche perché ognuno può spalmarselo come desidera: c'è chi si ricopre tutto il volto uniformemente, chi lo distribuisce solo in coreografici cerchi sulle guance e/o sulla punta del naso, e c'è perfino chi, più lezioso, ci fa piccoli disegni.

 

 



Roberto è un grande appassionato di minoranze, arti e culture extraeuropee e una prolifica penna. Si diverte a raccontare le sue avventure in giro per il mondo su libri autoprodotti e sul nostro blog, arricchendo il tutto con scatti che immortalano volti e posti unici.

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