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Kashmir e Ladakh, di Angelo e Mariangiola - VI

Data: 19/02/2016 INDIA Categoria: Diari di Viaggio

14 agosto

Ultimo giorno! Nel pomeriggio nessuno vuole andare a fare il rafting previsto dal programma, perciò al mattino visita agli ultimi due templi e poi pomeriggio libero.

Dovrei ripetere le solite cose sui monasteri: un po' di saturazione, ma riescono ancora ad avere spunti interessanti. Tutti i particolari iconografici della religione mi sembrano molto naif, e forse apprezzati esclusivamente dai fedeli. Mi interessano di più i dettagli della tecnica costruttiva, l'uso dei materiali locali, ecc.

I monasteri sono quasi sempre in posizioni eccezionali, sicuri perché in alto sulla roccia, anche se sospesi su mari di fango. Lo Spituk Gompa dall'alto della sua posizione gode di un panorama vastissimo. All'interno ritroviamo l'immagine del bambino futuro Lama, e non lontano la camera da letto/studio del Lama principale del monastero. All'ingresso erano esposti gli ammaestramenti del Dalai Lama.

 

Lo Spituk Gompa di Leh

 

Nell'ultimo monastero, il Phiyang Gompa, i giovani monaci stanno scrivendo il nome del monastero sul retro di moltissimi tappeti, probabilmente dovranno farli lavare o manutenere fuori. In questo monastero, costruito solo tra il 1990 e il 2013, grandiosissimo, abbiamo visto affrescate le storie del Budda, sempre nello stesso antico stile, comprensibile in tutti gli episodi: come ai tempi nostri del 400 o giù di lì, con gli affreschi delle varie vite di Gesù utilizzati come biblia pauperum. Una civiltà figurativa del tutto diversa, ma identica nella comunicazione. Discussioni, precisazione, che non facciamo neppure più.

Dopo un pranzetto ripartiamo per il pomeriggio libero a Leh: acquisti, giro in centro e visita al museo. Ritiriamo le magliette confezionate per i bambini. Poi facciamo una pausa tè nella libreria, con acquisti. Cerchiamo il Central Asia Museum un po' disperatamente, poi chiediamo in un negozio musulmano di paccottiglia varia, e un gentilissimo giovane uomo lascia il negozio e ci accompagna al museo.

 

Interno di un monastero coi tipici colorati mobili himalayani

 

Il museo sorge vicino all'albero sacro Datun Sahib - che la leggenda vuole piantato nel 1517 da un mistico Sikh - ma fu costruito ex novo nel 2008, però con le forme, i materiali e le tecniche antiche. Quindi non stona assolutamente tra l'intrico dei vicoli storici: una bella lezione! Un po' deludente l'interno, perché quasi vuoto, ma interessante: i suoi quattro piani sono dedicati rispettivamente al Ladakh e alle tre regioni confinanti: a ovest il Kashmir, a est il Tibet e a nord il Baltistan, regione autonoma sotto controllo del Pakistan.

All'interno, noi soli, veniamo raggiunti al quarto piano del Balistan da un gruppetto di studenti del Kashmir, musulmani, venuti in Ladakh per esperienze umane, conoscere gente, come noi! Ci chiedano la mail, sono belli e gentili. È strano che Yogesh e Sang Dup non conoscano nemmeno l'esistenza di questo museo. Torniamo a piedi ed è abbastanza lungo.

 

I monaci di Phiyang Gompa preparano i tappeti

 

15 agosto

Sveglia alle 5:30. come apro la finestra, vedo i tre autisti arrampicati sulle ruote davanti che puliscono accuratamente i finestrini, mentre due asinelli corrono allegramente sulla nostra strada. Ora siamo in coda per entrare all'aeroporto, tutto ok nei vari cambi Leh, New Delhi. Sull'aereo per Milano/Roma, mi metto a leggere con soddisfazione il librone fotografico comprato a Leh.

 

Concludendo...

… partendo per il Ladakh, ci dicevamo “non ancora del tutto convinti”.

Ma adesso che siamo tornati, lasciamo che parlino foto e ricordi di questo diario.

 

Fine

 

Kashmir e Ladakh, di Angelo e Mariangela - I

Kashmir e Ladakh, di Angelo e Mariangela - II

Kashmir e Ladakh, di Angelo e Mariangela - III

Kashmir e Ladakh, di Angelo e Mariangela - IV

Kashmir e Ladakh, di Angelo e Mariangela - V



 

Pianeta Gaia - Viaggiatori per Passione

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