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Il vulcano Erta Ale

Il cuore della terra - III
Data: 18/07/2015 ETIOPIA Categoria: Pillole di viaggio

Si continua con l'avventura in vetta al vulcano Erta Ale. Nella prima e nella seconda puntata eravamo vicini, ma adesso siamo arrivati in cima, e da qui lo spettacolo è meraviglioso.

 

Quando si arriva in vetta, al di sotto si apre un piano interamente coperto da lava di vecchie eruzioni, c’è un passaggio non propriamente semplice per scendere che porta alla caldera più particolare di tutto il pianeta.

 

Al suo interno si apre un lago di magma costante e continuo, come se il cuore della terra qui emergesse e non si solidificasse mai, uno spettacolo che lascia senza parole. Il cuore della terra alla portata dei miei occhi, anzi volendo ci potrei finire dentro tanto qui non esistono protezioni, limiti stabili e guide che ti indichino dove andare e dove no.

 

Il cratere dell'Erta Ale

 

Lo spettacolo osservato sul far della sera è un’emozione enorme, una visione che ripaga di qualsiasi sforzo affrontato per arrivare in questo luogo che definire inospitale è un eufemismo. Non si vorrebbe mai andar via, le esplosioni all’interno della caldera sono continue e le mutazioni costanti, il fuoco di pietra fusa regala visione da Venere e non da pianeta Terra, ma ad un certo punto occorre rientrare sul bordo superiore perché dormire quaggiù potrebbe essere a rischio vita.

 

Già, le esalazioni sono tossiche, fino a quando si vedono i fumi puntare sull’altro versante si può star tranquilli, ma se rimanendo a dormire qui non ci si accorge che cambiano verso, il giaciglio che offre la lava potrebbe diventare la propria tomba. Così meglio tornarsene sul bordo principale, non si vede il lago di magma ma il fuoco colora il cielo sovrastante e lo spettacolo continua.

 

Il magma dell'Erta Ale cambia forma e colore

 

Se si dorme lì, occorre un sacco a pelo perché di notte la temperatura si abbassa parecchio e non si è sotto al livello del mare, poi se non volete rovinarvi la schiena un materassino potrà salvarvi. Per cena non eravamo andati oltre a tonno e scatolette, col solito formaggio prima disprezzato ed ora amato come specialità sopraffina. Serve acqua, tanta, perché il bisogno di bere, generato dalla salita, il caldo e i fumi, è molto forte.

 

 

Parte I

Parte II



Luca viaggia con lo stesso spirito dei suoi esordi portando con sé non solo il fido zaino ma soprattutto un’innata voglia di conoscere e di vivere il viaggio, che non è solo vedere cose mai viste prima ma anche affrontare le sorprese, belle o brutte, che possono capitare dietro ogni curva.

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