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India del Sud, di Enrico

Data: 22/11/2014 INDIA Categoria: Diari di Viaggio

 

DESTINAZIONE E DATA DEL VIAGGIO

India del Sud, 05/10/2014

 

AUTORE:

Enrico

 

PERCHÉ QUESTA SCELTA:

Passione per architettura templare, filosofia e spiritualità indiana.

 

ITINERARIO SINTETICO DEL VIAGGIO:

Questo resoconto non ha la pretesa di essere esaustivo ma solo di cercare di comunicare le impressioni e gli stati d'animo di chi l'ha vissuto in prima persona, elencando esclusivamente le tappe che maggiormente mi hanno colpito.

 

Elefante indiano

 

Si inizia con un rapido tour della città sacra di Kanchipuram, una delle sette città indiane in cui, secondo la tradizione hindu, si può raggiungere la liberazione finale (le altre si trovano al centro e al nord del subcontinente indiano). La città offre un contrasto tra splendidi templi, in cui regna tranquillità e silenzio, e il tipico caos delle strade indiane. Il tempo non è sufficiente a vedere tutti gli innumerevoli complessi religiosi e così ci rechiamo a visitare i principali: il Kailasanathar che è il più antico tempio della città, ben restaurato e molto evocativo soprattutto per la sua storia intrisa di importanti avvenimenti e per essere stato frequentato da grandi mistici e santi indù, e l'Eakkambaranathar ancora molto utilizzato dai fedeli che utilizzano i vasti colonnati e le grandi aree non solo per le ritualità ma anche come occasione per socializzare e discutere in tipico stile indiano.

 

Ed è proprio in questo secondo tempio che siamo riusciti ad assistere, per pura combinazione, ad un rito per il battesimo del neonato di una giovanissima coppia da poco sposata svoltosi nella grande vasca delle abluzioni, aperta per l'occasione da alcuni bramini. Una bellissima esperienza, veramente molto toccante. Questo tempio è anche famoso per la presenza di un albero sacro di mango che la tradizione afferma essere di quasi 3500 anni; in realtà restano solo pochi resti riposti in alcuni una teca all'ingresso della parte centrale del complesso mentre l'attuale albero sacro risulta essere molto più giovane, anche se si ritiene che provenga da quello originale per talea.

 

Nel pomeriggio si ritorna a Chennai per una rapida visita della città che ci permette di avere una panoramica del vasto centro urbano, dalle ricche case della zona residenziale a quelle poverissime dei pescatori lungo gli estremi di Marina Drive (la spiaggia più turistica), dai palazzi alla moda con cinema e centri commerciali moderni ai templi immutati da centinaia di anni.

 

Il tempio di Eakkambaranathar, a Kanchipuram

 

Il secondo giorno ci spostiamo verso sud e cogliamo l'occasione di visitare i famosi templi di Mahmallapuram, prima il Tempio della spiaggia, ben conservato nonostante sia uno dei più antichi di tutta l'India e che abbia dovuto subire anche il recente tsunami. Terminata la visita ci siamo recati su una vicina collina, in splendida posizione di fronte all'oceano indiano, per visitare i templi monolitici chiamati Pancha Rathas. Questi templi sono stati creati per asportazione del materiale e non per costruzione come la maggior parte dei templi presenti in Asia, constatare quanto lavoro e quanta dedizione siano stati necessari per realizzarli è quasi commovente. Per chi poi conosce il più grande poema epico indiano, il Mahabharata, a cui il tempio è dedicato, tutto ciò che si vede assume un significato chiaro, contemplare ogni statua è come una sfida a cogliere i numerosi riferimenti a storia e personaggi del poema oltre alle varie forme divine ovunque rappresentate.

 

Doveroso è osservare con occhio particolarmente attento il gigantesco bassorilievo denominato "La penitenza di Arjuna", in cui si può ammirare una magnifica dovizia di particolari mentre viene illustrato uno dei momenti più importanti del poema in cui il grande guerriero Arjuna viene convinto da Indra, il suo padre divino, a mettersi alla prova per poter ottenere l'arma (l'arco di Shiva) che potrà permettergli di affrontare con sicurezza gli ostili cugini Kaurava.

 

Il giorno dopo ci siamo spostati nuovamente verso sud raggiungendo Pondicherry, ex colonia francese che mantiene una sua autonomia pure essendo oramai diventata un particolare e curioso miscuglio con la cultura tamil. Particolarmente piacevole passeggiare lungo i viali circondati da antichi palazzi in stile francese ma resi più esotici dallo stesso contesto in cui si trovano, sembra quasi di respirare ancora l'atmosfera del colonialismo. Abbiamo dedicato una veloce visita all'ashram di Aurobindo, un luogo di pace situato in un ordinato e pulito quartiere coloniale, l'atmosfera che si respira in questo centro è molto piacevole e rilassata, espressione diretta della mentalità del suo fondatore.

 

Per chi non lo sapesse, con il termine ashram si vuol intendere centro spirituale non a scopo di lucro (quest'ultima caratteristica viene spesso dimenticata anche dai fondatori di questi centri... per fortuna non è questo il caso). Aurobindo fu un mistico, attivista e filosofo molto importante per l’India che lottò per la libertà dal colonialismo. Sviluppò anche una tecnica di yoga alternativa e omnicomprensiva che lo rese molto famoso anche in occidente. Un'ottima esperienza, soprattutto per chi non è avvezzo a questo tipo di spiritualità e si vuole avvicinare ad un diverso modo di concepire e valutare l'esistenza.

 

L'antico tempio di Brihadeshvara, a Tnajore

 

Il giorno dopo si inizia la serie di visite ad alcuni dei maggiori templi del sud, vere e proprie cittadelle sacre che possono raggiungere ettari di estensione. La prima località a cui accediamo è Tnajore, località che ospita una gran varietà di templi e in particolar modo il magnifico tempio di Brihadeshvara che domina l'intera città e riflette ancora la potenza dei re Chole che lo edificarono quasi 1200 anni fa. Questo vasto complesso presenta due grandi gopura (portalitorri) consecutivi che permettono l'accesso al vasto cortile centrale dove sorge il vero e proprio tempio a forma piramidale atto a riprodurre il monte più sacro per la mitologia indiana (il monte Meru) circondato da un vasto colonnato e da una serie di templi minori disposti nella corte principale del complesso oltre a una magnifica statua monolitica del toro Nandi, veicolo di Shiva, di diverse tonnellate. Particolarmente indicato è stato il momento della visita in quanto essendo arrivati in serata abbiamo potuto ammirare il tempio al tramonto, esperienza unica e particolare vedere il sole che lentamente scompariva dietro ai grandi edifici mentre tutto si tingeva di una suggestiva luce rossastra che rendeva ancora più evidenti l'innumerevole quantità di statue e bassorilievi.

 

Il tour dei templi prosegue nei giorni successivi con la visita ad alcuni importanti complessi templari tra i quali spiccano quelli della città di Madurai, vera e propria meta d'obbligo per chi vuole provare l'autentica atmosfera religiosa e devozionale del sud dell'India che, seppur assoggettata alle leggi della modernità, mantiene ancora vivo quello spirito che la caratterizza da millenni. L'albergo scelto dal tour operator si trova in una posizione particolarmente felice in quanto adagiato su una collina che domina la città e che permette di scorgere in lontananza i numerosi complessi templari presenti dando una bellissima visione d’insieme. Si inizia con la rapida visita ad una grotta nella collina che fiancheggia uno dei lati del centro abitato con dei bei bassorilievi che mostrano varie forme delle principali divinità e successivamente ci si reca al tempio Thirupparamkunram Murugan, dedicato al fratello di Ganesha, parzialmente scavato nel fianco della collina. Visita che è stata molto piacevole nonostante l'afa e la folla presente e che ci ha dato la possibilità di vedere dettagliatamente (anche se ad una certa distanza) il sancta sanctorum gremito di fedeli e di brevemente assistere ad una lezione nella scuola bramanica che fa parte del complesso templare.

 

Solitamente è impossibile vedere il sancta sanctorum, il luogo più sacro di ogni tempio, in quanto interdetto ai non indù, al massimo si ha la possibilità di intravederlo da molto lontano quindi questa eccezione è stata particolarmente gradita. Lasciati i templi alle spalle raggiungiamo Peryar ove ci si siamo rilassati in uno splendido resort posizionato in un giardino botanico molto curato, con un clima molto più arrendevole che ha sicuramente aiutato a togliere un po’ di fatica accumulata e a riprendersi per affrontare gli ultimi giorni di viaggio.

 

Sono stati particolarmente appaganti gli spostamenti nelle varie zone del Kerala che ci hanno permesso di entrare in contatto con la bellissima flora e fauna tropicale che ci circondavano in ogni spostamento. Gli ultimi giorni sono stati maggiormente rilassanti, soprattutto il soggiorno in un bel resort situato nelle Backwaters, zona di canali e laghi che come una rete caratterizzano la parte sud ovest del Kerala. Oltretutto chi voleva poteva passare anche piacevoli momenti sottoponendosi a trattamenti aryurvedici che anche se per essere realmente efficaci necessiterebbero di molti più giorni risultavano comunque assolutamente piacevoli.

 

Imbarcazione nelle Backwaters

 

Chiude il tour una veloce visita della città di Cochi, capitale del Kerala, molto pulita e ordinata in cui è evidente, come in tutto il Kerala visitato, la grande presenza di chiese e centri cristiani in netto contrasto con il resto dell’India dominati da templi e, soprattutto nel nord, moschee.

 

Non mi sono dilungato sul clima, sicuramente difficile per chi patisce il caldo in quanto l'umidità sempre elevata non faceva che accentuarne l'intensità e con una temperatura che, ad esclusione di Peryar, non è mai scesa sotto i 28°, con punte di 40° in alcune località del Tamil. In ogni caso, l'entusiasmo per le cose viste e l'atmosfera generale in cui si è immersi in ogni momento tende a mitigare la difficoltà del muoversi a queste temperature a cui la maggior parte degli europei non è abituata.

 

LE PARTI PIÚ EMOZIONANTI DEL VIAGGIO:

- Lo splendido tempio Thillai Nataraja a Chidambaram, non previsto e particolarmente gradito in quanto ci ha permesso di assistere ad una puja completa dedicata a Shiva ed effettuata su un antico linga di cristallo;

- Assistere per qualche minuto ad una lezione con recitazione degli inni vedici nella scuola bramanica presente nella parte laterale del Thiruparankundram Murugan a Madurai;

- La flora lussureggiante di tutta la zona di Periyar e le aree coltivate con spezie e the;

- La serata passata a Chettinad, splendido quartiere di ricchi palazzi d'epoca imemerso nella foresta;

- Il meraviglioso tempio di Meenakshi Sundareswarar, capolavoro di arte templare Chola perfettamente conservato e fervente di fedeli;

- Dal punto di vista umano sono rimasto felicemente sorpreso dall'affabilità e dalla cordialità degli indiani con cui abbiamo avuto a che fare, soprattutto al di fuori dai classici luoghi turistici.

 

EVENTUALI INTOPPI DEL VIAGGIO:

Nessun intoppo degno di nota, il viaggio si è svolto senza problemi e non ci sono stati imprevisti sgraditi. Guida competente e disponibile.

 

L'Hotel Chidambara Vilas, a Chettinad

 

ASSOLUTAMENTE DA NON DIMENTICARE A CASA:

I soliti medicinali di primo soccorso per punture di insetti, infezioni gastro-intestinali e per colpi di freddo dovuti all'aria condizionata. Anche un buon integratore di sali minerali, visto le temperature e le conseguenti abbondanti sudate. Consigliabile anche una copertura di fermenti lattici da iniziare 3/4 gg prima della partenza.

 



 

Pianeta Gaia - Viaggiatori per Passione

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