menu

BLOG

HOME

Argentina e Cile - III

Data: 05/05/2012 ARGENTINA - CILE Categoria: Diari di Viaggio

 

17° giorno 

Con JBA Trasportes partiamo per il P.N. Torres del Paine. Qui tutto costa come l’oro, dimenticate di essere in Sud America, vi fanno pagare anche le buste dello zucchero! Entrare al parco costa 10.000p, poi il bus vi può scaricare in tre punti: all’ingresso, all’imbarco del catamarano oppure al termine del percorso. Noi prendiamo il catamarano per attraversare il lago Pehoe e raggiungiamo il camping che si trova presso il rifugio. Avevamo prenotato le tende da Puerto Natales, così le troviamo già montate. Una doppia costa 6500p, il posto nel camping 3500p, poi se non avete sacco a pelo e materassino dovete aggiungere circa altri 5000p (noi ne eravamo provvisti, quindi non so il costo esatto). Da qui il percorso più bello per una giornata è quello che va verso il lago/ghiacciaio Grey. Andata e ritorno sono 22 km, in 7 ore si fa. Non è particolarmente difficile, c’è solo una mezz’ora di pietraia ma non spaventatevi. Il tempo non è il massimo, ogni tanto piove, ed i colori sono spenti così la vista del ghiacciaio non è spettacolosa come si poteva immaginare. Rientrati usufruiamo dei bagni che sono gratuiti, ma affrettatevi perché se aspettate che faccia buio poi troverete anche le luci spente. Noi avevamo preso il cibo da Puerto Natales, in alternativa c’è un piccolo spaccio carissimo, in media le cose costano3/4 volte di più, oppure il ristorante del rifugio sempre a prezzi improponibili.

 

Le Torri del Paine, simbolo della patagonia cilena

Le Torri del Paine, simbolo della patagonia cilena

 

18° giorno

Ascoltati gli orari della cena presso il rifugio (è l’ultimo giorno dell’anno, vorremmo non dico festeggiare ma almeno mangiare decentemente) partiamo verso il campamento italiano. E’ un bel giro di circa 16km, oggi c’è il sole ed i colori dei laghi sono impressionati. Il Pehoe pare finto ed anche a noi non sembra sia lo stesso del giorno prima. Mentre camminiamo iniziamo a scorgere i corni del Paine, le famose torri si vedono solo dalla laguna Amarga (i bus in entrata si fermano appositamente) e dal belvedere dopo il campamento cileno nel lato opposto del parco. Da qui si può salire al campamento britannico, circa 1:30 ma il percorso si fa difficoltoso, poi altri 20 minuti per arrivare al belvedere dei corni. Tutto questo giro misura 26 km, molto più impegnativi di quelli in direzione del lago Grey. Al ritorno al rifugio c’è stato un cambio di orari così non ci danno da mangiare, rimediamo qualcosa presso lo spaccio a prezzi assurdi, 3500p per un po’ di tonno e del salame di qualità appena passabile. C’è un quincho dove si può far da mangiare ma occorre avere pentole e posate. Grazie ad una gentilissima coppia di Bressanone (dal passo montano pauroso!) scrocchiamo un caffè e della birra per festeggiare l’anno nuovo. Ci sarebbe anche il bar del rifugio, ma a mezzanotte nessuno si affaccia al bancone nonostante le intemperanze di Cristian che ricorderà a lungo lo scoccare di questa mezzanotte. Dopo si può trovare anche un po’ di festa, se proprio così la volete chiamare.

 

19° giorno

Potremmo anche dormire a lungo visto che la prima corsa del catamarano oggi non c’è, così dobbiamo aspettare le 13:00 e quando arriviamo all’entrata del parco è troppo tardi per andare al campamento cileno. Non ci rimane che scendere poche centinaia di metri a piedi fino a vedere le famigerate Torri del Paine. Si riprende il bus per rientrare a Puerto Natales, dove ritorniamo presso lo hostal di Oyarzto. Fortunatamente gli è arrivata la voce che non saremmo tornati il giorno prima, comunicazione inviata via radio da un guardiaparco ad una amica che avrebbe dovuto avvisare una persona nell’agenzia di fronte allo hostal e da lei al proprietario. Ma radio bemba ha funzionato, così possiamo tornare a “litigare” col danese, che però racconta anche storie di qui, ovvero della fine del cono austral dove tutti alla fine arrivano. Cena presso ristorante Tierra del Fuego, vicino al porto. Qui i posti non sono eleganti come in centro ma sono molto più caratteristici.

 

20° giorno

Alle 7:00 parte il bus della Pacheco con destinazione Ushuaia. Non c’è bus diretto, oggi dobbiamo fare tre cambi per arrivare. La prima sosta è in mezzo al nulla al Cruces de Punta Arenas, dove veniamo caricati da un bus che ci porterà fino a Rio Grande. Nel mezzo c’è il traghetto sullo stretto di Magellano, con un tempo tipicamente patagonico che saluta la fine di un continente e 2 frontiere. La dogana cilena ha procedure abbastanza veloci ma casuali, i passaporti vengono messi un po’ in qua e là, comunque sempre meglio di quella argentina che ci accoglie dopo 30km. Vorrebbero fare le pratiche col computer, ma in realtà dopo averci provato bisogna tornare al metodo tradizionale rallentando di molto il passaggio. Da notare che in tutta questa perdita di tempo non controllano nulla. Con l’arrivo dell’Argentina c’è anche il ritorno dell’asfalto. Gente di qui ci ha raccontato che in Terra del Fuoco i rapporti tra i due stati siano ancora pessimi dai tempi della guerra delle Falkland/Malvinas quando i cileni diedero l’appoggio territoriale e spionistico agli inglesi. Così per evitare lo sviluppo soprattutto turistico di Ushuaia e dintorni non hanno mai asfaltato la strada di collegamento. A Rio Grande altro cambio di bus, a seconda di quanta gente parte per la Fin del Mundo decidono sui bus, noi dobbiamo attendere un minibus, che parte in ritardo ma recupera alla grandissima. Arriviamo a Ushuaia e ci accorgiamo da subito di trovarci in un luogo molto turistico. Troviamo da dormire presso Hostal Cruz del Sud ed i ragazzi che lo gestiscono ci consigliano un tenedor libre dove andare ad ingozzarci di carne argentina. Qui sono locali normali, si possono fare i giri che si vuole ed il prezzo è fisso. La Rueda è una dei migliori, costa qualche pesos in più degli altri ma li vale tutti. Alle 23:30 il cielo sopra Ushuaia ci regala colori incredibili, e anche l’aria è diversa da tutto quello incontrato in precedenza.

 

21° giorno

Giorno per organizzarci sul da fare. Arrivare all’isola di Navarino è arduo, costoso e casuale. Ci sono gommoni che attraversano il Beagle, ma solo 3 volte alla settimana e solo se hanno 10 persone. In ogni caso, il passaggio di sola andata costa 100$ a testa. Il problema è che se non trova 10 persone che vadano non vengono a prenderti. Qui tra argentini e cileni c’è un odio incredibile, sembra quasi che gli argentini facciano di tutto per non farti andare sull’altro versante, ma è anche capibile, con la storia della città alla fine del mondo Ushuaia si è creato un boom turistico incredibile, se Puerto Williams si inserisse la cosa potrebbe cambiare. Navarino fino al 1999 era riserva militare, è visitabile da poco, ma se veramente volete andare vi conviene organizzarvi con una nave da Punta Arenas. In un giorno e mezzo arriverete e sarete sicuri sugli spostamenti. Già, perché l’altro problema di qui è trovare un bus per rientrare a Rio Gallego. Dopo ore di attesa troviamo una prenotazione col bus della Tecno Austral, intanto prendiamo un colectivo dal porto ed andiamo alla base del ghiacciaio Martial. Poi seggiovia ed infine si può iniziare a salire per avere una splendida visione di Ushuaia e del Beagle e poi andare alla base del ghiacciaio. Non si tratta di nulla di incredibile, ma è pur sempre un ghiacciaio al mare sopra ad una grande città. L’ultima parte dell’ascesa è in mezzo ad una morena poco stabile ed è facile cadere se non si presta attenzione. Al ritorno ci rifocilliamo presso un tenedor libre economico da con carne di scarsissima qualità, El Arco Iris.

 

22° giorno

Con un colectivo sempre dal porto andiamo al P.N. Tierra del Fuego. Ci facciamo scaricare all’inizio e facciamo a piedi i 7 km lungo il fiordo che costeggia il parco. Arriviamo a visitare l’isoletta centrale poi presso il centro visitatori un altro colectivo ci riprende e porta in centro città. Da qui partiamo per la navigazione sul canale di Beagle. Il tempo volge al bello ed i colori sono splendidi, da qui in mezzo si capisce perfettamente il fascino di Ushuaia e della sua aria di fine del mondo. Le isole che si incontrano sono piene di leoni marini di dimensioni enormi, e di colonie infinite di cormorani australi. Girato in lungo ed in largo il canale, possiamo finalmente scendere sull’isola più alta del canale dove godiamo di una vista mozzafiato. Nel rientro alcuni personaggi locali ci fanno provare il mate, l’infuso di hierba mate senza la quale nessun argentino si riesce a spostare. Il sapore è buono e questo ci porterà all’acquisto di svariati portabevande e di hierba mate (chissà come mai, ma a casa il sapore pare completamente differente ed ovviamente peggiore!). Ultima cena fuegina presso El Fogon del Gaucho, ottimo.

 

Il canale Beagle, alla fine del mondo, tra Ushuaia e Puerto Williams.

Il canale Beagle, alla fine del mondo, tra Ushuaia e Puerto Williams.

 

23° giorno

Il bus di Tecno Austral parte alle 5:30 in tempo per regalarci il fuoco sul Beagle. L’alba è di colori infuocati, uno spettacolo che giustifica l’alzataccia. Risalendo verso Rio Grande il cielo si copre di nuvole, e la pioggia diventa la padrona della giornata. Si cambia a Rio Grande e raggiungiamo Rio Gallego con Taqsa. Le soste per le frontiere (4 passaggi) e per il traghetto sullo stretto di Magellano ci fan perdere numerose ore. Siamo a Rio Gallego verso le 19:00, troviamo un passaggio per El Calafate sempre con Taqsa la sera stessa. Visto che arriveremo molto tardi prenotiamo uno hostal a El Calafate telefonicamente. Ci dicono che all’una, ora prevista di arrivo, ci verranno a prendere. In realtà non sarà così, ma alla stazione dei bus è pieno di gente pronta ad offrire ai viaggiatori una sistemazione. Il personaggio dello Hostal Mochillero ci convince e ci paga anche il taxi per arrivarci. Il posto ha camerate da 4-6 o 8 posti, a noi tocca una camera da 6 tutta per noi .

 

24° giorno

Decidiamo di svegliarci presto per organizzare subito l’escursione al P.N. Los Glaciales (lato sud) dove si trova il Ghiacciaio più famoso, il Perito Moreno. La nostra idea è quella di andare a girarci sopra con un tour provvisto di ramponi e guida. L’unica struttura che organizza questa escursione è la Hielo y Aventura, riusciamo a partire la mattina stessa per la visita al fronte del ghiacciaio mentre nel pomeriggio verremo portati con barca sul lato accessibile e poi staremo circa 1:45h sul ghiacciaio. Il tutto costa 210p+40p per entrare al parco che si raggiunge in 1:30h. Dire che lo spettacolo sia impressionanate è banale ma va detto. Certo, lo spropositato numero di persone che vi si trova non fa godere appieno della vista, o meglio degli innumerevoli rumori che il ghiacciaio fa. Ma la sua imperiosa presenza affascina. Gli squarci di azzurro intenso che emergono tra i ghiacci sono di una bellezza che lascia senza parole e vedere cadere i pezzi di ghiaccio che si staccano dalle guglie alte fino a 70m è splendido. Nel primo pomeriggio facciamo un giro col battello che ci porterà all’attracco dove iniziare l’ascensione. Il fronte del ghiacciaio è tutto azzurro, una cosa clamorosa. Poi, dopo ripetute istruzioni sui comportamenti da tenere e sull’uso dei ramponi, iniziamo il viaggio sul ghiaccio. Quello che da lontano sembrava un susseguirisi di guglie lascia invece spazio a sentieri spesso costeggiati da rigagnoli d’acqua e da crepacci di un blu super. Siamo in una ventina, quindi gli spostamenti sono molto rallentati, le guide devono sempre testare il percorso prima di farci passare. Al termine whyskie con hielo para todos, hielo del più vecchio che la terra abbia mai visto. Rientriamo con la testa ancora tra le nuvole, e ci concediamo il piacere della carne argentina presso Mi Viejo e poi rientriamo di nuovo allo Hostal Mochillero.

 

continua...

 



Luca viaggia con lo stesso spirito dei suoi esordi portando con sé non solo il fido zaino ma soprattutto un’innata voglia di conoscere e di vivere il viaggio, che non è solo vedere cose mai viste prima ma anche affrontare le sorprese, belle o brutte, che possono capitare dietro ogni curva.

Lascia un commento - Richiedi informazioni



Mappa Climatica

ad ogni stagione il suo viaggio

archivio articoli

viaggi legati all'articolo

arrow_drop_up