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Alaska Highway

Data: 05/04/2013 STATI UNITI (USA) Categoria: Pillole di viaggio

 

2451 km nel nulla. Natura selvaggia, animali, qui ognuno fa per sè, si è in balia degli eventi, i collegamenti con la civiltà sono a dir poco sporadici, dormo dove mi pare, guido per 4 giorni molte ore al giorno respirando sensazioni incredibili e godendomi appieno gli aspetti di questo lungo serpente di asfalto, sto percorrendo l'Alaska Highway. Questa incredibile opera umana parte da Dawson City, in British Columbia, per arrivare a Delta Junction, in Alaska, passando per Whitehorse, nello Yukon Territory. L'autostrada venne completata il 21 novembre del 1943, ma non fu accessibile fino all'anno successivo. La sua lunghezza è di circa 2451 Km (che corrispondono a 1523 miglia). Attraversarla è stata un'avventura di per se entusiasmante. Nonostante il viaggio si potrebbe definire "monotono" per il susseguirsi, a tratti, di paesaggi praticamente identici, non ricordo un singolo minuto di sconforto. Guidare su quella strada, conquistarsi l'"Ultima Frontiera" via terra, è qualcosa per cui andrò orgoglioso per il resto della mia vita. Vivere l'esperienza dell'Alaska Highway ti fa entrare per qualche giorno in una dimensione direi diversa paragonata al resto del Nord America. Il sole fatica a scendere sotto l'orizzonte, non ci sono orari ben precisi, non ci sono mete da raggiungere giornalmente, se non Fairbanks, nel cuore dell'Alaska, qualche giorno più tardi. Non esistono limiti di velocità perché non esiste la polizia (almeno per da quanto ho potuto constatare!), non esistono aree di sosta se non sporadiche pompe di benzina.

 

Lingue di ghiaccio nel Kluane National Park, nello Yukon

Lingue di ghiaccio nel Kluane National Park, nello Yukon

 

Lungo il tragitto si incontrano una manciata di cittadine, tra cui Whitehorse, la piccola "capitale" dello Yukon Territory. I pasti sono un po' monotoni, pasta, frutta e verdura in scatola, la pulizia è limitata a quella dei denti ma le emozioni vissute sopperiscono a tutte queste "mancanze"... che poi non ritengo nemmeno mancanze, in un viaggio del genere. Gli incontri sono stati molteplici, ricordo grizzly, alci, karibou, orsi baribal, volpi...  

 

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Maestro di sci e valente fotografo naturalistico, Andrea sa trasmettere l'adrenalina e l'estasi che lo inondano quando si trova immerso nella Natura, l'elemento che ama e che sa riprendere e raccontare con una sensibilità non comune.

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