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Fiordland, Nuova Zelanda

Data: 28/01/2013 NUOVA ZELANDA Categoria: Diari di Viaggio

 Il primo impatto con Milford Sound, una delle perle del Fiordland National Park, è con un paesaggio lugubre e grigio, avvolto dalle nebbie e stuzzicato da una lieve ma insistente pioggia. In questi luoghi l'acqua è una costante, con una media di precipitazioni di 6.813 mm in ben 182 giorni all'anno, Milford Sound puo' essere considerato alla pari con altri fiordi del parco, come il posto più piovoso della Nuova Zelanda e uno dei più piovosi al mondo. Il fiordo è ora visibile solo in parte, i rilievi sono velati, riesco solo ad intravederne le radici...

 

So che qui è così, ho grandi aspettative da questo luogo soprattutto dopo il cattivo tempo incontrato nell'Isola Nord, voglio essere fiducioso. È ormai sera quando intravedo dietro le spalle di una montagna dell'azzurro. Ne sono convinto, Milford Sound mi si rivelerà...

 

Giunge così l' "ora blu" e le vette sono messe a nudo finalmente, solo qualche nube tenta timidamente di soffiare via la spolverata di neve che qualche ora prima ha ricoperto i monti. Provo qualche scatto ma la luce se ne sta per andare. Mi trattengo ancora un poco per poi tornare in auto a cenare. Il cielo nel frattempo si è completamente liberato dalle nubi e mi stimola a provare qualche scatto in notturna...

 

La volta stellata sopra il fiordo è mozzafiato, un Milford Sound che nemmeno osavo immaginare. La Via Lattea è visibilissima sopra la mia testa, più tardi andrà ad incastonarsi nella cornice del magnifico sound! Dopo qualche ora le cime sulla destra cominciano ad essere illuminate dalla Luna , obliando la Via Lattea. Mi trovo al centro di un immenso anfiteatro di rocce minacciose, ho temporeggiato più del previsto su qualche rialzo offerto dalla bassa marea. Essa sta ora salendo inesorabile. Faccio fatica a staccare il dito dal pulsante del telecomandino della reflex, un po' per la voglia di scattare, un po' per il gelo...

 

Quando decido di andare a riposare mi rendo conto di essere stato circondato dalle acque, in trappola. Non ho mantenuto la situazione sotto controllo e la marea mi ha giocato un brutto tiro. Non resta che camminare in mezzo all'acqua (un buon 20cm) bagnandosi senza possibilità di rimediare in tempo breve siccome l'auto sarà, come di consueto, il mio rifugio. Sarà la notte più dura di tutto il viaggio. Piedi bagnati, la fortissima umidità è penetrata violentemente nello scheletro. I vari strati di vestiti non sono in grado di sopperire a ciò. I fastidiosi pappataci (moscerini) contribuiscono a rendere la notte davvero poco gradevole. Ripensando al cielo sereno e alla bellezza incredibile del luogo, tutte queste cose passano tuttavia in secondo piano. Mi sveglierò molto presto per l'alba.

 

Milford Sound

Milford Sound

 

Non c'è bisogno della sveglia, il sonno viene interrotto diverse volte e il freddo sta via via diventando insopportabile. Ci sarebbe ancora tempo per provare a riposare ma preferisco uscire per fare un po' di movimento e per studiare la marea (che è bassa) per poter ottenere buone composizioni per le foto odierne. I vetri dell'auto sono ghiacciati e l'umidità è terrificante. Impiego un po' ad ambientarmi ma sono pronto per un grande spettacolo...

 

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Maestro di sci e valente fotografo naturalistico, Andrea sa trasmettere l'adrenalina e l'estasi che lo inondano quando si trova immerso nella Natura, l'elemento che ama e che sa riprendere e raccontare con una sensibilità non comune.

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