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Argentina e Cile - I

Data: 12/03/2012 ARGENTINA - CILE Categoria: Diari di Viaggio

 

Introduzione 

Il viaggio si è svolto tra dicembre 2005 e gennaio 2006, all’inizio dell’estate australe, il periodo migliore per visitare il sud del continente americano. Il tempo è al suo meglio e le vacanze dei cileni e degli argentini non sono ancora iniziate (vanno indicativamente da metà gennaio a fine febbraio). In entrambi i paesi tutto è molto pratico, semplice e di facile accesso ai viaggiatori, purtroppo l’emergente e rampante economia cilena fa sì che i prezzi si stiano alzando in maniera spaventosa (in un anno il peso si è rivalutato del 25% sull’euro), mentre in Argentina più si risale più i prezzi diventano bassi. I collegamenti sono sempre ottimi, ma per scendere il Cile (in corrispondenza del Campo De Hielo Del Sur) c’è il problema che non esistono strade, quindi siete vincolati a prendere un mercantile oppure l’aereo, sempre se non andate via terra per l’Argentina. I chilometri sono molti e gli spostamenti prendono molto tempo, verificate sempre con anticipo la combinazione migliore.

 

1° giorno

 

Ritrovo all’aeroporto di Bologna, da dove partiamo con voli differenti a seconda dei giorni di ritorno. In due abbiamo un volo Air France, in tre Iberia mentre un’amica è partita il giorno precedente con Iberia. Air France ha orari certi e ottimi aerei, ma scopriamo che sul Bologna-Parigi non viene più servito cibo, forse per adattarsi alla concorrenza dei voli a basso prezzo. Arriviamo al CdG puntuali, e da lì prendiamo il volo con destinazione Santiago via Buenos Aires. L’aereo è un moderno 777 dotato di schermo personale giochi e ogni possibile intrattenimento per le 17 ore di volo (scalo compreso).

 

2° giorno

 

Dopo la sosta a Buenos Aires arriviamo a Santiago in perfetto orario dove ci ricongiungiamo tutti e sei. All’aeroporto ci sono due bancomat dove prelevare, poi con Turbus arriviamo in centro alla città. Cerchiamo da dormire nella zona Concha y Toro, un quartiere bohemien vivo ed interessante. Tutte le strutture da noi cercate sono piene, così rimediamo un posto al Hotel Saturno un luogo a ore che però ci cede l’ultimo piano a un prezzo abbordabilissimo. Iniziamo la visita del centro, Marco ed io reduci dall’anno scorso facciamo un po’ da guida così arriviamo alla “solita“ Moneda e da lì alla Plaza de Armas. Poi dopo aver cercato inutilmente presso alcune agenzie di organizzarci per il viaggio in mercantile, iniziamo a scoprire un’altra zona della città tenendo il Parco Balmaceda come riferimento geografico. La città come ricordavamo offre poco, moderna, ordinata ma poco caratteristica. Per cena ci trattiamo bene alla Vacas Gordas, paradiso della parilla.

 

3° giorno

Prima meta La Chascona, la casa cittadina di Pablo Neruda, così chiamata in onore della chioma della sua terza moglie. è un luogo su più strutture fatte sempre a forma di nave, con all’interno svariate opere di artisti internazionali donate allo scrittore cileno. Poi giro sul Cerro Santa Lucia da dove si può avere una visione d’insieme di tutta la città. Non che sia una vista mozzafiato, ma il parco merita una sosta. Poi con un bus al Parque Por La Paz. Questo parco altro non è che il luogo in cui sorgeva Villa Grimaldi, terreno requisito dalla DINA all’omonima famiglia italiana e luogo delle più atroci torture al tempo del regime di Pinochet. Qui venivano portati i più pericolosi avversari politici, non troverete quasi più nulla se non la torre dove venivano rinchiusi e torturati molti prigionieri. Il luogo è stato anche scenario di speculazioni edilizie legate al vecchio regime. Fa impressione il fatto che quasi nessuno sappia nulla di questo parco, arrivarci non sarebbe difficile (45 minuti dal centro in bus), se solo qualcuno sapesse indicarci dove sia. Una visita merita, non si paga nulla se non un’offerta libera alla fine. Nel fine settimana vengono fatti concerti serali in uno scenario da teatro naturale. Per cena rientriamo in città e ci fermiamo ad una Fonte de Soda, prima di raggiungere la stazione dei bus dove partiamo per un viaggio notturno con destinazione Valdivia. Pulman bus ha un’offerta a 15.000p, così partiamo per questo viaggio di 10 ore.

 

4° giorno

Valdivia è segnalata come la perla del Cile, la città con più storia coloniale di tutte, ma nel centro di tutto questo c’è poca traccia. Alcune tracce si troveranno solo alla foce del fiume che raggiungeremo nel pomeriggio, dopo aver pranzato da Donde Emo, finalmente a base di pesce, ed aver trovato un viaggio per i prossimi 3 giorni nei laghi dell’Araucania. Per raggiungere i luoghi dei colonizzatori utilizziamo una barca che parte dal mercato centrale, regolarmente assaltato dai locali leoni marini. Riusciamo a strappare un prezzo di 6000p ed in circa 2:30h raggiungiamo Isla Mancera. Qui si trova un forte di origine spagnola che controllava l’accesso a Valdivia, incrociato a quelli delle 2 vicine località di Corral e Niebla. Per entrare al forte si pagano 600p, si trova ancora in buono stato l’antica polveriera che in un secondo tempo fu utilizzata dagli spagnoli per rinchiudere gli ammutinati delle loro navi. Da qui con un traghetto raggiungiamo Corral, dove visitiamo un altro forte, questo con entrata gratuita. Infine con un altro traghetto arriviamo a Niebla, dove però non abbiamo più tempo per visitare il terzo forte. Dobbiamo prendere l’ultimo bus per rientrare a Valdivia in circa 30 minuti. Cena da Mucho Gusto, una hamburgheria alla cilena che sconsiglierei anche al mio peggior nemico. Dormiamo al Residencial Rosa Uribe, che si è presentata alla stazione dei bus per offrire il suo residencial. Questa è cosa comune in Cile, si può andare a vedere senza nessun impegno il posto, poi una piccola trattativa ci sta sempre ma non si può pensare di ottenere prezzi come in altri luoghi del Sud America.

 

5° giorno

La nostra guida è in realtà un autista volenteroso ma per nulla pratico di viaggi. Si chiama Jorge, ha uno splendido furgone da 9 posti dove alloggiamo comodamente tutti e 6 più lui alla guida. I tre giorni ci costano 56000p, che qui sono tanti soldi, ma viaggi di 3 giorni totalmente indipendenti non ne abbiamo trovati. Prima tappa a Villarica, dove però il tempo non è buono e l’omonimo vulcano non è mai visibile. Lasciamo i bagagli presso le Cabańas Don Juan,un luogo troppo bello per noi, e poi ci fermiamo a pranzare presso El Turista.Ci spingiamo poi a Pucon, luogo più caratteristico della zona dove pare di starsene in Germania, ma dove ci fermeremo nella serata perché prima raggiungiamo il Lago di Caburgua e i suoi Ojos. Sul lago si può fare un giro in pedalò, si ha l’impressione di essere nel mezzo delle Dolomiti, e fa una certa impressione sentir parlare spagnolo e non tedesco! Proseguiamo poi per il Parque Huerquehue dove si possono vedere interessanti cascate. Il tempo non è il massimo così i colori non rendono molto interessante la camminata. Rientriamo a Pucon dove la maggior parte delle case sono costruite stile baite di legno, tutte ordinate e pulite, con vie perfette e piene di fiori alle terrazze per poi tornare a Villarica a cena da Vidalba del Carmen.

 

Il vulcano Osorno visto dai salti di Petrohuè

Il vulcano Osorno visto dai salti di Petrohuè

 

6° giorno

Partenza di prima mattina verso il Lago Calafquen, Jorge si è informato e si può fare il giro del lago e rientrare poi verso Panguipulli senza dover ritornare per la stessa via. Il sole inizia a farsi vedere, regalandoci splendidi squarci nel mezzo di verdissime foreste. Oggi il vulcano Osorno è visibile in tutta la sua magnificenza e ci farà a lungo da riferimento. Un breve giro della cittadina di Osorno non aggiunge nulla al nostro viaggio (se non scene spettacolari di Jorge che non trova la città!!), così proseguiamo velocemente per altre zone tra i laghi. Entriamo al P.N. Puyehue con destinazione Aguas Calientes, terme naturali dove si può andare a bagnarsi in acque caldissime e poi gettarsi in quelle gelide del fiume che scende direttamente dai ghiacci del vulcano. Per entrare si pagano 500p, se non avete un asciugamano dovete aggiungere 1000p, poi potete usufruire dei servizi igienici e delle docce calde. È un’esperienza tonificante totalmente consigliabile. Rientriamo a Entre Lagos presso le Cabańas Kalfupuilli, dove c’è a disposizione una splendido quincho. La cosa ci da l’opportunità di farci una parilla grandiosa e finalmente il “genio” di Jorge trova la sua vera applicazione.

 

7° giorno

Prima meta è il Lago Llanquihue, molto turistico e meta di svago dei cileni locali. Prima sosta a Frutillar, ennesima enclave tedesca, luogo tranquillo con vista mozzafiato sull’Osorno, poi via verso Puerto Varas, la Rimini della zona dei laghi. Anche qui l’aspetto è di cittadina tedesca, ma c’è molta più vita ed i rumori ritornano quelli del Sud America. La vista dei vulcani che si alzano dal lago è fantastica, ci dicono che siamo particolarmente fortunati perché pochi giorni all’anno il cielo è così terso. Facciamo due chiacchiere con una coppia francese che si sta girando il Sud America sulla loro BMW, potente moto adattissima a queste avventure. Ripartiamo per il P.N. Vincente Perez Rosales con stop ai salti di Petrohuè. Qui la vista dell’Osorno è al suo massimo. Quando il vulcano scoppiò la lava raggiunse il sottostante fiume e solidificandosi formò numerose barriere che ora vengono scavalcate dalla forza dell’acqua, creando mulinelli impressionanti, il tutto sempre sovrastato dal vulcano. Procedendo fino al termine della strada si raggiunge il lago Todos Los Santos, con un chiarore delle acque pazzesco. Svariate corse di aliscafi collegano il posto col confine argentino, questo è il passaggio più veloce per arrivare a San Carlos De Bariloche una delle mete più conosciute della Ande argentine. Da qui il nostro viaggio con Jorge arriva alla fine, meta Puerto Montt. Ci facciamo scaricare presso Hosteria Casa Gladys, luogo simpatico ed alla mano. Cena a La Caleta nel centro cittadino basso.

 

8° giorno

Colazione presso La Nave, poi giro di Puerto Montt alla ricerca di una combinazione che ci possa portare col Navimag a Puerto Natales, magari passando per la Laguna San Rafael, il tutto però dopo essere stati all’isola di Chiloè. La cosa si rivela particolarmente difficile da realizzare, il Navimag viaggia solo di lunedì, mentre per la Laguna ci sono pochi passaggi, costosissimi e non hanno giorni costanti. In più per andarci bisogna raggiungere Puerto Chacabuco che si trova sulla Caretera Austral raggiungibile solo con un giorno di viaggio. Alla fine nessuna combinazione ci riesce, bisognerebbe fermarsi per 2 settimane, così andiamo direttamente agli uffici della Navimag a prenderci il biglietto per Puerto Natales. Il Cile del Sud non ha strade nella zona del Campo de Hielo del Sur, le alternative sono via strada per l’Argentina, oppure in aereo o infine quella più tipica col mercantile. È per questo che già da casa avevamo deciso che questa sarebbe stata la nostra via. A questo punto decidiamo di partire subito per l’isola di Chiloè con Quellon bus destinazione Castro. Il traghetto è compreso nel prezzo, si può scendere a godersi il panorama o starsene in bus, il tutto dura meno di 30 minuti. C’è un sole fantastico e lo spaccato dell’isola sembra delizioso. All’arrivo a Castro veniamo presi d’assalto da chi ci vuole offrire il proprio residencial, e dopo una lunghissima contrattazione nei minimi particolari (fino a quante uova mangiare a colazione) scegliamo il Cordillero (con internet gratis, e rammendo cappelli compreso, vedi Cristian!!). Cena spettacolare a La Nave, dove a tarda serata siamo gli unici clienti e la proprietaria inizia a parlarci dell’isola e delle sue usanze. Piatto provato la pichanga, tipica specialità dell’isola.

 

continua...

 



Luca viaggia con lo stesso spirito dei suoi esordi portando con sé non solo il fido zaino ma soprattutto un’innata voglia di conoscere e di vivere il viaggio, che non è solo vedere cose mai viste prima ma anche affrontare le sorprese, belle o brutte, che possono capitare dietro ogni curva.

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